Con 16 voti contro 8, la Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale (CPS-N) propone alla propria Camera di allinearsi alla posizione del Consiglio degli Stati e di non entrare quindi in materia sul disegno del Consiglio federale che prevede un limite di spesa per l’esercito di 18,8 miliardi di franchi. La maggioranza della Commissione approva, senza apportare modifiche, il programma d’armamento e il programma degli immobili 2016

​La maggioranza della Commissione rinvia al decreto federale del 7 marzo 2016, in cui il Parlamento aveva già approvato per l’esercito un credito quadro di 20 miliardi di franchi per gli anni 2017–2020. Questo importo è già stato oggetto di svariate discussioni e la decisione è stata confermata. L’importo del limite di spesa e una pianificazione certa sono indispensabili per garantire l’equipaggiamento e il funzionamento dell’esercito. La minoranza della Commissione ribatte da parte sua che dal mese di marzo a oggi la situazione politico-finanziaria sarebbe sostanzialmente mutata: il progetto DTA è infatti stato sospeso, mentre il preventivo per il 2017 prevede importanti deficit strutturali che dovrebbero comportare conseguenze anche per l’esercito. Secondo la minoranza, con un limite di spesa di 20 miliardi si correrebbe il rischio di spendere soldi per progetti non indispensabili.

La Commissione approva il programma d’armamento (1,341 miliardi di franchi) con 17 voti contro 2 e 5 astensioni, mentre il programma degli immobili (572 milioni di franchi) è approvato con 21 voti contro 0 e 3 astensioni. Il programma degli immobili non ha sollevato controversie, mentre nell’ambito del programma d’armamento si è dibattuto in particolare dell’acquisizione di mortai da 12 centimetri per 404 milioni di franchi. La maggioranza è favorevole a questo progetto, ritenendo che per adempiere il suo compito di difesa l’esercito abbia bisogno di questo tipo di mortai. Dal 2009 l’esercito non dispone più di un sistema in grado di garantire l’appoggio aereo indiretto su corta distanza: si tratta di una lacuna da colmare. Una minoranza della Commissione reputa invece che in considerazione della situazione in materia di politica di sicurezza in continua mutazione (terrorismo, rischi informatici ecc.) l’acquisizione di tali mortai non rivesta un carattere prioritario.
Il Consiglio nazionale si occuperà del messaggio sull’esercito (16.026) verosimilmente in occasione della sessione autunnale.

 

Aumentare l'effettivo del Corpo delle guardie di confine

Con 22 voti contro 2, la CPS-N propone alla Commissione delle finanze del Consiglio nazionale di inserire nel preventivo 2017 36 posti a tempo pieno per il Corpo delle guardie di confine (Cgcf). Detti posti avranno una durata limitata a cinque anni. Questa decisione è stata presa nell’ambito della trattazione dell’iniziativa del Cantone di Basilea Campagna (15.301) nonché del rapporto del Consiglio federale in adempimento al postulato «Ruolo ed effettivo futuro del corpo delle guardie di confine» (16.3005).

La Commissione ha discusso vari modelli per il sostegno del Cgcf: altre proposte miravano ad assegnare al Cgcf i mezzi finanziari resisi disponibili in virtù della sospensione del progetto DTA 2020 (a carico del budget dell'esercito 2018–2020) oppure a iscrivere nel preventivo posti a tempo indeterminato (invece di posti a tempo indeterminato). La maggioranza della Commissione ha infine deciso di privilegiare i posti a tempo determinato. Da un lato, essa non vuole tagliare il budget dell’esercito (vi è una decisione di principio che prevede 5 miliardi all’anno). Dall’altro, ritiene opportuna la limitazione dei posti a cinque anni, in considerazione della situazione politico-finanzaria, del cambiamento dei flussi migratori nonché delle fluttuazioni naturali del personale del Cgcf (per pensionamenti, ecc.). La proposta sarà presentata alla Commissione delle finanze del Consiglio nazionale che si occupa della discussione del preventivo 2017. Una minoranza respinge il progetto di aumento dell’effettivo. I lavori sull’iniziativa cantonale 15.301 sono pertanto sospesi per il momento.

Nell’ambito di queste discussioni, la Commissione ha inoltre respinto con 11 voti contro 10 e 2 astensioni una proposta di mozione volta ad assegnare al Cgcf il compito di vietare l’ingresso in Svizzera alle persone prive di documenti d’entrata validi (inclusi i richiedenti l’asilo) e di rimandare dette persone immediatamente e senza formalità nel rispettivo Stato Dublino.

La Commissione si è riunita il 4 e il 5 luglio 2016 a Berna sotto la presidenza della consigliera nazionale Corina Eichenberger-Walther (PLR, AG); il consigliere federale Guy Parmelin, capo del DDPS, ha presenziato a parte della seduta.