La maggioranza della Commissione delle istituzioni politiche (CIP) del Consiglio nazionale ritiene opportuno rafforzare la direzione politica dello Stato federale. Tuttavia, essa non è convinta del "Governo a due cerchi", proposto dal Consiglio federale, e nemmeno dell'allargamento del Consiglio federale a nove membri deciso dal Consiglio degli Stati. Essa propone pertanto, all'unanimità, di rinviare il disegno al Consiglio federale affinché elabori nuove proposte.

Con il suo messaggio del 19 dicembre 2001, il Consiglio federale ha sottoposto al Parlamento una "riforma della direzione dello Stato"(01.080) con l'obiettivo di rafforzare la direzione politica dello Stato federale. La Commissione delle istituzioni politiche (CIP) del Consiglio nazionale condivide tale obiettivo. Essa ha infatti respinto con 12 voti favorevoli e 7 contrari una proposta di non entrata in materia. Tuttavia, le soluzioni proposte finora non hanno convinto la Commissione. La proposta di "Governo a due cerchi" avanzata dal Consiglio federale intende attribuire ad ogni dipartimento un "ministro delegato" scelto dal Consiglio federale è confermato dal Parlamento e che sarebbe responsabile di determinati settori del dipartimento. L'altra soluzione, adottata dal Consiglio degli Stati per contrastare la proposta appena menzionata, consiste nell'allargamento del Consiglio federale a nove membri. Ambedue le soluzioni appesantiscono il coordinamento fra Governo e Amministrazione federale, da una parte, implicando, dall'altra, l'istituzione di nuovi stati maggiori all'interno dell'Amministrazione con un importante incremento delle spese. D'altro canto, la Commissione ha maturato la convinzione che il Consiglio federale non fosse convinto neppure lui di tali soluzioni. Di conseguenza, essa propone all'unanimità al Consiglio nazionale di rinviare il disegno al Consiglio federale affinché elabori nuove proposte. L'obiettivo perseguito dalla proposta di rinvio è triplice: rafforzare la direzione politica, sgravare il Consiglio federale da compiti amministrativi e accrescere l'efficienza dell'Amministrazione.

La Commissione ha accettato all'unanimità di entrare in materia sulla legge federale sulla trasparenza dell'Amministrazione (legge sulla trasparenza, LTras)(03.013. La Commissione opta così per l'introduzione del principio di trasparenza dell'Amministrazione a scapito del segreto che costituiva finora la regola. Il disegno di legge concede a ogni persona il diritto di consultare documenti ufficiali, a condizione tuttavia di non nuocere a interessi superiori, pubblici o privati.

L'introduzione del principio di trasparenza costituisce da molto tempo un obiettivo politico: nel 1998, tre interventi parlamentari sul tema erano stati presentati alle Camere federali. Il Consiglio federale ha quindi risposto a queste sollecitazioni presentando un pertinente disegno di legge, approvato con qualche piccola modifica durante la sessione invernale dal Consiglio degli Stati. La Commissione del Consiglio nazionale lo esaminerà nel dettaglio durante la prossima seduta.

Con 12 voti favorevoli e 8 contrari, la Commissione si è anche pronunciata sull'iniziativa parlamentare di Rudolf Rechsteiner (PS, BS) concernente il finanziamento pubblico delle campagne per le votazioni(03.434, che solleva la questione della legittimità per le imprese finanziate con fondi pubblici di partecipare al finanziamento delle campagne per le votazioni. Contrariamente all'autore dell'iniziativa, la maggioranza della commissione ritiene che non si debba vietare a queste imprese di partecipare finanziariamente alle campagne per le votazioni. Ritiene che Rechsteiner esageri l'importanza dell'influenza esercitata da queste aziende sulle votazioni popolari. In generale, la commissione ritiene che non si debba sopravvalutare l'influenza del denaro sulle votazioni; d'altro canto, un'impresa che investe in modo esagerato in una campagna per una votazione rischia di ottenere l'effetto contrario. Inoltre, le norme proposte potrebbero essere aggirate in diversi modi: le imprese pubbliche potrebbero ad esempio finanziare indirettamente le campagne per le votazioni per il tramite di associazioni. Infine, per attuare l'iniziativa non sarebbe facile stabilire quali imprese sarebbero soggette a queste norme e quali non ne sarebbero toccate.

La minoranza della Commissione ritiene invece particolarmente insoddisfacente che alcuni cittadini siano indotti, per il tramite dei premi alle casse malati, a contribuire al finanziamento di una campagna che potrebbe contraddire la loro opinione. Essa ritiene dunque opportuno legiferare in questo settore.

La Commissione si è riunita il 29 e il 30 gennaio 2004 a Berna, sotto la presidenza di Hermann Weyeneth (UDC/BE).

Berna, 30.01.2004    Servizi del Parlamento