Il Cantone Ticino non perderà i contributi federali per l'impianto di incenerimento dei rifiuti, dopo la rinuncia al sistema Thermoselect. A tal fine è prevista una modifica della legge sulla protezione delle acque.

In primo luogo, la Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia (CAPE) del Consiglio degli Stati ha preso conoscenza del Rapporto del Consiglio federale sugli effetti della promozione delle tecnologie ambientali ai sensi dell'articolo 49 capoverso 3 della legge sulla protezione dell'ambiente(02.094). Questa disposizione prevede che la Confederazione può promuovere lo sviluppo di impianti e di procedimenti che permettono di ridurre l'impatto ambientale. Nel rapporto sono elencati 30 progetti, di cui quasi un terzo già sul mercato.

Sull'iniziativa parlamentare Riduzione di CO2 attraverso la modifica della legge sulla protezione delle acque (03.407) depositata dal consigliere agli Stati Epiney, la Commissione si esprimerà solo dopo aver consultato gli ambienti interessati (Cantoni, economia energetica, associazioni ecologiche, ricerca ambientale). Secondo l'autore dell'iniziativa, alla protezione del clima quale problema ecologico globale deve essere assegnata un'importanza superiore che non agli interessi ecologici locali della protezione delle acque. Se si sfrutta meglio la forza idrica si può ridurre il consumo di energia fossile. Inoltre occorre una regolamentazione meno rigida dei deflussi residuali minimi. Bisogna dare maggior voce ai Cantoni e regolamentare in modo più chiaro gli indennizzi per perdite in relazione con lo sfruttamento della forza idrica.

La Commissione ha approvato all'unanimità l'iniziativa Impianti di incenerimento dei rifiuti urbani del Cantone Ticino (03.421), basata sull'iniziativa parlamentare Lombardi. Il Cantone Ticino, che aveva optato per il sistema di smaltimento dei rifiuti «Thermoselect» e ottenuto il relativo permesso di costruzione, ha dovuto recedere dal contratto perché l'affidabilità tecnica del prototipo di questo sistema non è stata dimostrata in tempo a Karlsruhe. La scadenza del termine fissato nell'articolo 62 della legge sulla protezione delle acque ha portato, nel frattempo, all'annullamento del previsto contributo federale di 50 milioni di franchi. Lo scopo dell'iniziativa è di ottenere una proroga che permetta al Ticino di ricevere il contributo della Confederazione.

La Commissione si è occupata anche del messaggio concernente il contratto di collaborazione tra la Svizzera e l'Egitto relativo all'impiego pacifico dell'energia nucleare (85.019 n). Il contratto, firmato nel 1984 e mai ratificato dalla Svizzera, è obsoleto, dato che dalla sua firma né l'Egitto né la Svizzera hanno mai mostrato interesse per una collaborazione nucleare. Entro la fine della legislatura deve essere stralciato dalla lista delle pendenze del Parlamento. Il presidente della Commissione si metterà in contatto con il presidente della CAPE del Consiglio nazionale per trovare una soluzione adeguata.

Inoltre la Commissione ha preso posizione sui mandati di prestazione dei seguenti Uffici GEMAP: DSN, swisstopo, MeteoSvizzera.

La Commissione si è riunita il 4 settembre 2003 sotto la presidenza del consigliere agli Stati Christoffel Brändli (V/GR) a Berna.

Berna, 05.09.2003    Servizi del Parlamento