Contrariamente alla sua omologa del Consiglio nazionale, la Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio degli Stati (CSEC-S) ha deciso, con 7 voti contro 4, di non dare seguito all’iniziativa parlamentare Bruderer «Vietare l’importazione di prodotti realizzati con la pelle di animali maltrattati» (09.428), che mira a vietare l’importazione di pelli e pellicce provenienti da animali ai quali sono stati inflitti maltrattamenti durante l’allevamento o la cattura oppure al momento dell’uccisione. La Commissione ritiene che le disposizioni legali in vigore – in particolare l’articolo 14 della legge sulla protezione degli animali (LPAn) – permettano sin d’ora al Consiglio federale di prendere le misure necessarie in questo ambito. Ha anche sottolineato che il divieto proposto, anche se si applica solo alle pellicce e non agli altri prodotti di origine animale come la pelle, debba essere contestato, poiché difficilmente compatibile con gli impegni presi dalla Svizzera nell’ambito degli accordi firmati con l’OMC. La CSEC-S ritiene invece che un sistema di dichiarazione obbligatoria costituirebbe una misura appropriata: creerebbe più trasparenza per i consumatori, e al contempo migliori condizioni quadro per le associazioni professionali di pellettieri e pellicciai che si adoperano da tempo a favore di un certificato e dell’introduzione di norme precise in materia di protezione degli animali. La Commissione ha pertanto approvato, all’unanimità, la mozione depositata dalla consigliera nazionale Tiana Angelina Moser «Obbligo di dichiarazione delle pellicce» (08.3675), che mira a modificare le basi legali in modo da sancire nella legge un obbligo di dichiarazione per le pellicce e gli articoli in pelliccia.
La CSEC-S ha in seguito esaminato la mozione della sua omologa del Consiglio nazionale «Indipendenza della vigilanza e della statistica sulla medicina della procreazione» (08.3751), che mira a modificare la legge sulla procreazione con assistenza medica in modo da garantire l’indipendenza inizialmente prevista dal legislatore per la vigilanza sui centri e sui gabinetti di medicina della procreazione con assistenza medica e per l’allestimento di una statistica completa. Con 5 voti contro 2 e 1 astensione, la Commissione si è opposta a questo testo. La maggioranza ritiene infatti che i problemi sollevati dalla mozione concernano l’applicazione del diritto e che una revisione della legge non sia pertanto appropriata. Inoltre, la Commissione ha preso atto del fatto che sono state superate le difficoltà iniziali quanto alla raccolta dei dati e alla valutazione statistica.
È stata poi trattata un’altra mozione presentata dalla CSEC-N, dal titolo «CISIN IV» (09.3466), nella quale il Consiglio federale è incaricato di presentare entro la fine del 2009 una concezione per il coordinamento e la gestione degli impianti sportivi d’importanza nazionale. La CSEC-S ha approvato all'unanimità la mozione, proponendo tuttavia di modificarne il termine: auspica che la nuova concezione sia allestita per la fine del 2011 e che non venga pregiudicato il finanziamento dell'investimento della Confederazione.
Nel luglio 2009 la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) ha presentato alla Commissione il concordato sulle borse di studio, che persegue l'armonizzazione dei 26 regolamenti cantonali che si applicano attualmente al rilascio di sussidi all'istruzione. Questo concordato servirebbe da base di lavoro per la Commissione in occasione dell'esame di un'iniziativa presentata dal Cantone di Soletta «Armonizzazione delle borse di studio» (07.308 s) e di una sua mozione presentata dalla CSEC-N «Armonizzazione dei sussidi all'istruzione» (06.3178). La trattazione di questi due affari era stata rinviata all'autunno 2007 in vista della conclusione del suddetto concordato intercantonale.
L'iniziativa del Cantone di Soletta chiede la creazione delle base giuridiche necessarie all'elaborazione di una legge quadro che fissi standard minimi al fine di armonizzare dal punto di vista sostanziale il sistema delle borse di studio. La Confederazione è invitata a garantire un corrispondente impegno finanziario.
Per quanto concerne la mozione, il Consiglio federale è invitato a sottoporre al Parlamento in tempo utile un progetto al fine di promuovere, d'intesa con i Cantoni, l'armonizzazione dei sussidi all'istruzione nel settore universitario. Inoltre, la partecipazione finanziaria della Confederazione ai sussidi all'istruzione versati dai Cantoni nel settore terziario deve essere realizzata in modo da garantire un rapporto equo tra il disciplinamento federale e le prestazioni erogate della Confederazione.
La CSEC-S ritiene che il sistema delle borse di studio sia di competenza cantonale. La riforma della perequazione finanziaria ha già permesso alla Confederazione e ai Cantoni di procedere a una ridistribuzione di alcuni dei loro compiti, in particolare nel settore delle borse di studio destinate agli studenti universitari e agli studenti di scuole universitarie. Oggi la Commissione si domanda se il concordato entrerà davvero in vigore. D'altra parte, la sua omologa ha appena presentato un'iniziativa in merito; per questo motivo, la CSEC-S aspetterà l'inizio dell'anno prossimo per pronunciarsi contemporaneamente sull'iniziativa della CSEC-N «Borse di studio. Sostegno federale per la promozione della mobilità degli studenti» (09.497), sulla mozione della CSEC-N (06.3178) e sull’iniziativa del Cantone di Soletta (07.308).
Presieduta dal consigliere agli Stati Hermann Bürgi (UDC/TG), la Commissione si è riunita a Berna il 12 novembre 2009. A parte della seduta era presente il consigliere federale Didier Burkhalter.
Berna, 13 novembre 2009 Servizi del Parlamento