Accordo di libero scambio fra gli Stati dell'AELS e Hong Kong
La Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) ha approvato l'accordo di libero scambio concluso con Hong Kong, ha provveduto all'esame preliminare di un'iniziativa parlamentare concernente l'importazione di beni dai territori occupati da Israele e ha infine approvato due mandati di negoziazione.

1. Accordo di libero scambio tra gli Stati dell'AELS e Hong Kong

La CPE-N ha esaminato un accordo di libero scambio e un accordo concernente gli standard lavorativi tra gli Stati dell'AELS e Hong Kong nonché un accordo agricolo tra la Svizzera e Hong Kong (11.061 n) e ha accolto con 13 voti contro 2 e 5 astensioni il relativo decreto federale.

La maggioranza della Commissione sostiene la politica economica estera del Consiglio federale, che poggia sul principio del libero scambio, ed è convinta dell'importanza per il nostro Paese di poter accedere a nuovi mercati. Una minoranza della Commissione ritiene però che l'accordo di libero scambio contenga disposizioni contraddittorie e propone quindi di rinviare il progetto al Consiglio federale con l'incarico di rinegoziare alcuni aspetti relativi in particolare alla procedura di risoluzione delle controversie. La Commissione ha respinto questa proposta con 12 voti contro 7 e un'astensione.

 

2. Divieto d'importazione per beni provenienti da insediamenti israeliani nei territori occupati da Israele.

La Commissione ha proceduto all'esame preliminare dell'iniziativa parlamentare presentata dal consigliere nazionale Vischer (11.423 n) e propone, con 14 voti contro 9 e 2 astensioni, di non darle seguito. Essa mira a vietare l'importazione in Svizzera di beni provenienti da insediamenti israeliani nei territori occupati da Israele.

La Commissione reputa che la dichiarazione di provenienza dei beni importati costituisca per i consumatori svizzeri un elemento d'informazione importante. La maggioranza della Commissione però giudica inadeguato in questo ambito lo strumento dell'iniziativa parlamentare e ritiene che non si debbano emanare disposizioni speciali applicabili a determinati Paesi. Una minoranza è invece del parere che l'importazione di beni dai territori occupati da Israele sollevi importanti problemi che andrebbero risolti.


 

3. Consultazioni avviate dal Consiglio federale

Nell'ambito di una procedura di consultazione eseguita conformemente all'articolo 152 capoverso 3 della legge sul Parlamento, la Commissione ha approvato con 13 voti contro 10 e un'astensione le linee direttive di un mandato di negoziazione con l'UE relativo alla collaborazione con l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO). La maggioranza della Commissione reputa che la partecipazione della Svizzera all'attività di questo servizio consentirebbe di perfezionare il coordinamento e incrementare l'efficacia della politica d'asilo in Europa. Una minoranza teme invece che ciò possa condurre alla perdita di una parte importante della nostra sovranità in questo settore.

La Commissione ha approvato, con 13 voti favorevoli, 4 contrari e 4 astensioni, la proposta di attribuire al Consiglio federale un mandato di negoziazione per l'adeguamento e l'ulteriore ampliamento di alcuni accordi concernenti lo scambio di prodotti agricoli. Con 18 voti favorevoli, 2 contrari e un'astensione la Commissione chiede inoltre al Consiglio federale che, per motivi connessi con lo sviluppo sostenibile, venga esclusa l'importazione di determinati prodotti agricoli.

 

4. Mozione Darbellay. Obbligo di servire vini svizzeri nelle ambasciate

Nell'ambito della procedura di appianamento delle divergenze, la Commissione ha nuovamente esaminato una mozione (10.3820 n) che propone di introdurre l'obbligo di servire vini svizzeri presso le nostre ambasciate e rappresentanze diplomatiche all'estero. Essa ha deciso senza opposizione di accogliere il progetto elaborato dal Consiglio degli Stati che propone di emanare soltanto raccomandazioni affinché vengano serviti, oltre ai vini, anche altri prodotti di origine svizzera.

 

5. Petizioni

La Commissione ha infine esaminato cinque petizioni. Con 10 voti favorevoli, 7 contrari e 2 astensioni ha innanzitutto deciso di dar seguito a una petizione che propone di sostenere il riconoscimento del popolo curdo in Siria (11.2017 s) e di chiedere con una mozione al Consiglio federale che la Svizzera si impegni attivamente, in seno alle autorità e alle organizzazioni internazionali, a favore dell'eliminazione di ogni tipo di discriminazione nei confronti della minoranza curda in Siria.

 

La Commissione ha invece deciso di non dar seguito alle seguenti petizioni:

  1. petizione per il riconoscimento del genocidio del 1915 : 12 voti contro 9;
  2. petizione per la liberazione delle persone incarcerate per motivi politici e di coscienza in Vietnam (11.2018 s): 12 voti contro 9;
  3. petizione «No alle atrocità contro il popolo curdo» (10.2027 s): 12 voti contro 6 e 2 astensioni;
  4. petizione per il riconoscimento del genocidio perpetrato nel 1937/38 nella provincia turca del Dersim: 11 voti contro 5 e un'astensione.

 

La Commissione si è riunita a Berna il 31 ottobre e il 1o novembre 2011 sotto la presidenza della consigliera nazionale Christa Markwalder (RL/BE) e alla presenza dei consiglieri federali Simonetta Sommaruga e Johann Schneider-Ammann.


Berna,  1o novembre 2011 Servizi del Parlamento