La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati (CPS-S) ha avviato l’esame del Rapporto sulla politica di sicurezza della Svizzera (16.061). Dopo aver svolto audizioni, ha chiesto al DDPS di fornire informazioni complementari. Riprenderà la discussione in gennaio.

Prima di iniziare il dibattito la Commissione ha sentito rappresentanti della Società svizzera degli ufficiali, del mondo scientifico (Centro ginevrino di politica di sicurezza e Swisspeace) e dei Cantoni (CDDGP e CG MPP). Dopo una prima discussione la Commissione ha deciso di chiedere al DDPS ulteriori chiarimenti, in particolare riguardo ai più recenti sviluppi in materia di politica di sicurezza (ad esempio per quanto attiene alle conseguenze della Brexit, all’evolversi della situazione all’Est e alle ripercussioni sulla politica di sicurezza svizzera ed europea di un’eventuale riduzione dell’impegno transatlantico degli Stati Uniti). La Commissione riprenderà la discussione nel gennaio 2017.

Il voluminoso rapporto del Consiglio federale analizza il contesto attuale sotto il profilo della politica di sicurezza, indica a quali minacce e rischi è esposto il nostro Paese e suggerisce come affrontarli. L’ultimo rapporto è stato redatto nel 2010.

Non sarà presentata una nuova mozione sulla difesa dello spazio aereo

Senza voti contrari e con 1 astensione, la Commissione propone di respingere la mozione 15.3499 «Piano direttore. Sicurezza dello spazio aereo», presentata dalla CPS-N. Nel novembre del 2015 la CPS-S aveva deciso di sospendere l’esame di detta mozione in attesa del rapporto sulla politica di sicurezza. Nell’ambito della sicurezza aerea sono stati nel frattempo avviati vari studi teorici, ad esempio in relazione al postulato 12.4130 oppure in seguito alla costituzione da parte del DDPS di un gruppo di esperti incaricati di preparare l’acquisto di nuovi aerei da combattimento. Alla luce dei materiali a disposizione e dei lavori già intrapresi, al momento la Commissione non ritiene necessaria l’elaborazione di ulteriori studi o rapporti: si correrebbe infatti il rischio di creare doppioni.

Lotta al terrorismo: sì alla sorveglianza discreta nel Sistema d’informazione Schengen (SIS), no al divieto di espatrio per potenziali turisti della jihad

La Commissione propone all’unanimità al proprio Consiglio di accogliere la mozione 16.3213 «Competenza per la sorveglianza discreta nel SIS. Fedpol non deve restare escluso». Oltre ai favori della Commissione, la mozione aveva già incontrato quelli del Consiglio federale. Occorre pertanto creare le basi legali che consentano a Fedpol di sorvegliare in modo discreto nel SIS le persone che viaggiano a fini terroristici. La Commissione ritiene che questo tipo di sorveglianza costituisca uno strumento efficace per l’individuazione di reati.

La Commissione propone invece, sempre all’unanimità, di respingere la mozione 14.3711 «Divieto di espatrio per potenziali turisti della jihad», che chiede al Consiglio federale di integrare la legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna (LMSI) con una disposizione che consenta di emanare divieti di espatrio nei confronti di potenziali turisti della jihad. La Commissione propone di respingere la mozione in particolare a causa dei problemi che porrebbe a livello d’esecuzione e in considerazione del fatto che nel 2017, con l’entrata in vigore della nuova legge sulle attività informative (LAIn), gran parte della LMSI sarà abrogata. Per questo motivo non ritiene opportuno inserire il divieto di espatrio nella LMSI. La Commissione rileva inoltre che il Consiglio federale sta elaborando basi legali che, oltre a misure di polizia a carattere preventivo, prevedono il blocco dei documenti di viaggio di potenziali «turisti della jihad».

Con 8 voti contro 4 la Commissione si oppone infine all’iniziativa parlamentare 15.407 «Adozione di una disposizione penale che reprima il terrorismo», rilevando che le basi legali vigenti già prevedono una pena per atti terroristici e che a questo riguardo sono in corso lavori presso le Commissioni degli affari giuridici e il Consiglio federale. Secondo la CPS-S, ulteriori passi legislativi in questo campo farebbero sorgere problemi di coordinamento. Al fine di contrastare il terrorismo con misure preventive, invece di emanare nuove disposizioni penali occorre piuttosto procedere speditamente con l’attuazione della nuova LAIn. L’oggetto tornerà ora alla CPS-N, che in occasione del suo primo esame aveva sostenuto l’iniziativa.

Presieduta dal consigliere agli Stati Isidor Baumann (PPD, UR), la Commissione si è riunita a Berna il 15 novembre 2016. A parte della seduta ha presenziato il consigliere federale Guy Parmelin, capo del DDPS.