La collaborazione nella cooperazione allo sviluppo e nella promozione dell'economia esterna
Il primo argomento del seminario cercava di rispondere alla domanda se l'esigenza di un uso ottimale dei mezzi grazie ad un'organizzazione adeguata ai compiti nella cooperazione allo sviluppo e nella promozione dell'economia esterna è soddisfatta. Prima del seminario, le Sottocommissioni DFAE e DFE competenti per la DSC e la SECO si sono occupate di questa problematica basandosi, nei preparativi, anche sulle constatazioni della Commissione della gestione del Consiglio degli Stati e del Controllo federale delle finanze.
Le due sottocommissioni hanno presentato i risultati sui quali si sono espressi i capi dei dipartimenti. Dopo uno scambio di vedute, le Commissioni hanno rilevato che nella Cooperazione allo sviluppo mancano soprattutto indicazioni chiare da parte dei dipartimenti, del Consiglio federale come anche da parte del Parlamento per quel che riguarda gli obiettivi da raggiungere e gli strumenti da impiegare. Numerosi problemi si creano a causa della mancanza di comprensione reciproca. Le Commissioni hanno anche potuto assodare la necessità di riunire meglio i progetti e i Paesi principali della DSC. Nonostante queste constatazioni, restano indiscussi il notevole impegno e l'elevata qualità del lavoro della DSC. I miglioramenti devono essere richiesti soprattutto agli organi politicamente preposti, mentre la gestione politica deve essere consolidata ed è necessario fornire orientamenti politici più chiari, anche per la Direzione stessa.
Per quel che concerne la promozione dell'economia esterna si è potuto constatare che i diversi orientamenti e le differenti formazioni dei diplomatici e degli organi incaricati di promuovere l'economia rappresentano un problema. Il DFAE ha fatto notare che in questo campo sono stati fatti notevoli progressi. In particolare ha sottolineato la grande utilità di un organo statale che funge da porta d'accesso a numerosi Paesi che stanno emergendo attualmente nel mondo economico e nei quali storicamente lo Stato ha sempre assunto un ruolo importante in questo settore (Asia, Europa orientale). La Commissione ha preso atto del fatto che la riorganizzazione ed il riorientamento dell'OSEC e la sua collaborazione con il DFAE ed il DFE hanno permesso notevoli miglioramenti, stando alle indicazioni di questi ultimi. Quale ulteriore passo in avanti, il Consiglio federale intende permettere un notevole concentramento delle organizzazioni attive in questo settore grazie al messaggio concernente la promozione della piazza economica negli anni 2008 - 2011 (07.024). Sarà compito delle commissioni di vigilanza parlamentari controllare se questo nuovo orientamento produce veramente risultati migliori nella promozione dell'economia esterna.
Ripercussioni dell'esenzione fiscale per l'insediamento di imprese
Le ripercussioni di esenzioni fiscali sul budget della Confederazione e quello dei Cantoni è stato il secondo argomento trattato durante il seminario. Dopo un'introduzione sulla teoria e la spiegazione del significato pratico delle esenzioni fiscali in caso di insediamento di imprese, è stata presentata un'analisi sulle ripercussioni dell'esenzione fiscale nel quadro del cosiddetto decreto Bonny. Quindi il direttore delle finanze bernese, il presidente del Governo Urs Gasche, in veste di rappresentante della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze, ed il direttore dell'Amministrazione federale delle finanze hanno fornito informazioni sulle ripercussioni sul budget statale. Il successivo dibattito ha offerto l'opportunità di esprimersi anche criticamente sull'argomento.
Durante il dibattito è stato chiarito che per l'insediamento di imprese non sono determinanti le esenzioni fiscali con effetto limitato nel tempo, bensì condizioni quadro interessanti e stabili in tutto il settore tributario. Tra queste figurano, oltre agli oneri nella fiscalità aziendale, anche quelli per le persone fisiche (quadri e imprenditori), ma anche la possibilità di calcolare in anticipo l'onere fiscale per determinate transazioni economiche, un diritto tributario che non viene modificato in continuazione, ma è prevedibile con anni di anticipo e un'autorità tributaria che agisce in maniera veloce e in collaborazione con i clienti. Da parte dei fautori del decreto Bonny sono stati fatti notare i vantaggi nella creazione di posti di lavoro, elemento però contestato dagli oppositori che hanno invece sottolineato in particolare le distorsioni nell'ambito della concorrenza tra regioni che rientrano nel decreto Bonny e quelle che non vi rientrano, aggiungendo che in particolare nelle zone di confine tra due regioni vengono a crearsi notevoli distorsioni. Inoltre la suddivisione delle regioni, sempre secondo gli oppositori, è troppo ristretta. La Conferenza dei direttori cantonali delle finanze non desidera rinunciare a questo strumento di sgravio fiscale ad azione limitata nel tempo al fine di attirare ulteriori imprese attive a livello internazionale. Si dichiara invece contraria allo strumento delle sovvenzioni.
Dichiarazioni precise sugli effetti sul budget non sono possibili per ragioni di metodo: infatti è solo possibile valutare quale sarebbe la situazione senza l'esenzione fiscale. Secondo la SECO, la perdita di introiti per le imposte federali dirette, a causa delle agevolazioni fiscali dovute al decreto Bonny, ammonta per il 2004 per la Confederazione ed i Cantoni a 89,3 milioni di franchi. Le perdite reali tuttavia sono minori, dato che alcune imprese non si sarebbero insediate se non avessero potuto godere dell'esenzione: dunque, la base imponibile sarebbe inferiore.
I contrastanti effetti delle esenzioni fiscali hanno incitato la Commissione delle finanze a esaminare criticamente il decreto Bonny. La Nuova impostazione della perequazione finanziaria e della ripartizione dei compiti (NPC), che mette i Cantoni in grado di trovare mezzi finanziari sufficienti per le esigenze fondamentali e prevede nuovi strumenti di compensazione, insieme all'articolo 23 capoverso 3 della legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni annulla la funzione ridistributiva della politica regionale. La Commissione delle finanze del Consiglio nazionale e quella del Consiglio degli Stati hanno deciso di seguire gli sviluppi di questa problematica.
Le due Commissioni si sono riunite il 28 e il 29 giugno 2007 sotto la guida del presidente della Commissione delle finanze del Consiglio nazionale, il signor Hermann Weyeneth (UDC/BE), nel Cantone di attinenza di quest'ultimo. Il seminario ha avuto luogo a Moosegg nell'Emmenmatt. Vi hanno partecipato in parte anche il direttore delle finanze del Cantone di Berna, il presidente del Governo Urs Gasche, rappresentanti del DFAE, del DFF e del DFE, il direttore del Controllo federale delle finanze e periti esterni.
Berna, 02.07.2007 Servizi del Parlamento