La Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) ha sentito il consigliere agli Stati Dick Marty in merito al di lui rapporto sul trattamento disumano di persone e il traffico illecito di organi in Kosovo. Essa ha così potuto ottenere circostanziate informazioni di prima mano sui retroscena e sulle conseguenze di tale rapporto. La Commissione è rimasta molto impressionata dalla qualità del lavoro dell’estensore e ha lodato quest’ultimo per la sua relazione equilibrata su un tema complesso nonché per il suo coraggio e il suo impegno.
Nel corso della discussione, in presenza della presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey, la Commissione si è concentrata sul modo in cui la Svizzera potrebbe impegnarsi in favore di un’inchiesta sulle presunte violazioni dei diritti umani e sul traffico illecito di organi in Kosovo. La Commissione è stata unanime nell’affermare che i fatti esposti nel rapporto debbano essere oggetto di un’inchiesta indipendente. A tal proposito la CPE-N ha adottato all’unanimità (con 17 voti) una proposta di mozione commissionale che incarica il Consiglio federale di promuovere l’istituzione di una commissione d’inchiesta internazionale, come chiesto dall’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa nella relativa risoluzione (Risoluzione 1782).
Il dibattito è stato inoltre alimentato da vari rapporti e da documenti governativi, recentemente venuti a conoscenza del pubblico, che permettono di tracciare un quadro della situazione in Kosovo. La CPE-N ha poi fatto il punto sull’impegno della Svizzera in Kosovo e sul ruolo delle organizzazioni internazionali attive in loco. Si è in particolare interessata al modus operandi di tali organizzazioni e alle loro interconnessioni.
1. Politica economica esterna
La Commissione ha proceduto a un esame approfondito del rapporto del Consiglio federale sulla politica economica esterna 2010 (11.008 sn) e ha considerato che detto documento presenta una panoramica completa delle attività della Svizzera in tale ambito. Il rapporto illustra le sfide inerenti alla politica economica esterna affrontate dal nostro Paese, in particolare durante la crisi economica e finanziaria. La Commissione ha segnatamente discusso del ciclo di negoziati dell’OMC – attualmente in sospeso –, della situazione dei mercati finanziari, delle relazioni economiche tra la Svizzera e l’UE nonché dell’inasprimento delle sanzioni prese dal nostro Paese nei confronti dell’Iran. Vari membri della Commissione hanno sottolineato una certa imprecisione nelle analisi e nella definizione dei problemi.
Nel capitolo consacrato al sistema finanziario internazionale, la Commissione ha discusso varie tematiche: il seggio della Svizzera in seno al FMI (e i nuovi rapporti di forza derivanti dalla riforma di tale istituzione), la valutazione dei membri del Gruppo di azione finanziaria contro il riciclaggio di denaro (GAFI) e l’adeguamento delle convenzioni bilaterali di doppia imposizione conformemente all’articolo 26 del modello di convenzione dell’OCSE.
Nell’ambito delle discussioni la Commissione ha adottato con 15 voti contro 3 e 4 astensioni, all’indirizzo della propria Camera, un accordo di libero scambio tra gli Stati AELS e l’Ucraina nonché un accordo sull’agricoltura tra la Svizzera e l’Ucraina. Con 14 voti contro 8 e 1 astensione, la Commissione ha respinto una proposta di rinvio che incaricava il Consiglio federale di integrare nell’accordo un capitolo sullo sviluppo sostenibile.
Con 15 voti contro 5 e 2 astensioni essa ha inoltre approvato l’accordo tra la Svizzera e la Repubblica Araba di Egitto sulla promozione e la protezione reciproca degli investimenti e ha respinto, con 14 voti contro 7, una proposta di rinvio che incaricava il Consiglio federale di rinegoziare l’accordo al fine di integrarvi le norme fondamentali del lavoro emanate dall’Organizzazione internazionale del lavoro nonché i principi in materia di protezione dell’ambiente.
La Commissione ha inoltre approvato gli accordi seguenti all’unanimità: l’Accordo internazionale del 2010 sul cacao (con 20 voti), un accordo tra la Svizzera e la Russia sulla protezione delle indicazioni geografiche e le denominazioni di origine (21 voti) e due accordi in ambito veterinario con la Norvegia e la Nuova Zelanda (con 21 voti); la Commissione ha poi approvato il decreto federale sulla modifica delle tariffe doganali 2010 e il decreto federale che approva le modifiche della Lista LIX Svizzera-Liechtenstein nell’ambito dei prodotti farmaceutici (con 21 voti).
Infine, con 13 voti contro 3 e 4 astensioni, la Commissione ha adottato, all’indirizzo della sua Camera, l’accordo di libero scambio tra gli Stati AELS e il Perù nonché l’accordo agricolo tra Svizzera e Perù (10.082 s); con 13 voti contro 7 ha respinto una proposta di rinvio che incaricava il Consiglio federale di integrare nell’accordo un capitolo sullo sviluppo sostenibile.
2. 10.111 sn Rapporto sulla politica estera 2010
Il rapporto sulla politica estera 2010 presenta una panoramica della politica estera svizzera. Tale documento sottolinea l’influenza che può esercitare la Svizzera nell’ambito della mondializzazione e illustra gli strumenti di cui il nostro Paese dispone a tal fine. Il rapporto rende inoltre conto delle principali attività di politica estera svolte nel secondo semestre del 2009 e nel primo del 2010.
Con 17 voti contro 8, la Commissione ha respinto una proposta di rinvio che, in particolare, incaricava il Consiglio federale di definire nel rapporto una strategia che mostrasse in quale modo intende preservare la sovranità legislativa della Svizzera, vista la pressione costante esercitata da Paesi terzi sulla nostra legislazione. Secondo la maggioranza della Commissione è effettivamente difficile conciliare l’esercizio della sovranità nazionale con la necessità di cooperare con gli altri Stati, tenendo conto dell’influenza delle strutture sovranazionali quali l’UE; malgrado questo, essa ritiene che respingere il rapporto sulla politica estera non apporterebbe soluzioni a detta problematica.
La discussione si è incentrata su vari argomenti di politica estera, in particolare sulla politica europea, la cooperazione allo sviluppo, le migrazioni, Ginevra internazionale, la promozione della pace e della neutralità. Vari membri della Commissione hanno sottolineato che il rapporto non ha chiare linee direttrici e che non offre prospettive a lungo termine. La Commissione ha infine preso atto del rapporto.
3. 10.023 sn Rapporto della Delegazione parlamentare presso il Consiglio d’Europa
La Commissione ha preso atto del rapporto annuale della Delegazione parlamentare presso il Consiglio d’Europa. Ha in particolare esaminato la posizione della Delegazione in merito al problema del sovraccarico di lavoro della Corte europea dei diritti dell’uomo, la relazione tra l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa e il Parlamento europeo nonché l’elezione del nuovo segretario generale.
4. Attualità internazionale
La CPE-N si è informata sui recenti sviluppi in Egitto e sulla posizione del Consiglio federale. Ha dibattuto se e in quale modo il Consiglio federale debba prendere posizione in merito a tali eventi. Alcuni membri della Commissione ritengono che occorra esortare gli attori interessati al rispetto dei valori fondamentali mentre altri giudicano che il governo debba rinunciare a commentare i fatti.
Presieduta dalla consigliera nazionale Christa Markwalder (RL/BE) la Commissione si è riunita a Berna il 31 gennaio e il 1° febbraio 2011. La presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey e i consiglieri federali Eveline Widmer-Schlumpf e Johann Schneider-Ammann hanno assistito alla seduta.
Berna, 1° febbraio 2011 Servizi del Parlamento