10.3014 Mozione CTT-N. Nuovo sistema di riscossione dei canoni radiotelevisivi
La Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale (CTT-N) ribadisce il suo sostegno all'introduzione di un canone generale applicabile a tutte le economie domestiche e imprese indipendentemente dalla presenza di un apparecchio di ricezione. Il Consiglio degli Stati ha completato la mozione esonerando esplicitamente le piccole imprese dalla tassa. La Commissione ha approvato la mozione nella sua versione modificata.

Nel febbraio 2010 la CTT-N aveva trasmesso al Consiglio federale una mozione che lo incaricava di modificare l'attuale sistema di riscossione dei canoni radiotelevisivi. In considerazione dell'evoluzione tecnologica, la Commissione aveva giudicato obsoleto il modello odierno che vincola l'obbligo di pagare il canone alla disponibilità di un apparecchio di ricezione radiotelevisivo. Il nuovo canone si applicherebbe quindi a tutte le economie domestiche e imprese indipendentemente dalla presenza di un apparecchio di ricezione. La Commissione voleva tuttavia permettere un esonero dal canone per le piccole imprese, per ragioni sociopolitiche. Il Consiglio nazionale ha accolto la mozione della Commissione (10.3014 Mozione CTT-N. Nuovo sistema di riscossione dei canoni radiotelevisivi) nella sessione autunnale 2010, con 96 voti contro 71.

Malgrado questo chiaro risultato, la mozione ha suscitato accesi dibattiti in seno alla seconda Camera, dove l'assoggettamento delle imprese al canone è risultato particolarmente controverso. Pur non avendo contestato la necessità di introdurre un nuovo sistema di riscossione del canone, la Commissione del Consiglio degli Stati ha proposto di modificare il testo della mozione al fine di esentare dalla tassa le piccole imprese attive nei settori dell'artigianato, della fabbricazione, della fornitura di servizi o dell'agricoltura. Durante la sessione primaverile 2011 il Consiglio degli Stati ha quindi accolto all'unanimità la mozione nella sua versione modificata.

Con 17 voti contro 7 la Commissione del Consiglio nazionale ha accolto la modifica proposta dal Consiglio degli Stati, ritenendo che l'esonero delle piccole imprese dal pagamento della tassa rientri comunque nei suoi obiettivi iniziali. La minoranza della Commissione propone tuttavia il rigetto della mozione nella sua versione modificata essendo di principio contraria a un sistema improntato all'obbligo di pagare una tassa che non conferisce agli assoggettati la possibilità di dichiarare il mancato possesso di apparecchi di ricezione.

La Commissione ha inoltre proposto con 17 voti contro 7 di non dare seguito all'iniziativa parlamentare sullo stesso tema della consigliera nazionale Natalie Rickli (08.456 «Niente canone radiotelevisivo per Internet e cellulari»).

 

La Commissione ha infine deciso, con 19 voti contro 2 e 3 astensioni, di dare seguito all'iniziativa parlamentare 10.409, depositata dal consigliere nazionale Carlo Sommaruga intitolata «Rendere l'accesso ai taxi più agevole per le famiglie» e mirante a liberare i taxi in servizio nei perimetri urbani dall'obbligo di utilizzare seggiolini omologati per bambini. Il Consiglio nazionale aveva accolto nella sessione primaverile, con 148 voti contro 10, una mozione di analogo tenore (10.3892). Siccome la Commissione del Consiglio degli Stati ha ora rifiutato tale mozione all'unanimità e il termine dell'iniziativa parlamentare giunge prossimamente a scadenza, la Commissione parallela ha dato seguito all'iniziativa nell'intento di perseguirne gli obiettivi.

 

La Commissione ha tenuto la sua prima giornata di sedute a Bussnang, nei locali dello stabile Stadler Rail. Dopo la seduta ordinaria ha visitato l'officina di fabbricazione e incontrato rappresentanti della società che hanno esposto la strategia e la filosofia della loro impresa.

La Commissione si è inoltre intrattenuta a colloquio con i quadri dirigenti di due imprese di servizio pubblico: il primo giorno con i rappresentanti delle FFS Ulrich Gygi, Andreas Meyer e Bernhard Meier; il secondo, con Roger de Weck, direttore generale della SSR.

 

Berna, 25 maggio 2011 Servizi del Parlamento