Per la maggioranza della Commissione occorre da un lato tenere presente la situazione di minaccia e le condizioni politiche di quel periodo. Il diritto penale corrispondeva a quelli che erano i valori allora predominanti nella società, in base ai quali il rifiuto di prestare servizio militare costituiva un reato. Questa visione fu d’altronde suffragata anche dal Popolo nel 1977 e nel 1984, quando decise di respingere i progetti per l’introduzione del servizio civile. D’altro canto, in ragione del fatto che i relativi dati iscritti nei casellari giudiziali sono stati nel frattempo cancellati, la maggioranza reputa che anche qualora le persone interessate venissero riabilitate non ne verrebbe loro alcun vantaggio immediato. Infine, per la maggioranza si porrebbero anche questioni legate all’attuazione concreta dell’iniziativa: a suo avviso sarebbero infatti da prevedere importanti oneri amministrativi e finanziari, derivanti ad esempio dalla necessità di ricostruire un singolo esame dei motivi di coscienza.
La minoranza fa riferimento a una risoluzione del Consiglio d’Europa e a un parere del Consiglio federale del 1967, i quali ravvisano nell’assenza in Svizzera di un servizio civile sostitutivo un problema dal profilo dei diritti umani. Secondo la minoranza, le sentenze penali pronunciate a questo proposito dopo il 1967 fino all’introduzione del servizio civile nel 1996 rappresentano una palese ingiustizia morale. È necessario riconoscere il dolore e la stigmatizzazione inflitti, nonché riabilitare le persone interessate, come è stato fatto per i volontari svizzeri in Spagna e per gli svizzeri che hanno salvato rifugiati durante il secondo conflitto mondiale.
Legge sul controllo dei beni a duplice impiego
Con 13 voti contro 12, la CPS-N propone alla propria Camera di sospendere fino all’autunno del 2021 la trattazione del disegno di modifica della legge sul controllo dei beni a duplice impiego (18.060). La maggioranza ritiene che si debbano dapprima raccogliere ulteriori esperienze in materia, in modo da poter valutare con migliore cognizione di causa l’evoluzione tecnologica in atto e la sua ripercussione sulle aziende e sui prodotti. Per ragioni di natura formale, la Commissione aveva deciso in una sua precedente seduta di ritornare sulla propria proposta di non entrata in materia dell’ottobre 2018. In tal modo è stato possibile prorogare fino al maggio del 2023 la validità dell’ordinanza sull’esportazione e l’intermediazione di beni per la sorveglianza di Internet e delle comunicazioni mobili. La minoranza, contraria alla sospensione proposta, ritiene che sia necessario che l’ordinanza venga trasposta sin d’ora nel diritto ordinario. Teme che, in caso contrario, ne possa derivare un danno alla reputazione della politica estera svizzera.
Inizio della scuola reclute estiva
Con 15 voti contro 10, la CPS-N ha deciso di rinviare alla sua seduta di giugno la decisione relativa alla mozione 18.4280 «Coordinare l’inizio della scuola reclute con la conclusione dell’apprendistato». In particolare, vorrebbe che entro quella data venisse informata dalla direttrice del DDPS su possibili soluzioni alternative che tengano ampiamente conto delle richieste contenute nella mozione, oltre che sui vantaggi e gli svantaggi ad esse connessi.
Temi di attualità riguardanti il DDPS
La Commissione è stata orientata dalla responsabile del DDPS su vari temi di attualità, riguardanti fra l’altro l’acquisto del «mortaio 16», che il Parlamento aveva approvato nel quadro del Programma d’armamento 2016. In considerazione dei ritardi accumulati, la Commissione vorrebbe che in futuro venisse informata in modo regolare, dettagliato e tempestivo sullo stato del progetto.
Presieduta dal consigliere nazionale Werner Salzmann (UDC, BE), la Commissione si è riunita a Berna il 29 e il 30 aprile 2019. A parte della seduta erano presenti il consigliere federale Guy Parmelin, capo del DEFR, e la consigliera federale Viola Amherd, capo del DDPS. La Commissione si è pure recata in visita alla fedpol, per informarsi in particolare sull’impiego del Sistema d’informazione di Schengen (SIS).