Con 9 voti contro 3 e 1 astensione, la Commissione ha deciso di presentare un’iniziativa di commissione (25.441) volta a conferire al Consiglio federale la competenza di prorogare di 12 periodi di conteggio, in luogo degli attuali 6, la durata d’indennizzo massima in caso di lavoro ridotto. Un’azienda potrebbe quindi fare ricorso al lavoro ridotto per un massimo di 24 mesi. La modifica della legge deve essere dichiarata urgente, onde consentirne una rapida entrata in vigore.
Secondo il quadro giuridico attuale, l’indennità per lavoro ridotto può essere versata per 12 mesi al massimo entro un termine quadro di due anni. Tuttavia, a determinate condizioni, il Consiglio federale può estendere temporaneamente tale durata fino a un massimo di 18 mesi. Esso ha deciso una tale misura nel giugno del 2024, con una validità fino alla fine di luglio 2025. Questa settimana, alla luce del perdurare delle difficili condizioni economiche, il Consiglio federale ha deciso di prorogare tale misura fino alla fine di luglio 2026.
Da circa due anni l’industria tecnologica svizzera e i suoi fornitori soffrono a causa della debolezza congiunturale dei mercati chiave. Per fare fronte alla diminuzione delle ordinazioni, numerose aziende hanno fatto ricorso al lavoro ridotto per diversi mesi. Alcune di esse raggiungeranno presto la durata d’indennizzo massima di 18 mesi e ciò rischierebbe di mettere in pericolo migliaia di posti di lavoro. Con la sua proposta, la Commissione intende colmare le lacune nell’indennizzo del lavoro ridotto e salvaguardare così posti di lavoro in un settore strategico per il nostro Paese. Essa ritiene che nella situazione attuale, caratterizzata da una crisi congiunturale a cui si aggiungono le incertezze sui mercati globali, una soluzione del genere sia opportuna e legittima. Una proroga della durata d’indennizzo massima del lavoro ridotto dovrebbe consentire alle aziende in questione di superare questa fase senza dover licenziare personale. Scegliendo una formulazione potestativa e delegando tale competenza al Consiglio federale, la Commissione propone una soluzione flessibile e pragmatica.
L’iniziativa sarà ora trattata dalla Commissione omologa del Consiglio nazionale, che dovrà decidere se approvarla.
Sviluppare misure per un futuro panorama ospedaliero efficiente e basato sulle necessità
La Commissione ha sentito una rappresentanza dei Cantoni e degli ospedali sulla situazione finanziaria di questi ultimi. Constata che l’Associazione degli ospedali svizzeri, con il coinvolgimento dei diversi attori interessati, sta attualmente elaborando un’analisi concernente il futuro panorama ospedaliero. In autunno la Commissione si informerà su tali lavori per poter proporre misure mirate volte a risolvere questa ampia e urgente problematica. In quest’ottica, con 6 voti contro 3 e 2 astensioni propone di non dare seguito all’Iv. Ct. SG « Tariffe a copertura dei costi per gli ospedali rilevanti per l'assistenza sanitaria» (24.304). In autunno si occuperà poi anche dei restanti interventi parlamentari pendenti che chiedono una pianificazione ospedaliera sovraregionale o un adeguamento delle tariffe.
Altri oggetti
Mo. Ettlin Erich « Le casse pensioni di diritto pubblico non vanno penalizzate» (24.3372): con 9 voti contro 3 e 1 astensione la Commission propone di confermare la decisione di adottare la mozione nella sua forma iniziale. La Commissione respinge la versione modificata dal Consiglio nazionale nell’intento di evitare che istituti sottoposti a forte concorrenza accordino miglioramenti delle prestazioni a scapito della propria stabilità finanziaria.
Mo. Amaudruz (24.3977) e CSSS-N (24.4260) « Cancro al seno. La vita dopo una mastectomia»: la Commissione propone all’unanimità di adottare queste due mozioni di uguale tenore, sottolineando che con l’introduzione del TARDOC la tariffa del tatuaggio dell’areola mammaria sarà rivalorizzato.
Mo. Poggia « Assicurazione complementare ospedaliera. Garantire la libertà di scelta degli assicurati» (24.3919): la Commissione propone di respingere la mozione (il punto 1 con 6 voti contro 4, il punto 2 con 8 voti contro 0 e 2 astensioni). Ritiene infatti che comunicare individualmente agli assicurati quando un ospedale è ritirato dalla lista degli stabilimenti riconosciuti non apporterebbe alcun valore aggiunto. Inoltre, è contraria anche all’introduzione della garanzia di una copertura minima dei costi nel caso in cui un ospedale sia ritirato da tale lista.
Iv. Ct. JU « Facilitare l'accesso alle prestazioni complementari per chi ne ha diritto» (24.316): con 9 voti contro 4 la Commissione propone di non dare seguito all’iniziativa cantonale. Pur riconoscendo che l’accesso alle prestazioni complementari può risultare difficoltoso per gli aventi diritto, constata che diversi attori pubblici e a livello di associazioni offrono sostegno amministrativo. Ritiene inoltre che spetti ai Cantoni e ai Comuni informare e offrire assistenza in questo ambito. È anche dell’avviso che rendere automatica la concessione delle prestazioni complementari non sarebbe opportuno e risulterebbe molto complesso da attuare.
Mo. Bulliard « Strategia nazionale in materia di accompagnamento e alloggio negli ambiti della vecchiaia e della disabilità» (23.3366): con 6 voti contro 4 e 2 astensioni la Commissione propone di respingere la mozione. Sottolinea come in tale settore siano in corso numerosi lavori e che la questione della permanenza a domicilio sia di competenza dei Cantoni.
Mo. Nantermod « Terapie complementari. Introdurre un diritto d'opzione nell'AOMS» (23.3511): con 6 voti contro 0 e 2 astensioni la Commissione propone di respingere la mozione. Ricorda che nel 2009 il Popolo e i Cantoni hanno accettato l’aggiunta di un nuovo articolo costituzionale (art. 118a Cost.) volto a considerare maggiormente la medicina complementare e sottolinea anche che i costi generati dalla presa a carico della medicina complementare rimangono relativamente bassi.
Mo. CSSS-N« Statistica delle prestazioni a carico dell'assicurazione malattia. Considerare la nazionalità delle persone assicurate» (24.3470): la Commissione ha deciso, senza opposizioni, di rinviare la trattazione di questa mozione perché desidera attendere la pubblicazione di un rapporto dell’UFS che illustri la ripartizione dei costi a carico dell’assicurazione malattie obbligatoria in base alle caratteristiche sociodemografiche degli assicurati, compresa la loro nazionalità.
Presieduta dal consigliere agli Stati Damian Müller (PLR, LU), la Commissione si è riunita a Berna gli 15 maggio 2025. A parte della seduta era presente la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider.