La decisione di entrata in materia è stata adottata dalla maggioranza della Commissione con l’intenzione di non mettere a repentaglio l’Accordo di associazione a Schengen e di trasporre la direttiva UE sulle armi nel modo più pragmatico possibile a tutela delle tradizioni svizzere in materia di tiro. Inoltre, con il referendum facoltativo il Popolo avrà la possibilità di pronunciarsi sul progetto. Secondo la minoranza non c’è invece alcuna necessità di rivedere la legislazione svizzera in materia di armi. Ritiene che un inasprimento non sia di alcuna utilità per la lotta al terrorismo e mette in guardia in particolare sul grande onere amministrativo che richiede l’attuazione. Esponenti della maggioranza e della minoranza hanno dichiarato l’intenzione di proporre numerose modifiche nella deliberazione di dettaglio.
Nell’ambito della discussione con 15 voti contro 9 è stata respinta una proposta di rinvio che avrebbe incaricato il Consiglio federale di stralciare dal progetto tutte le limitazioni che vanno al di là di quanto richiesto dalla direttiva UE sulle armi, nonché tutte le disposizioni che in un modo o nell’altro compromettono le tradizioni svizzere in materia di tiro. Sempre con 15 voti contro 9 è stata respinta anche la proposta di sospendere la trattazione dell’oggetto fintanto che la Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) non si sia pronunciata sul fondamento legale della direttiva sulle armi. Queste proposte sono sostenute da una minoranza.
Allo scopo di acquisire maggiori informazioni sulle conseguenze concrete del progetto, la Commissione ha svolto audizioni con le seguenti organizzazioni: Stop Suicide, Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali della Svizzera (CCPCS), PROTELL (Società per un diritto liberale sulle armi), Società Svizzera degli Ufficiali (SSU), Federazione sportiva svizzera di tiro (FST) e Associazione armaioli svizzeri e dei commercianti d’armi specializzati (ASA). Altre organizzazioni sono state invitate a esprimere un parere per scritto. La Commissione ha inoltre richiesto al DFGP diverse informazioni supplementari in vista della deliberazione di dettaglio, in particolare per quanto riguarda i dati di riferimento relativi alle disposizioni di attuazione.
La Commissione intende concludere la deliberazione di dettaglio nella sua seduta del 14/15 maggio 2018, in modo che l’oggetto possa essere trattato dal Consiglio nazionale nella sessione estiva.
Corpo delle guardie di confine (Cgcf)
Con 22 voti contro 0 e 1 astensione la CPS-N propone di posticipare il termine per l’elaborazione di un progetto in adempimento dell’iniziativa del Cantone di Basilea-Campagna (15.301 s) fino a dopo la discussione sul preventivo 2019. In virtù della parità di trattamento la Commissione propone con 18 voti contro 2 e 2 astensioni di dare seguito anche all’iniziativa del Cantone di San Gallo (17.311). Entrambe le iniziative cantonali chiedono un potenziamento del Cgcf.
La Commissione ha preso questa decisione perché considera che ai confini nazionali continui ad esserci un grande problema di sicurezza, in particolare a causa della criminalità transfrontaliera, della migrazione illegale e del contrabbando. Altro motivo importante è il fatto che finora le sue proposte di potenziamento del Cgcf sono state respinte sia nel preventivo 2017 sia in quello del 2018.
Presieduta dal consigliere nazionale Werner Salzmann (UDC, BE), la Commissione si è riunita a Berna il 9 e il 10 aprile 2018. A parte della seduta erano presenti la consigliera federale Simonetta Sommaruga, capo del DFGP, e i consiglieri federali Ueli Maurer, capo del DFF, e Guy Parmelin, capo del DDPS.