La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati (CPS-S) ritiene, come il Consiglio federale, che la presenza militare della KFOR e, a maggior ragione, il contributo della SWISSCOY debba proseguire alfine di consolidare quanto acquisito sul posto. Mentre la situazione dal profilo della sicurezza al centro e nel sud del Kosovo si è stabilizzata, essa rimane più fragile nel nord del Paese. La CPS-S ha quindi respinto, con 9 voti contro 1, una proposta che intendeva rinviare il progetto al Consiglio federale incaricandolo di presentare un nuovo progetto che prevedesse la conclusione della partecipazione della Svizzera alla KFOR entro la fine del 2018.
Peraltro la CPS-S accoglie favorevolmente che le prestazioni della SWISSCOY si concentreranno in primo luogo sui compiti corrispondenti alle priorità della KFOR. Il contributo svizzero si concentrerà principalmente sulla ricerca di informazioni e di intelligence con la creazione di un gruppo di collegamento e di sorveglianza (LMT) supplementare, nonché sul trasporto aereo.
Essa ritiene che per attuare la riduzione degli effettivi dagli attuali 235 a 165 nel 2019 militi il Consiglio federale debba disporre di una certa flessibilità, in coordinamento con la KFOR e in funzione dell’evoluzione sul posto. A suo avviso l’approccio per gradi risponde a questa esigenza. Allo stesso modo essa sostiene la possibilità di aumentare a tempo determinato gli effettivi per la manutenzione oppure per la sicurezza in caso di aggravamento della minaccia. L’oggetto (16.079) sarà esaminato dal Consiglio degli Stati durante la sessione primaverile.
Rapporto sulla politica di sicurezza 2016
La Commissione propone all’unanimità di prendere atto del rapporto sulla politica di sicurezza 2016 (RAPOLSIC, 16.061). Essa ritiene che questo rapporto e i complementi d’informazione richiesti in materia di politica di sicurezza (conseguenze della Brexit, sviluppi relativi alla politica di sicurezza all’Est, conseguenze sulla sicurezza in Svizzera e in Europa di un’eventuale diminuzione dell’impegno degli Stati Uniti in seno alla NATO ecc.) costituiscano una base solida per discutere le sfide in materia di sicurezza che il nostro Paese dovrà affrontare nei prossimi anni. Durante la discussione la Commissione ha affrontato fra l’altro le – a suo avviso promettenti – questioni delle cyber minacce, dell’evoluzione della NATO e della cooperazione internazionale. Secondo la Commissione, il RAPOLSIC costituisce un’istantanea che occorrerà adeguare secondo le evoluzioni future. Per concludere, la CPS-S auspica che il Consiglio federale rifletta sulla forma e gli intervalli dei futuri resoconti. L’oggetto sarà esaminato dal Consiglio degli Stati durante la sessione primaverile.
Un certificato di formazione e di competenze per i militari
La Commissione propone, con 9 voti contro 0 e 2 astensioni, di respingere la mozione 15.3706 dell’ex consigliere nazionale Andrea Caroni, la quale chiede di istituire le necessarie basi legali affinché ai militari possano essere rilasciati, su richiesta, certificati di lavoro per i servizi militari prestati. La CPS-S accoglie favorevolmente l’obiettivo della mozione – conciliare vita professionale e servizio militare – ma non ritiene necessario istituire una base legale. Nell’ambito dell’Ulteriore sviluppo dell’esercito è in elaborazione un certificato di formazione e di competenze che verrà rilasciato a tutti i quadri e agli specialisti alla fine di un servizio pratico. Basandosi sull’esempio presentatole, la Commissione è dell’avviso che questo strumento è più appropriato per rispondere alle esigenze e in tal modo l’obiettivo della mozione è in gran parte adempiuto.
Presieduta dal consigliere agli Stati Isidor Baumann (PPD, UR), la Commissione si è riunita a Berna il 14 febbraio 2017 alla presenza del consigliere federale Guy Parmelin, capo del DDPS.