Nel quadro dell’esame della mozione 22.3557, la Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati (CPS-S) ha deciso, con 7 voti contro 3 e 2 astensioni, di sospendere i lavori e di esaminare la possibilità di allentare l’obbligo di firmare una dichiarazione di non riesportazione per i Paesi che hanno un regime di controllo delle esportazioni analogo a quello svizzero.

Attualmente, un’autorizzazione di esportazione di materiale bellico può essere concessa soltanto se lo Stato in questione ha firmato una dichiarazione che attesta che il materiale non sarà riesportato (dichiarazione di non riesportazione). La maggioranza della Commissione ritiene che sia necessario esaminare la possibilità, per i Paesi che condividono i nostri valori e hanno un regime di controllo delle esportazioni analogo al nostro, di esentarli dal fornire una dichiarazione di non riesportazione, almeno nei casi in cui la riesportazione avviene verso un altro Paese che soddisfa gli stessi criteri. Secondo la maggioranza, un allentamento di questo tipo non contravverrebbe al diritto della neutralità e permetterebbe di rafforzare la base tecnologica e industriale del nostro Paese. Una minoranza ritiene che le norme attuali abbiano dimostrato la loro validità e che un allentamento comporterebbe un rischio significativo di elusione. Vuole così evitare, per quanto possibile, che armi svizzere vadano a finire in Paesi in guerra. La Commissione tornerà a occuparsi di questo dossier all’inizio del prossimo anno.

Politica di sicurezza della Svizzera. Aumento della capacità di difesa dell’esercito e possibile estensione della cooperazione e

La Commissione ritiene che il rapporto complementare al rapporto sulla politica di sicurezza della Svizzera (22.063) – che trae i primi insegnamenti dalla guerra in Ucraina – costituisca una buona base concettuale per ulteriori discussioni. In linea di principio, la maggioranza della CPS-S accoglie con favore la volontà del Consiglio federale di esplorare i settori in cui la cooperazione in materia di sicurezza può essere rafforzata con la NATO e l’Unione europea, nel rispetto della neutralità. Tuttavia, la grande maggioranza della CPS-S ritiene che le conseguenze militari del conflitto debbano essere affrontate in modo più dettagliato. A suo avviso, occorre analizzare le attuali lacune del nostro esercito in materia di difesa e determinare come colmarle. Questa discussione dovrebbe includere elementi quali le capacità di difesa auspicate, le strutture dell’esercito, la dottrina, gli adeguamenti in materia di istruzione, l’equipaggiamento e il finanziamento. Ha quindi deciso, con 7 voti contro 5, di sospendere i lavori. La maggioranza della Commissione vuole riesaminare il dossier in una prossima seduta. Con 9 voti contro 3, la CPS-S ha preso la decisione di massima di elaborare un nuovo intervento parlamentare. Nel frattempo, ha deciso di rinviare l’esame della mozione Rechsteiner (22.3726) «Strategia della Svizzera in materia di sicurezza e di difesa».

Acquisto di materiale informatico nel settore della sicurezza

La Commissione propone all’unanimità di accogliere una versione leggermente modificata della mozione 21.3354 Mo. Consiglio nazionale (Glanzmann). «Acquisti in Svizzera di tecnologie dell'informazione e della comunicazione per la protezione della popolazione». La CPS-S auspica che il Consiglio federale sia incaricato di dare, nell’ambito delle disposizioni vigenti, la priorità ai fornitori svizzeri quando si tratta di acquistare strumenti informatici destinati a organizzazioni determinanti per la sicurezza della Svizzera, quali l’esercito, l'Ufficio federale della protezione della popolazione o il Servizio delle attività informative della Confederazione. Per la Commissione, i recenti sviluppi per quanto riguarda la sicurezza in Europa dimostrano quanto sia importante mantenere, per quanto possibile, una base tecnologica e industriale in taluni settori chiave.

Partecipazione della Confederazione all’esercizio dell’Istituto nazionale di test per la cibersicurezza

Con 5 voti contro 5 e il voto decisivo del presidente, la CPS-S propone alla propria Camera di accogliere la mozione 20.4495 Mo. Consiglio nazionale (Grütter). La mozione incarica il Consiglio federale di elaborare delle basi legali che permettano alla Confederazione di partecipare alla prosecuzione dell'Istituto nazionale test per la cibersicurezza (NTC) istituito dal Cantone di Zugo. Queste basi dovranno stabilire in particolare i mezzi che la Confederazione metterà a disposizione. La maggioranza della Commissione reputa che la Svizzera dovrebbe dotarsi di capacità di verifica nell’ambito della cibersicurezza e che la Confederazione debba sostenere in modo attivo progetti come quello del NTC. Per la maggioranza, un istituto del genere apporta un innegabile valore aggiunto. La minoranza ritiene invece che iniziative di questo tipo debbano essere lasciate in mano a privati e che non sia compito della Confederazione sostenerle finanziariamente o assumersi una corresponsabilità dei label eventualmente assegnati.

Preventivo 2023 (22.041)

In relazione al Preventivo 2023, la CPS-S ha approvato all’attenzione della Commissione delle finanze del Consiglio degli Stati (CdF-S) un corapporto sul budget dell’esercito. La CPS-S rileva che per il 2023 è previsto un aumento del budget dell’esercito di 300 milioni di franchi, il che corrisponde alle richieste del Parlamento formulate nelle mozioni 22.3367 e 22.3374. Questo aumento è il primo passo verso il raggiungimento dell’obiettivo stabilito nelle mozioni di impiegare almeno l’1 per cento del prodotto interno lordo per l’esercito. Di conseguenza, la CPS-S propone alla CdF-N di approvare il budget dell’esercito per il 2023 come proposto dal Consiglio federale.

La Commissione è stata informata sulla situazione in Ucraina, sullo stato dell’approvvigionamento economico della Svizzera e sulle attuali minacce terroristiche.

Presieduta dal consigliere agli Stati Werner Salzmann (UDC, BE), la Commissione si è riunita a Berna il 24 e il 25 ottobre 2022. A parte della seduta erano presenti la consigliera federale Viola Amherd, capo del DDPS, e il consigliere federale Guy Parmelin, capo del DEFR.