La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N) ha esaminato le divergenze relative alla legge federale concernente l’impiego di mezzi elettronici per l’adempimento dei compiti delle autorità (LMeCA) (22.022). Si è allineata alla versione del Consiglio degli Stati su una questione centrale della legge, ossia il suo campo d’applicazione e le dinamiche con i Cantoni, ma ha mantenuto divergenze su taluni altri punti ancora in discussione.

Per quanto riguarda il campo d’applicazione della legge, la Commissione rinuncia a estenderlo alle amministrazioni cantonali quando sono incaricate di applicare il diritto federale. Con 14 voti contro 11 propone alla sua Camera di allinearsi al Consiglio degli Stati su questo punto. Consapevole che i pareri divergono a livello sia strategico sia operativo, la Commissione ha preso atto della posizione dei Cantoni, fermamente contrari a questa estensione del campo d’applicazione, e si è dimostrata sensibile all’argomento secondo cui sarà possibile far progredire la standardizzazione digitale più rapidamente con la cooperazione volontaria dei Cantoni che non cercando di imporre loro degli standard non voluti. Una minoranza propone di mantenere la versione del Consiglio nazionale.

La Commissione propone inoltre di mantenere un certo numero di divergenze con la Camera dei Cantoni, in particolare per quanto riguarda le convenzioni concluse con i Comuni e ha adottato una proposta di compromesso concernente la pubblicazione dei codici sorgente dei software utilizzati dalle autorità federali.

Accesso agevolato per i cittadini di Stati terzi con una formazione di livello terziario ottenuta in Svizzera: anche il livello terziario B deve essere preso in considerazione

La Commissione vuole contribuire a risolvere il problema della mancanza di specialisti in Svizzera e, con 18 voti contro 7, ha adottato un progetto (22.067) per l’attuazione della mozione Dobler «Gli specialisti formati a caro prezzo in Svizzera devono poter lavorare nel nostro Paese» (17.3067) all’attenzione della Camera. Questo accesso agevolato per i cittadini di Stati terzi non deve valere, come previsto dal Consiglio federale, soltanto per gli stranieri laureatisi nelle università e nei politecnici federali, ma anche per le persone con un diploma svizzero di un qualsiasi livello terziario (anche attestato professionale federale, diploma federale oppure diploma di scuole specializzate superiori), per es. delle scuole alberghiere. Dovrebbero inoltre essere inclusi i postdottorandi. La Commissione ritiene anche che la limitazione a un’attività lavorativa con un elevato interesse scientifico ed economico sia troppo rigida e che debba essere possibile un’attività lavorativa qualificata connessa al titolo universitario.

Una minoranza sottolinea l’incompatibilità con l’articolo 121a della Costituzione federale (Regolazione dell’immigrazione) e chiede di limitare l’eccezione.

Trattazione di interventi parlamentari in Consiglio nazionale

Con 18 voti contro 6, la Commissione respinge un’iniziativa parlamentare del consigliere nazionale Jauslin (22.480 Interventi parlamentari pendenti. Impedire la cosiddetta «clausola ghigliottina»!), la quale chiede di introdurre una serie di misure volte ad accelerare la trattazione degli interventi parlamentari affinché non si debba più stralciarli perché non trattati entro due anni. Pur riconoscendo le criticità della «clausola ghigliottina», la Commissione ritiene che le proposte formulate nell’iniziativa non siano adeguate allo scopo: per ridurre il numero di interventi non trattati occorrerebbe limitare drasticamente il diritto a presentare iniziative oppure riservare molto più tempo alla loro trattazione.

La Commissione è invece dell’idea che occorra esaminare altre misure che consentano di trattare un numero maggiore di interventi. Proseguirà quindi la discussione in occasione di una prossima seduta.

Nessuna regolamentazione concernente le indennità di partenza per i quadri dell’Amministrazione federale

La Commissione ha preso atto che la sua omologa del Consiglio degli Stati non ravvisa alcuna necessità di intervenire in relazione alle indennità di partenza per i quadri dell’Amministrazione federale. Rinuncia pertanto, con 17 voti contro 7 e 1 astensione, a sottoporre al Consiglio nazionale la sua iniziativa (22.453) intesa a impedire, in linea di principio, che vengano versate indennità di partenza ai quadri dell’Amministrazione federale e delle imprese e degli istituti della Confederazione.

Servizio d’appoggio dell’esercito nell’ambito dell’asilo

La Commissione si è inoltre informata e ha discusso del contenuto e delle implicazioni pratiche del disegno del Consiglio federale concernente il servizio d’appoggio dell’esercito a favore della SEM nell’ambito dell’asilo (23.018). Pur ritenendo che questo impegno sollevi una serie di interrogativi, rinuncia a formulare proposte alla Commissione della politica di sicurezza, competente per tale oggetto. Per la Commissione è essenziale che nei prossimi sviluppi siano presi maggiormente in considerazione i criteri di sussidiarietà e di cooperazione con tutti i partner disponibili (Cantoni, privati, società civile ecc.) per gestire le difficoltà di alloggio dei richiedenti l’asilo.

Presieduta dal consigliere nazionale Marco Romano (Alleanza del Centro, TI), la Commissione si è riunita a Berna il 16 e il 17 febbraio 2023.