Gli interventi parlamentari causano costi per l’elaborazione delle relative risposte nonché per la loro attuazione. La Commissione ritiene tuttavia che l’esposizione individuale dei costi per ogni singolo intervento non apporti alcun valore aggiunto e respinge le iniziative che avanzano tale richiesta. Essa si pronuncia inoltre di misura contro l’eventuale divieto di presentare interventi durante le sessioni speciali.

Con 13 voti contro 11 e 1 astensione la Commissione si pronuncia contro un’iniziativa parlamentare del consigliere nazionale Fabio Regazzi, secondo la quale nella risposta del Consiglio federale a un intervento vengano esposti i costi e il tempo per l’elaborazione di tale risposta (22.435). L’Amministrazione non deve sostenere un onere per la registrazione dei costi qualora dallo stesso non risulti un miglioramento della qualità del lavoro parlamentare. I membri del Parlamento non devono essere messi alla gogna per il solo fatto di esercitare i propri diritti. A livello federale vi sono inoltre costi aggiuntivi derivanti dal plurilinguismo e dal sistema bicamerale. Inoltre si rivela sempre necessario un consolidamento delle risposte internamente all’Amministrazione.

Con 14 voti contro 10 e 1 astensione non è stata raggiunta una maggioranza neanche riguardo a un’iniziativa parlamentare della consigliera nazionale Diana Gutjahr, secondo la quale nella risposta del Consiglio federale vanno addirittura esposti i costi stimati per l’attuazione dell’intervento (22.434). La stima dei costi consequenziali di un intervento deve essere allestita al momento della sua attuazione qualora venga accolto. Queste analisi dei costi-benefici sono molto onerose e non possono essere fornite per interventi che infine non vengono neppure accolti.

Una minoranza della Commissione vuole dare seguito a queste iniziative. Il Parlamento è tenuto alla trasparenza nei confronti dei contribuenti.

Con 13 voti contro 12 la Commissione si pronuncia inoltre contro l’iniziativa parlamentare del consigliere nazionale Gregor Rutz, secondo la quale durante le sessioni speciali non possono più essere presentati interventi (22.433). La Commissione non è convinta che questa autolimitazione del Parlamento consenta realmente di ridurre il numero di interventi. Essi verrebbero semplicemente presentati nella successiva sessione ordinaria. La minoranza ritiene invece che la proposta offra una moderata possibilità di ridurre il numero di interventi.

Infine la Commissione ha preso anche prime decisioni preliminari per l’attuazione della sua iniziativa parlamentare, che prevede di consentire la presentazione di interventi parlamentari da parte di più deputati quali co-autori (22.406).

Ribadita l’istituzione di una commissione amministrativa

Il progetto concernente la capacità d’intervento del Parlamento in situazioni di crisi (20.437/20.439) è in dirittura d’arrivo. La Commissione propone alla Camera di mantenere un’unica – seppur importante – differenza: senza controproposta ribadisce l’istituzione di una commissione amministrativa in sostituzione dell’odierna delegazione amministrativa. Il Parlamento necessita di un organo direttivo forte e indipendente. Ciò anche in considerazione delle maggiori esigenze (p. es. la digitalizzazione dell’attività parlamentare) che si pongono per questo organo. Tale organo è incaricato della direzione suprema dell’amministrazione parlamentare. In questo contesto dev’essere assicurata una chiara separazione tra soggetti vigilanti e soggetti vigilati.

Politica in materia di asilo: situazione attuale

La Commissione è stata nuovamente informata dalla consigliera federale Karin Keller-Sutter in merito all’inasprirsi della situazione in materia di asilo. Attualmente si può osservare un aumento dei flussi migratori. La responsabile del DFGP ha informato la Commissione sul successo degli sforzi profusi nel settore della cooperazione internazionale. Con l’Austria, ad esempio, è stato possibile elaborare un piano d’azione congiunto. Data la situazione tutt’ora molto tesa in Ucraina, lo statuto di protezione S per le persone provenienti dall’Ucraina andrà mantenuto fino al 2024 a meno che la situazione non consenta di abolirlo prima. Si sta comunque operando affinché suddette persone possano rientrare nel proprio Paese non appena la situazione dovesse distendersi. Riguardo alla situazione in Iran, la Commissione è stata informata in particolare sulla prassi relativa al rilascio del visto umanitario.

Per quanto riguarda la situazione degli obiettori di coscienza e dei disertori russi, la Commissione sarà informata in una riunione successiva sulla prassi relativa a tali richieste di asilo.

Riaffermato il veto contro le ordinanze

Con 16 voti contro 8 voti e 1 astensione, la Commissione propone alla sua Camera, di dare seguito all’iniziativa parlamentare del consigliere nazionale Fabio Regazzi (21.431) riaffermando quindi la proposta di introdurre un veto contro le ordinanze. Essa ha preso atto del chiaro voto contro questo strumento espresso dalla sua omologa del Consiglio degli Stati. Tuttavia, la Commissione del Consiglio nazionale ritiene che accanto allo strumento della mozione sia necessario un ulteriore strumento per poter intervenire sulle ordinanze del Consiglio federale. Le ordinanze possono contenere disposizioni importanti che possono senz’altro avere carattere legislativo. Il Parlamento deve poter intervenire qualora tali disposizioni non corrispondano alla sua visione.

Le straniere e gli stranieri vittime die violenza domestica devono essere protetti meglio

La Commissione ha deciso, con 18 voti contro 6 e 1 astensione, di porre in consultazione l’avamprogetto in adempimento dell’iniziativa parlamentare 21.504 (Garantire la prassi dei casi di rigore secondo l'articolo 50 LStrI in caso di violenza nel matrimonio). L’avamprogetto e il rapporto esplicativo saranno pubblicati il 24 novembre con un comunicato distinto.

Presieduta dal consigliere nazionale Marco Romano (Alleanza del Centro, TI), la Commissione si è riunita a Berna il 17 novembre e il 18 novembre 2022.