Il 20 gennaio 2017 la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N) si era già espressa chiaramente a favore di disposizioni legali supplementari per limitare gli stipendi dei quadri delle aziende e degli istituti della Confederazione. Infatti, aveva dato seguito a un’iniziativa parlamentare in questo senso (16.438 n Iv. Pa. Leutenegger Oberholzer. Per retribuzioni adeguate e contro gli eccessi salariali delle aziende della Confederazione e di aziende parastatali, cfr. comunicato stampa del 20 gennaio 2017). La Commissione rimane dell’idea che debba essere inserito nella legge un valore di riferimento per gli stipendi dei quadri. Questo valore di riferimento potrebbe essere lo stipendio di un consigliere federale. Pertanto, con 18 voti contro 5 la Commissione rimane favorevole all’iniziativa parlamentare 16.438.
La proposta depositata dalla Commissione omologa del Consiglio degli Stati (CIP-S) non prevede invece di fissare un simile valore di riferimento. Secondo tale proposta, infatti, il Consiglio federale dovrebbe ricevere il mandato legale di definire e applicare, nell’ambito della sua strategia del proprietario, una fascia di retribuzioni adeguate (17.443 s Iv. Pa. CIP-S. Retribuzioni adeguate nelle imprese e negli istituti federali e parastatali). La CIP-N ritiene che questa soluzione non sia sufficiente. Pertanto ha sospeso la trattazione dell’iniziativa della CIP-S, finché non sarà chiaro se avrà successo l’iniziativa più rigida proveniente dal Consiglio nazionale.
Contro il diritto di voto a 16 anni: maggiore età civile e politica dovrebbero coincidere
La Commissione ha varie riserve contro l’abbassamento dell’età per il diritto di voto. Pertanto, con 15 voti contro 8 si è espressa contro un’iniziativa parlamentare che andava in questa direzione (17.429 n Iv. Pa. Mazzone. Diritti politici a partire dal sedicesimo anno d’età per consolidare la democrazia). La Commissione fa in particolare notare che concedendo i diritti politici ai minori di 18 anni, la maggiore età civile e politica non coinciderebbero più. Ad esempio un diciassettenne membro di un esecutivo comunale non potrebbe firmare un contratto per il suo Comune. Ha inoltre espresso dubbi sulla reale diffusione dell’interesse per la politica tra i giovani in questa fascia di età. Le votazioni popolari in diversi Cantoni sull’abbassamento dell’età per il diritto di voto hanno inoltre dimostrato che la questione non riesce a ottenere maggioranze nemmeno a livello cantonale.
La minoranza sostiene invece che l’interesse nascerebbe se i giovano potessero effettivamente partecipare alle votazioni. Il diritto di voto a 16 anni costituirebbe una grande opportunità non solo per i giovani ma anche per la democrazia in quanto ci sarebbero più persone che potrebbero interessarsi alla politica.
A favore delle clausole di temporaneità nella legislazione
La Commissione è sempre del parere che limitare con maggiore frequenza la durata di validità degli atti normativi possa costituire un buon metodo per lottare contro la marea di leggi. La limitazione costringe a una verifica periodica dell’idoneità della legislazione. La Commissione ha pertanto deciso con 12 voti contro 10 di confermare il proprio sostegno a un’iniziativa parlamentare in materia (16.437 n Iv. Pa. Vogt. Basta con la sovraregolamentazione! Limitare il numero di leggi [clausole di temporaneità]). La CIP-S si era espressa di misura contro tale iniziativa. Anche la minoranza ritiene che l’iniziativa sia superflua in quanto Consiglio federale e Parlamento hanno già oggi la possibilità di limitare la durata delle leggi.
Presieduta dal consigliere nazionale Heinz Brand (V, GR), la Commissione si è riunita a Berna il 29 e 30 giugno 2017.