La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati reputa che vi sia necessità di agire riguardo alle strutture nel settore della sicurezza interna e chiede che dalle esperienze acquisite in occasione del vertice del G8 dell'estate scorsa siano tratte conseguenze più ampie e concrete. La Commissione ha inoltre preso atto del rapporto 2003 sull'impiego della compagnia svizzera in Kosovo (Swisscoy).

La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati (CPS-S) ritiene che la Confederazione e i Cantoni non abbiano ancora tratto le necessarie conseguenze dalle esperienze acquisite nel settore della sicurezza durante l'impegno profuso in occasione del vertice del G8 a Evian del giugno 2003, in particolare riguardo al coordinamento e al miglioramento delle prassi organizzative. La Commissione reputa che vi sia un'urgente necessità di agire e chiede al Consiglio federale di intraprendere passi concreti.

La CPS-S ha preso atto di un catalogo di possibili misure che prevedono tra l'altro la conclusione di norme permanenti con i Paesi confinanti interessati, un miglioramento del servizio d'informazioni e un aumento degli esercizi e dei test riguardanti i procedimenti e le strutture e che inoltre dovrebbe spingere i beneficiari di prestazioni sussidiarie della Confederazione (nella maggior parte dei casi i Cantoni) a rispettare le procedura prescritte legalmente e di per sé vincolanti. La Commissione ha quindi preso atto delle considerazioni del capo del DDPS in vista della possibile istituzione di un Dipartimento della sicurezza; in questo modo si dovrebbero semplificare le prassi e costituire le competenze,senza mettere in forse la sovranità dei Cantoni nel settore della sicurezza interna. Indipendentemente da ciò, nel DDPS verranno sviluppate nuove strutture direttive.

La CPS-S ha poi preso atto del rapporto 2003 sull'impiego della compagnia svizzera (Swisscoy) nella Forza multinazionale per il mantenimento della pace in Kosovo (KFOR). La Commissione giudica per lo più positivamente questo impegno e si è informata degli attuali aspetti del reclutamento, della sicurezza e dell'equipaggiamento delle proprie truppe. La CPS-S ha per lo più seguito l'argomentazione di politica finanziaria del capo del DDPS, secondo il quale la Svizzera non potrebbe ritirarsi da questo impegno senza proporre qualcosa di equivalente e che le possibili alternative non comporterebbero in alcun caso risparmi dal profilo finanziario.

La Commissione è stata poi informata dal capo del DFGP, il consigliere federale Christoph Blocher, dello stato attuale di un'eventuale revisione della legge sulle armi. La Commissione condivide per lo più l'opinione del capo del DFGP, secondo il quale non è possibile ottenere il consenso per una variante massimale e per il momento è necessaria una valutazione di quanto sarebbe possibile e auspicabile ottenere nel quadro di una revisione ridotta. Ha preso inoltre atto che il DFGP non considera la revisione della legge sulle armi un affare prioritario.

La CPS-S si è inoltre informata dello stato degli sviluppi presso il comando dei granatieri e presso le forze operative speciali, ha preso atto del rapporto stilato dalla delegazione svizzera presso l'Assemblea parlamentare della NATO sulla propria partecipazione alla riunione annuale dello scorso novembre e, in occasione di un aggiornamento da parte del capo del DDPS sulle prospettive future del Partenariato per la pace (PfP), ha per lo più confermato l'impegno svizzero in questo settore.

La Commissione si è riunita il 17 febbraio 2004 a Berna sotto la presidenza del consigliere agli Stati heo Maisse (PPD, GR) e alla presenza dei consiglieri federali Samuel Schmid, capo del DDPS, e Christoph Blocher, capo del DFGP.

Berna, 18.02.2004    Servizi del Parlamento