La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale (CPS-N) propo-ne di approvare il decreto federale sul recepimento e l’attuazione del regolamento UE relativo alla nuova guardia di frontiera e costiera europea apportandovi però due aggiunte. Respinte le proposte di non entrata in materia e di rinvio.

Dopo aver discusso approfonditamente, la CPS-N è entrata in materia, con 13 voti contro 10 e un’astensione, sul decreto federale che approva e traspone nel diritto svizzero lo scambio di note tra la Svizzera e l’Unione europea sul recepimento del regolamento UE relativo alla guardia di frontiera e costiera europea (17.033). La maggioranza della Commissione ritiene che questo progetto sia un passo necessario per migliorare la situazione attuale alle frontiere esterne di Schengen. Tale progetto costituisce in particolare la base per rafforzare la protezione delle frontiere esterne e per ampliare le competenze per quanto riguarda il ritorno di soggiornanti illegali nello spazio Schengen provenienti da Stati terzi. Secondo la minoranza, invece, il progetto non migliora né la situazione dei rifugiati e dei richiedenti asilo né il rispetto dei diritti umani.

 

È stata respinta, con 14 voti contro 10, una proposta di rinvio, in cui il Consiglio federale sarebbe stato incaricato di stabilire chiaramente nel messaggio l’obiettivo principale di impedire i passaggi illegali della frontiera già alle frontiere esterne di Schengen. Per la maggioranza della Commissione questo obiettivo è palese e ritiene pertanto inopportuno un rinvio; per la minoranza non è invece chiaro che cosa si voglia concretamente ottenere con il progetto.

 

Nella deliberazione di dettaglio occorreva soprattutto chiarire le questioni dei costi e delle ripercussioni del progetto sull’adempimento del mandato del Corpo delle guardie di confine (Cgcf) in Svizzera. Con 12 voti contro 10 e 2 astensioni, la CPS-N propone di sancire nel decreto federale che la Svizzera partecipa ai costi della nuova guardia di frontiera e costiera europea con un importo massimo di 12 milioni di franchi. La maggioranza intende in tal modo contrastare la tendenza in atto che vede aumentare costantemente i contributi svizzeri versati per la protezione delle frontiere dell’UE. Considerata la sovranità del Parlamento in materia di preventivo, la minoranza non ritiene necessario sancire un importo massimo. Infine, con 18 voti contro 4 e un’astensione, la Commissione vuole iscrivere in un nuovo articolo del decreto federale che l’impegno previsto del Cgcf a favore dell’Agenzia dell’UE non deve comportare un peggioramento del controllo delle frontiere svizzere.

 

Presieduta dalla consigliera nazionale Corina Eichenberger-Walther (PLR, AG), la Commissione si è riunita a Lenzburg e Villigen il 28 e 29 agosto 2017.