In occasione della sessione autunnale 2007 il Consiglio federale ha esaminato una gran parte del progetto di legislazione sul traffico merci ( 07.047 ). La commissione incaricata dell’esame preliminare aveva rimandato la sua decisione sulle nuove disposizioni riguardanti la responsabilità civile perché voleva attendere il corapporto della Commissione degli affari giuridici che, nel frattempo, è stato presentato. Con il progetto il Consiglio federale intende abrogare la legge sulla responsabilità delle imprese di strade ferrate, che risale al 1905, per rimpiazzarla con disposizioni ad hoc nella legge sulle ferrovie e con un rimando al codice delle obbligazioni. La responsabilità delle ferrovie aumenterà per quanto riguarda le riparazioni morali e i danni materiali e sarà armonizzata con altre disposizioni sulla responsabilità civile. Attualmente la responsabilità relativa alle riparazioni morali, ossia la riparazione di sofferenze e dolori di natura psichica, vale soltanto in caso di colpa; lo stesso vale anche per gran parte dei danni materiali. Oggi le vittime di incidenti ferroviari sono perciò svantaggiate rispetto alle vittime di altri tipi d’infortuni, segnatamente quelli causati da veicoli a motore. Aderendo ampiamente alle proposte del Consiglio federale, la Commissione propone di applicare la responsabilità oggettiva anche alle riparazioni morali e, in linea di massima, ai danni materiali. Per quanto riguarda invece la prevista responsabilità solidale per l’utilizzo dell’infrastruttura (legge sulle ferrovie, art. 40d), si è distanziata dalla proposta del Consiglio federale aggiungendo che la responsabilità incombe in primo luogo all’impresa che utilizza l’infrastruttura. Quest’ultima può esercitare tuttavia il diritto di regresso. Se non è possibile determinare quale impresa ha causato il danno, la parte lesa può dunque ricorrere contro il gestore dell’infrastruttura, la situazione è chiara e l’obiettivo del Consiglio federale è comunque raggiunto. Nella votazione sul complesso il progetto è stato adottato all’unanimità.
Da diversi anni la Confederazione promuove la navigazione svizzera d’alto mare con l’obiettivo di assicurare un tonnellaggio commerciale svizzero adeguato volto a garantire le importazioni e le esportazioni di beni di prima necessità in periodi di crisi. La promozione avviene mediante fideiussioni concesse dalla Confederazione, che consente così alle compagnie di navigazione private di finanziare le proprie navi in modo più vantaggioso. Nel 2002 l’Assemblea federale aveva autorizzato un credito quadro per la concessione di fideiussioni di 600 milioni di franchi della durata di dieci anni. Nel suo messaggio del 27 giugno 2007 (07.059 Navi d’alto mare che battono bandiera svizzera) il Consiglio federale propone di aumentare il credito quadro di 500 milioni di franchi e di prolungarlo di cinque anni. In questo modo l’importo medio della fideiussione disponibile passerebbe dagli attuali 60 a 73 milioni di franchi all’anno. Il Consiglio federale giustifica la sua proposta in primo luogo in base al sensibile aumento dei costi di nuove navi, conseguenza della forte domanda internazionale. Sottolinea inoltre che l’Agenzia internazionale dell’energia lascerà d’ora in poi ai singoli Stati membri la responsabilità di approvvigionarsi: la Svizzera dovrebbe dunque includere nella propria flotta numerose navi cisterna polivalenti al fine di garantire il proprio approvvigionamento. Constata infine alcuni ritardi concernenti il rinnovo delle navi e rammenta che finora la Confederazione non è mai dovuta intervenire finanziariamente. La Commissione ha approvato all’unanimità la proposta del Consiglio federale e propone al suo Consiglio di adottare l’aumento del credito quadro per la concessione di fideiussioni.
La Commissione si è inoltre informata sui risultati di uno studio realizzato per conto della Commissione europea. Lo studio Capgemini, che valuta le offerte su Internet del servizio pubblico nelle amministrazioni europee, ha misurato un paniere di venti categorie di servizi nei 27 Paesi membri dell’Unione europea, in Svizzera (dal 2002), in Norvegia e in Turchia. Malgrado i numerosi investimenti nel settore informatico, la Svizzera si situa quest’anno agli ultimi posti assieme a Bulgaria, Polonia e Lettonia. Per quanto riguarda la possibilità di effettuare transazioni on line, la Svizzera finisce al penultimo posto. Se la cava un po’ meglio nell’ambito del governo elettronico (www.ch.ch), dove si posiziona nella fascia intermedia. Lo studio Capgemini effettua anche una comparazione tra Cantoni, da cui risulta che l’offerta di questi ultimi si situa più in basso di quella della Confederazione.
I cattivi risultati della Svizzera possono essere imputati in parte alla sua organizzazione decentralizzata: è infatti molto più difficile allestire statistiche in Stati federalisti e, in particolare, in un Paese così piccolo come il nostro. Inoltre, alcuni servizi considerati dallo studio, in Svizzera non sono servizi pubblici (p. es. il sistema sanitario) e i processi di produzione stessi non vengono presi in considerazione. Lo studio si limita ad analizzare i dati disponibili nel portale Internet e non verifica se i servizi menzionati sono poi forniti su supporto cartaceo.
Dall’ultima discussione in seno alla Commissione nel gennaio 2007, il governo elettronico ha comunque registrato un’evoluzione positiva, pur rimanendo una sfida per la Svizzera che dovrà recuperare il ritardo compiendo notevoli sforzi. La ripartizione decentralizzata delle competenze complica infatti l’organizzazione. I Comuni e i Cantoni svolgono compiti simili e forniscono gli stessi servizi pubblici, ma spesso i processi a monte non sono standardizzati e necessitano sovente della collaborazione di numerosi servizi amministrativi. Il fatto che ogni Cantone e ogni Comune metta a punto soluzioni informatiche proprie per lo stesso compito è antieconomico. Per questa ragione, nel gennaio di quest’anno il Consiglio federale ha adottato una strategia nazionale in materia di governo elettronico che persegue tre obiettivi: l’economia effettua le transazioni amministrative con le autorità per via elettronica, le autorità hanno modernizzato i propri processi e comunicano tra di loro per via elettronica, la popolazione può regolare i suoi affari importanti – ripetitivi o complessi – con le autorità per via elettronica. Situata presso l’Organo strategia informatica della Confederazione (OSIC), una segreteria operativa Governo elettronico Svizzera coordinerà, quale stato maggiore del comitato di direzione (presieduto dal consigliere federale Hans-Rudolf Merz), la realizzazione della strategia. Il comitato di direzione terrà la sua prima riunione già quest’anno, dopodichè si passerà ad effettuare gli ulteriori lavori.
La Commissione seguirà con interesse la realizzazione dei diversi progetti.
Berna, 21 novembre 2007 Servizi del Parlamento