La CSEC-N ha invitato membri dei Governi cantonali e della Conferenza dei direttori della pubblica educazione (CDPE), rappresentanze della CRUS, della CUS, rappresentanti dei principali organi della scienza e dell'educazione nonché la CSEC-S a fare congiuntamente il punto della situazione delle riforme attualmente in corso nel settore dell'educazione. In occasione della riunione all'Università di San Gallo sono state presentate le prime tendenze scaturite dalla procedura di consultazione relativa all'iniziativa parlamentar Zbinden "Articolo costituzionale sull'istruzione" (97.419). L'autore dell'iniziativa chiede una riforma dell'ordinamento costituzionale delle competenze tra la Confederazione e i Cantoni nel settore dell'educazione. La seduta era volta a rafforzare il coordinamento e la cooperazione tra i principali attori della politica svizzera dell'educazione in vista del nuovo ordinamento dell'educazione.
Il progetto di articolo costituzionale sull'educazione, presentato dalla CSEC-N in maggio e inviato in procedura di consultazione dall'Ufficio federale dell'educazione e della scienza (UFES), ha suscitato grande interesse ed è stato accolto favorevolmente dalla stragrande maggioranza dei partecipanti alla consultazione. I numerosi pareri costruttivi contengono anche proposte di modifica concrete. Accanto alla precisazione dei meccanismi di coordinamento da parte della Confederazione (art. 62a cpv. 4 AP), i partecipanti alla consultazione attendono l'instaurazione di una procedura coordinata nell'ottica delle altre riforme del settore dell'educazione.
Due domande centrali della consultazione concernono la necessità di legiferare e le due varianti della competenza della Confederazione proposte nell'articolo 62a capoverso 4 AP. La variante 1 prevede una competenza sussidiaria della Confederazione, mentre in virtù della variante 2 la Confederazione può prendere essa stessa l'iniziativa.
Tutti i Cantoni salvo uno hanno fatto pervenire i loro pareri. Una chiara maggioranza di 21 Cantoni riconosce la necessità di legiferare. Soltanto 4 Cantoni sono contrari alla proposta modifica costituzionale. 16 Cantoni si dichiarano apertamente favorevoli alla variante 1, mentre 5 preferiscono la variante 2. Otto partiti (PCS, PPD, UDF, PLR, Verdi, Liberali, PS e UDC) si sono espressi in merito al progetto. A parte l'UDC, tutti sono favorevoli a una modifica delle disposizioni costituzionali sull'educazione e la maggioranza opta per la variante 2 (PCS, UDF, PLR, Verdi, PS; il PPD, i liberali e event. l'UDC preferiscono invece la variante 1). Tra le associazioni economiche invitate a pronunciarsi, 8 hanno espresso il loro parere. Sono tutte favorevoli a una modifica della Costituzione ma sono divise per quanto concerne la variante. Degli organi dell'educazione e della scienza interpellati, 18 hanno partecipato alla consultazione. Sono tutti favorevoli a una modifica costituzionale nell'ambito dell'educazione. Con 8 pareri favorevoli alla variante 2 e 7 favorevoli alla variante 1 vi è equilibrio per quanto concerne la limitazione delle competenze della Confederazione.
I pareri precisi e molto costruttivi che sono stati espressi abbordano principalmente due temi: da un lato i partecipanti alla consultazione fanno riferimento a diverse riforme - quali HarmoS, il progetto "Panorama universitario 2008" o l'iniziativa parlamentare Plattner ancora pendente nel Consiglio degli Stati - e auspicano che esse siano portate avanti in maniera coordinata. Alcuni temono in particolare che la prevista base costituzionale sia insufficiente per la legislazione auspicata nell'ambito delle scuole universitarie. Pensano inoltre che la necessità di legiferare nel settore terziario non sarà coperta dall'articolo 63a AP (Scuole universitarie). D'altro canto numerosi partecipanti reclamano l'instaurazione di un meccanismo chiaro che consenta alla Confederazione di esercitare la sua competenza (sussidiaria) in virtù dell'articolo 62a capoverso 4 AP. L'intervento della Confederazione dovrebbe essere disciplinato in maniera trasparente, indipendentemente dalla variante scelta. Molti si chiedono inoltre in quale misura l'articolo 62a capoverso 4 AP in relazione con l'articolo 62 capoverso 2 AP (obbligo di coordinare e di cooperare) offra una base costituzionale sufficiente per gli organi comuni della Confederazione e dei Cantoni.
Durante la seduta queste questioni sono state riprese e discusse in tavole rotonde. Le rappresentanze di CDPE, CUS e CRUS si sono pronunciate chiaramente a favore del coordinamento delle riforme costituzionali in modo da sottoporre a Popolo e Cantoni un solo progetto. Il settore dell'educazione va ripensato nel complesso e riformato in modo unitario. Nonostante alcune minime divergenze, l'obiettivo comune si è rafforzato: creare uno spazio svizzero di ricerca e di insegnamento superiore coerente, capillare e di qualità, che lasci spazio alle iniziative innovative autonome degli istituti di formazione e dei loro organi responsabili. Le rappresentanze dei diversi organi hanno confermato l'esistenza della volontà politica di raggiungere quest'obiettivo comune. Tutti sono stati unanimi nel riconoscere la necessità di procedere a una riforma degli articoli sull'educazione al fine di creare un sistema educativo orientato al futuro. Tutto lascia pertanto prevedere che un coordinamento dei diversi progetti di riforma nel settore dell'educazione avrà successo, anche se fino ad allora si dovranno superare ancora alcuni ostacoli.
La Commissione si è riunita a San Gallo l'11 e il 12 novembre sotto la presidenza del consigliere nazionale Theophil Pfister (UDC/SG).
Berna, 12.11.2004 Servizi del Parlamento