La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati non dà seguito ad un'iniziativa parlamentare del Gruppo radicale del Consiglio nazionale che chiede di aumentare il numero di militari in ferma continuata nell'esercito nazionale.

Con sei voti contro cinque e senza astensioni, la Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati (CPS S) propone di non dar seguito all'iniziativa parlamentare del Gruppo radicale-democratico del Consiglio nazionale (06.405n, 1a fase). Questa chiede che la legge federale sull'esercito e sull'amministrazione militare venga modificata in modo tale che la percentuale di militari in ferma continuata possa essere aumentata al 30% del totale dei coscritti; oggi questa percentuale è del 15%. Nell'attuale fase del dibattito, la prima, la CPS S doveva decidere solo se è necessario prendere misure legislative per questo ambito e se ritiene opportuno scegliere la via dell'intervento parlamentare. Un'esigua maggioranza commissionale si è dichiarata contraria, soprattutto all'intenzione di fondere l'iniziativa in questione con la modifica dell'organizzazione militare (06.050n) attualmente in esame. Lo scorso novembre la Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale (CPS N) aveva deciso a grande maggioranza (18 voti contro 4, con 3 astensioni) di dare seguito all'iniziativa affermando che il limite massimo odierno lascia poco spazio all'esercito per l'adempimento dei compiti di politica di sicurezza. Il dossier torna ora rispettivamente alla CPS N e al Consiglio nazionale.

Inoltre la CPS S non ha finito di dibattere sulle modifiche dell'organizzazione militare (06.050n), ma intende decidere in merito e comunicare il verdetto in occasione della seduta del 20 febbraio 2007.

La Commissione si è riunita a Berna il 25 e il 26 gennaio 2007 sotto la presidenza del consigliere agli Stati Hermann Bürgi (UDC, TG) ed in parte alla presenza del consigliere federale Samuel Schmid, Capo del DDPS.

Berna, 26.01.2007    Servizi del Parlamento