Senza opposizioni, la Commissione è entrata in materia sul progetto e ha concluso la deliberazione di dettaglio. Essa ritiene necessario trasporre nel diritto ordinario l’ordinanza sull’esportazione e l’intermediazione di beni per la sorveglianza di Internet e delle comunicazioni mobili, la cui validità è limitata nel tempo.
Nella deliberazione di dettaglio la maggioranza della Commissione ha aderito alla proposta del Consiglio federale. Essa ritiene che la disposizione proposta sia sufficientemente dettagliata, mentre altri criteri potrebbero comportare difficoltà di attuazione. Ha respinto diverse proposte volte a inasprire le condizioni d’esportazione e in particolare:
- la richiesta di negare le autorizzazioni se vi è motivo di ritenere che nel Paese d’importazione potrebbero essere violati i diritti fondamentali o esercitate repressioni (art. 6 cpv. 1bis lett. c (nuovo), respinto con 18 voti contro 7);
- tre richieste di introdurre: condizioni d’esportazione inerenti ad altre leggi; prestazioni di consulenza in materia; criteri supplementari concernenti i destinatari finali (art. 6 cpv. 3, respinto con rispettivamente 15 voti contro 10 e 17 voti contro 8).
Ognuna di queste proposte è stata sostenuta da una diversa minoranza. Nella votazione sul complesso il progetto è stato adottato all’unanimità. Ancora lo scorso aprile la maggioranza della Commissione aveva proposto alla propria Camera di sospendere la trattazione dell’oggetto per raccogliere dapprima ulteriori esperienze con l’ordinanza. Nella sessione estiva 2019 il Consiglio nazionale ha però seguito la minoranza e respinto la proposta di sospensione.
Il Consiglio nazionale riprenderà probabilmente la trattazione dell’oggetto nella sessione primaverile.
Iniziativa popolare «Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico»
La Commissione ha sentito alcuni rappresentanti del comitato dell’iniziativa popolare «Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico» (19.038) e deciso di dare audizione, in occasione della sua prossima seduta, ad altre cerchie interessate. L’iniziativa mira a vietare il finanziamento di produttori di materiale bellico a livello internazionale. A tal fine prevede che venga vietato alla Banca nazionale svizzera, alle fondazioni e agli istituti della previdenza statale e professionale il finanziamento di imprese che realizzano oltre il cinque per cento della loro cifra d'affari annua con la fabbricazione di materiale bellico. Chiede inoltre che la Confederazione si adoperi a livello nazionale e internazionale affinché alle banche e alle assicurazioni si applichino condizioni analoghe. Il 14 giugno 2019 il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente l'iniziativa popolare, respingendo quest’ultima senza opporvi un controprogetto.
Presieduta dalla consigliera nazionale Ida Glanzmann-Hunkeler (PPD, LU), la Commissione si è riunita per la prima volta nella sua nuova composizione il 13 e 14 gennaio 2020 a Berna. A parte della seduta erano presenti il consigliere federale Guy Parmelin, capo del DEFR, la consigliera federale Viola Amherd, capo del DDPS, nonché la consigliera federale Karin Keller-Sutter, capo del DFGP. La Commissione è anche stata informata sulle priorità del DDPS e del DFGP per i prossimi anni.