Concorrenza sleale
La Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati ha concluso l’esame del disegno di revisione della legge federale contro la concorrenza sleale (09.069), approvando all’unanimità le modifiche proposte.

La modifica persegue tre obiettivi: (1) migliorare la protezione contro le pratiche d’affari sleali (offerte di iscrizione in registri e pubblicazioni di inserzioni; sistemi piramidali; condizioni commerciali generali abusive); (2) rafforzare l’applicazione del diritto (diritto di azione della Confederazione non soltanto quando le pratiche d’affari sleali ledono la reputazione della Svizzera all’estero ma anche quando sono danneggiati interessi collettivi all’interno del Paese; possibilità di mettere in guardia la collettività contro comportamenti sleali che minacciano interessi pubblici, con indicazione del nome delle aziende responsabili); (3) creare le basi legali per la collaborazione con le autorità estere di vigilanza in materia di concorrenza sleale (segnatamente considerata l’evoluzione di Internet).

La Commissione approva in larga misura il disegno del Consiglio federale ma propone le modifiche seguenti:

  1. introduzione di esigenze chiare in materia di commercio elettronico (indicazione dell’identità e dell’indirizzo di contatto del contraente; indicazioni relative alle tappe tecniche che portano alla conclusione del contratto; possibilità di riconoscere e rettificare errori prima dell’invio dell’ordinazione; conferma dell’ordinazione);
  2. aggiunta di una fattispecie: è ritenuta sleale anche una promessa di vincita, fatta nell’ambito di un concorso o di un’estrazione a sorte, subordinata all’uso di un numero di servizi a valore aggiunto, al versamento di un’indennità per spese, all’acquisto di un bene o un servizio, alla partecipazione a una manifestazione o a un viaggio promozionale o alla partecipazione a una seconda estrazione a sorte;
  3. informazione della collettività su comportamenti sleali che minacciano interessi pubblici con indicazione del nome delle aziende responsabili: la Commissione precisa che tali comunicazioni devono essere cancellate non appena viene meno l’interesse pubblico.

La Commissione ha inoltre esaminato la mozione 08.3790 “Proteggere i minori dai maltrattamenti e dagli abusi sessuali”, accolta dal Consiglio nazionale. La mozione chiede una modifica della legislazione “affinché l'obbligo di segnalazione alle autorità di protezione dei minori sia generalizzato in tutti i Cantoni svizzeri e contribuisca, grazie a una prassi unificata, a lottare efficacemente contro i maltrattamenti e gli abusi sessuali di cui sono vittima ancora troppi minori”. La Commissione ritiene che il testo della mozione sia troppo restrittivo e ha deciso senza opposizione di proporre al suo Consiglio di modificare la mozione affinché siano permesse determinate eccezioni chiaramente circoscritte. In tal modo la Commissione intende garantire una certa tutela del segreto professionale, considerato che uno degli scopi di quest’ultimo è quello di rendere possibile un rapporto di fiducia.

Infine la Commissione ha infine esaminato quattro mozioni concernenti il diritto penale, accolte dal Consiglio nazionale: si tratta delle mozioni 08.3033 „Creazione di un registro nazionale dei pedofili con precedenti penali“; 09.3417 “Punire più severamente la violenza sessuale”; 09.3418 “Punire più severamente la violenza sessuale nei confronti dei bambini al di sotto dei 12 anni”; 09.3449 “Prostitute minorenni. Clienti passibili di pena”. La Commissione ha deciso all’unanimità di respingere le prime tre mozioni: per quanto concerne la prima, la Commissione ritiene che i registri esistenti siano sufficienti; quanto alle altre due, l’inasprimento chiesto limiterebbe fortemente la possibilità del giudice di tenere conto di tutte le circostanze del caso nella determinazione della pena. Per contro la Commissione ha deciso all’unanimità di proporre l’accettazione della quarta mozione; il Consiglio federale ha peraltro già avviato i relativi lavori in relazione con la prevista firma della Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione dei bambini contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali.

Presieduta dal consigliere agli Stati Hermann Bürgi (V, TG, presidente) e dalla consigliera agli Stati Anne Seydoux-Christe (CEg, JU; vicepresidente), la Commissione si è riunita a Berna il 7 settembre 2010. A parte della seduta era presente la presidente della Confederazione Doris Leuthard.

 

Berna, 8 settembre 2010 Servizi del Parlamento