La Commissione del Consiglio degli Stati ha da sempre considerato che le tariffe postali preferenziali per i giornali e le riviste in abbonamento siano un provvedimento indispensabile per permettere alle testate con tiratura modesta di sopravvivere in un mercato sempre più concorrenziale. Nel 2004, anche se si era dichiarata contraria a un articolo costituzionale sulla promozione della stampa, ha presentato una mozione nella quale intendeva assicurare che le condizioni giuridiche valide solo fino a fine 2007 in materia di tariffe postali preferenziali fossero sostituite con nuove disposizioni giuridiche che continuino a consentire spese di trasporto preferenziali (04.3433 Mo. Promuovere la stampa partecipando alle spese di distribuzione).
La Commissione ha constatato con soddisfazione che la sua omologa del Consiglio nazionale ha elaborato una modifica della legge sulle poste che consente una prosecuzione delle tariffe postali preferenziali fino al 2007 (06.425 n Iv. pa. Promuovere la stampa partecipando ai costi di distribuzione). È tuttavia del parere che il progetto continua a basarsi su un sistema di sovvenzionamento «a innaffiatoio», poiché le testate con grande tiratura approfittano anch'esse delle sovvenzioni, pur non avendone bisogno. Il progetto del Consiglio nazionale prevede due elementi: da una parte, obbligare la Posta ad applicare tariffe indipendenti dalla distanza e di entità corrispondente a quella attuale, ricevendo in contropartita dalla Confederazione un'indennità pari a 60 milioni di franchi e dall'altra versarle 20 milioni di franchi all'anno per concedere sconti supplementari per il trasporto di testate con una tiratura modesta. La Commissione del Consiglio degli Stati intende conferire maggiore importanza al secondo elemento del progetto. Ha quindi incaricato l'amministrazione di riformulare il testo presentato dal Consiglio nazionale di modo che la Posta riceva un importo annuo volto a garantire che i prezzi di abbonamento di quotidiani e, settimanali della stampa regionale e locale siano mantenuti alla stessa entità di quelli attuali. In tal modo, la Commissione mira a realizzare lo scopo principale del progetto, ovvero la promozione della stampa regionale e locale minacciata, eppure importante per la democrazia.
La Commissione ha adottato questa decisione di principio con 5 voti contro 4. La minoranza si è dichiarata a favore della soluzione del Consiglio nazionale, poiché è il risultato di intense trattative con gli editori e la Posta. La Commissione intende ancora pronunciarsi su una proposta che intende obbligare la Posta ad accordare tariffe preferenziali alla stampa associativa senza scopo lucrativo. Nella sua seduta del 21 maggio 2007 discuterà i particolari del progetto affinché questo venga trattato ancora nella sessione estiva e le basi giuridiche per le tariffe preferenziali siano già pronte per l'inizio dell'anno prossimo.
Infine, la Commissione ha esaminato un'iniziativa parlamentare del consigliere agli Stati Maximilian Reimann (UDC, AG). L'iniziativa (06.463 s Deducibilità fiscale dei versamenti in favore dei partiti politici) richiede che i versamenti attestati in favore di un partito politico siano deducibili sia dall'imposta federale diretta sia dalle imposte cantonali a concorrenza di un importo massimo definito. La Commissione vi ha dato seguito con 8 voti contro 0 e un'astensione. Come l'autore dell'iniziativa, ritiene sconcertante che le donazioni a favore dei partiti siano deducibili in alcuni Cantoni e non in altri. Talvolta si assiste addirittura a una disparità di trattamento tra i diversi comuni. La Commissione ha sottolineato la grande importanza dei partiti nel processo decisionale politico, importanza confermata tra l'altro negli articoli 137 e 147 della Costituzione federale. Questo giustifica che i versamenti in favore di partiti siano deducibili, tanto più che i partiti in Svizzera non ricevono alcun aiuto pubblico.
La Commissione si è riunita il 26 aprile 2007 a Berna sotto la presidenza della consigliera agli Stati Trix Heberlein (PLR, ZH).
Berna, 27.04.2007 Servizi del Parlamento