Già attualmente la maggioranza dei Cantoni consente di dedurre dalla dichiarazione fiscale i contributi versati a favore dei partiti, ma in una sentenza emanata il 7 giugno 2007 il Tribunale federale ha affermato che tale procedura viola la legislazione federale. La proposta elaborata dalla CIP-S nel processo di attuazione di un’iniziativa parlamentare (06.463 s Iv.pa. Deducibilità fiscale dei versamenti in favore dei partiti politici) istituisce ora una base giuridica chiara che consente di dedurre fino a 10'000 franchi nel calcolo dell’Imposta federale diretta e un importo determinato da ogni singolo Cantone per il calcolo dell’imposta cantonale.
La CIP-N ha discusso in particolare l’opportunità di condizionare la deducibilità alla disponibilità a rendere pubblici i versamenti effettuati. Tale proposta è però stata chiaramente respinta poiché finirebbe per intimorire molti potenziali donatori e comporterebbe parecchi problemi di applicazione pratica. Un’altra proposta che definiva la deducibilità consentita alle persone giuridiche è pure stata respinta dalla Commissione, che giudica inaccettabile che anche le imprese possano dedurre i contributi versati senza renderli pubblici. La Commissione ha comunque respinto con 14 voti contro 11 anche una proposta che proponeva di accordare le deduzioni esclusivamente ai singoli privati. La commissione ha pure discusso intensamente la questione relativa all’importo deducibile per l’Imposta federale diretta e ha infine accettato la soluzione scelta dal Consiglio degli Stati, dopo aver respinto varie proposte che contemplavano importi più ridotti, poiché tale soluzione tiene adeguatamente conto dell’effettiva importanza che i partiti assumono nel nostro contesto politico.
Con 15 voti contro 8 e un’astensione la Commissione ha deciso di dar seguito all’iniziativa parlamentare presentata dalla Consigliera nazionale Ada Marra (PS/GE) che propone che gli stranieri della terza generazione possano ottenere la cittadinanza su richiesta dei genitori o dei diretti interessati (08.432 n La Svizzera deve riconoscere i propri figli). Questa iniziativa abbandona quindi l’idea di naturalizzare automaticamente coloro che nascono in Svizzera che era stata respinta di misura in votazione popolare nel corso del 2004. La Commissione condivide il principio secondo cui i figli di genitori già cresciuti in Svizzera rappresentano effettivamente una parte del nostro Paese e non possono più essere considerati stranieri. Una minoranza della Commissione ritiene invece che la naturalizzazione su richiesta, senza possibilità di rifiuto, debba pure essere ritenuta un automatismo e che quindi tale proposta non rispetta la volontà che il popolo svizzero ha già espresso nel corso di numerose votazioni.
Con 17 voti contro 8 la Commissione ha dato seguito all’iniziativa parlamentare presentata dal Consigliere nazionale Philipp Müller (PLRP/AG) che propone di modificare la legge sugli stranieri in modo tale da non accordare il ricongiungimento familiare a chi percepisce prestazioni complementari (08.428 Iv.Pa. No al ricongiungimento familiare per chi dipende dalle prestazioni complementari). La Commissione ritiene problematico che il Tribunale federale imponga alle autorità competenti nel settore degli stranieri di considerare tali prestazioni come parte integrante del reddito regolare, poiché tale regola mette ad esempio in posizione di privilegio i beneficiari di rendite AI intere e di prestazioni complementari rispetto a chi esercita un’attività lucrativa e percepisce un reddito insufficiente per operare un ricongiungimento familiare. Una minoranza della Commissione respinge l’iniziativa parlamentare poiché condivide il parere giuridico del Tribunale federale secondo cui nell’ambito di un ricongiungimento familiare le prestazioni complementari non possono essere equiparate all’aiuto sociale ma devono invece essere considerate come prestazioni speciali fornite dalle assicurazioni sociali indipendentemente dai contributi incassati.
Il 26 giugno 2008 la CIP-N aveva deciso con 13 voti contro 10 di dar seguito all’iniziativa parlamentare che propone di introdurre un diritto di veto del parlamento nei confronti delle ordinanze del Consiglio federale (08.401 n Iv.Pa. Gruppo V. Diritto di veto del Parlamento nei confronti delle ordinanze del Consiglio federale). Il 28 agosto 2008 il voto contrario della CIP-S – con 6 voti contro 2 e un’astensione - aveva però impedito alla Commissione gemella di avviare l’elaborazione di una proposta concreta. La CIP-N ha comunque deciso con 20 voti contro 3 di tener fede alla propria posizione e propone comunque al Consiglio nazionale di dar seguito all’iniziativa (per gli argomenti pro e contro cfr. comunicato stampa della CIP-N del 27 giugno 2008).
La Commissione si è riunita il 23 e 24 ottobre a Berna sotto la presidenza di Gerhard Pfister (PPD/ZG).
Berna, 24 ottobre 2008 Servizi del Parlamento