La Commissione delle istituzioni politiche (CIP) del Consiglio nazionale non intende aumentare il numero di consiglieri federali. Ritiene che un Consiglio federale a nove difficilmente possa funzionare come autorità collegiale.

Con 14 voti contro 11 la Commissione si esprime pertanto contro un’iniziativa parlamentare in questo senso presentata dal Gruppo dei Verdi (25.424). Ritiene che dover modificare il numero di membri dell’Esecutivo in funzione di variazioni dei rapporti di forza politici non necessariamente durature possa compromettere la stabilità del sistema politico. La principale funzione del Consiglio federale è governare, non rappresentare le diverse forze politiche. Un Governo con più membri e quindi più Dipartimenti richiederebbe inoltre uno sforzo di coordinamento maggiore, il che fa temere un aumento della burocrazia. La Commissione ricorda inoltre che la questione è stata ampiamente dibattuta negli ultimi anni – l’ultima volta nel 2021 – senza mai raggiungere la maggioranza nelle due Camere.

La minoranza sostiene che un aumento del numero di consiglieri federali consentirebbe di tenere maggiormente conto delle diverse forze politiche, lingue e regioni del Paese, con un conseguente rafforzamento del sistema di concordanza. Osserva inoltre che, rispetto ai tempi della fondazione dello Stato federale, i membri del Consiglio federale sono oggi molto più sollecitati e sarebbe quindi opportuno ripartire il lavoro tra più persone.

Bocciato il job sharing nel Consiglio federale

La Commissione non ritiene che la funzione di consigliere federale possa realisticamente essere svolta in job sharing. Con 19 voti contro 3 e 3 astensioni respinge pertanto un’iniziativa parlamentare del Gruppo dei Verdi in questo senso (25.427). A questo livello, il lavoro di conduzione e le responsabilità non possono essere condivisi da più persone.

Approvazione dei crediti urgenti da parte del Parlamento: il progetto procede come previsto

Le esperienze maturate nel contesto dell’approvazione da parte del Parlamento dei crediti collegati al rilevamento di CS da parte di UBS nella primavera del 2023 hanno indotto la CIP-N a elaborare un progetto di modifica della legge sulle finanze della Confederazione (24.400). Dalla legge deve emergere chiaramente che la mancata approvazione di crediti urgenti da parte dell’Assemblea federale è sempre giuridicamente efficace. La Commissione pubblicherà e sottoporrà il progetto alla sua Camera nella primavera del 2026, dopo aver sentito la Commissione delle finanze e la Delegazione delle finanze.

Processi partecipativi e trasparenti in ambito digitale a livello della Confederazione

La Commissione ha accolto senza proposte alternative la mozione presentata dal consigliere agli Stati Matthias Michel e accolta dal Consiglio degli Stati che chiede l’istituzione di processi partecipativi e trasparenti in ambito digitale a livello della Confederazione (25.3259). La rappresentanza del Consiglio federale ha spiegato che diversi progetti dell’Amministrazione federale in ambito digitale sono stati realizzati con la partecipazione del pubblico interessato. Si tratterà ora di rendere sistematica questa partecipazione.

Nessun nuovo ostacolo ai permessi di domicilio e alle naturalizzazioni

La Commissione respinge con 16 voti contro 9 le due iniziative parlamentari presentate dai consiglieri nazionali Knutti (25.413) e Schmid Pascal (25.430), che chiedono che per ottenere il permesso di domicilio e la naturalizzazione gli stranieri devono riconoscere in forma scritta l’ordinamento giuridico svizzero. In tal modo si vuole sottolineare la priorità dell’ordinamento giuridico svizzero rispetto a qualsiasi norma o precetto religioso, culturale o di altro tipo in contrasto con tale ordinamento, e quindi la volontà di integrarsi.

La Commissione ritiene che a tal fine non sia necessario un ulteriore riconoscimento scritto. L’ordinamento giuridico svizzero vale per tutti e senza limitazioni. La richiesta delle iniziative non produce alcun valore aggiunto e non sarebbe efficace. Le attuali misure d’integrazione sono opportune e sufficienti.

Task force nel settore dell’asilo e degli stranieri

La Commissione propone con 17 voti contro 8 di accogliere la mozione 25.3292 presentata dalla consigliera agli Stati Petra Gössi. La mozione incarica il Consiglio federale di istituire, in collaborazione con i Cantoni, una task force nazionale per la sicurezza nel settore dell’asilo e degli stranieri. Le autorità federali e cantonali sono chiamate a coordinarsi e a provvedere affinché i criminali del settore dell’asilo e degli stranieri non bisognosi di protezione siano espulsi dalla Svizzera il più rapidamente possibile. La Commissione prende atto che Confederazione e Cantoni hanno già istituito una task force e sostiene questa decisione accogliendo la mozione. 

Carte prepagate per i richiedenti l’asilo

L’iniziativa 24.315 presentata dal Cantone di San Gallo chiede che i Cantoni possano dotare le persone del settore dell’asilo di carte prepagate anziché consegnare loro contanti. La Commissione respinge l’iniziativa all’unanimità. Non ritiene opportuno intervenire a livello federale poiché i Cantoni dispongono già del necessario margine di manovra e sono già autorizzati a versare le prestazioni dell’aiuto sociale ai richiedenti l’asilo mediante carta prepagata anziché in contanti.

La Commissione ha inoltre preso atto del rapporto del Consiglio federale in adempimento di due postulati concernenti l’introduzione di una carta prepagata per richiedenti l’asilo (Po. Friedli Esther 24.3165 L’introduzione di una carta prepagata per richiedenti l’asilo sarebbe un’opzione anche in Svizzera? e CIP-N 24.3478 Introduzione di carte prepagate per richiedenti l’asilo).

Nessuna modifica estesa del diritto in materia d’asilo

Con 17 voti contro 8 la Commissione propone di respingere l’iniziativa del Cantone di Neuchâtel 24.320 Per un sistema di asilo più umano. L’iniziativa propone diverse modifiche del sistema dell’asilo, tese in particolare a migliorare la distribuzione sul territorio nazionale dei centri di accoglienza della Confederazione e le loro dimensioni, il sostegno sociale e l’integrazione dei richiedenti l’asilo, la gestione delle persone che rappresentano un problema per la sicurezza, all’interno e nelle vicinanze dei centri, nonché l’assistenza sanitaria per i richiedenti l’asilo fin dalle prime fasi della procedura di asilo.
La Commissione riconosce che la presenza di un centro di accoglienza della Confederazione di grandi dimensioni in un piccolo Comune può essere problematica. Ritiene tuttavia che l’iniziativa confonda questioni diverse che non possono essere sostenute nell’insieme.

Presieduta dalla consigliera nazionale Greta Gysin (G, TI), la Commissione si è riunita a Bellinzona il 13 e il 14 novembre 2025. A margine della seduta le sono state proposte interessanti visite guidate del Tribunale penale federale e dell’aula del Gran Consiglio del Cantone Ticino.