La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati propone di ridurre in modo considerevolmente meno deciso il finanziamento della Confede-razione al Centro di ricerca in materia di politica di sicurezza del Politecnico federale di Zurigo. Essa è inoltre favorevole alla proroga dell’impiego di Swisscoy in Kosovo fino al termine del 2014.

La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati (CPS-S) appoggia le misure di promovimento civile della pace della Confederazione e ha dunque approvato all’una­nimità il finanziamento dei tre Centri ginevrini (Centro di politica di sicurezza, Centro internazionale per lo sminamento a scopo umanitario e Centro per il controllo democratico delle forze armate) nonché del Centro di ricerca in materia di politica di sicurezza del Poli­tecnico federale di Zurigo. Essa apprezza il lavoro di tali istituti che a livello interna­zionale godono di un’ottima reputazione e contribuiscono al rafforzamento di Ginevra quale luogo d'insediamento di organizzazioni internazionali.

La Commissione ha approvato un credito quadro di 119,9 milioni di franchi per gli anni 2012–2015 (10.095 s), confermando il sostegno svizzero ai tre centri Ginevrini. Il nuovo credito quadro, leggermente inferiore rispetto a quelli degli anni precedenti, rispecchia gli intenti dell’attuale programma di consolidamento (10.075 s).

La Commissione si è per contro detta contraria a ridurre di 8 milioni di franchi il credito quadro (per arrivare a un importo totale di 20,4 mio di fr., anch’esso previsto per gli anni 2012–2015) per il finanziamento del Centro di ricerca in materia di politica di sicurezza del Politecnico federale di Zurigo (10.099 s). La riduzione prospettata equivarrebbe a un taglio del 30 per cento rispetto agli anni precedenti. Per contenere la riduzione del preven­tivo in tale ambito nello stesso ordine di grandezza previsto per i tre centri ginevrini, la Commis­sione propone alla propria Camera di concedere un credito quadro di 26,4 milioni. Dopo anni di consolidamento e di sviluppo, la Commissione ritiene poco sensato ridimensionare in modo eccessivo, nell’ambito dell’attuale programma di risparmio, un istituto internazionalmente riconosciuto ed estremamente utile per la definizione della politica di sicurezza svizzera, quale il Centro di ricerca – e in particolare il suo progetto «International Relations and Security Network» (ISN).

La CPS-S ha inoltre sottolineato che non vede la necessità di intervenire immediatamente nell’ambito della legge sul servizio civile (LSC). Essa ha pertanto deciso di non dare seguito a un’iniziativa parlamentare della Commissione omologa del Consiglio nazionale (10. 481 n) che chiede di procedere quanto prima alla revisione della LSC. La CPS-S ha approvato le modifiche dell’ordinanza decise dal Consiglio federale nel dicembre 2010. Queste sono volte a diminuire l’attrattiva del servizio civile (fra l’altro riduzione del rimborso delle spese, nuove regole per il trattamento della domanda, limitazione della libera scelta delle possibilità di impiego) e non richiedono mezzi supplementari. La Commissione si attiene dunque alle decisioni precedenti, secondo cui in primo luogo occorre procedere a una valutazione approfondita delle modifiche nel servizio civile entro la fine del 2011. In secondo luogo si deciderà in merito alla revisione della legge. La Commissione ritiene inop­portuno che il Parlamento legiferi già oggi in questo ambito.

La CPS-S si è pronunciata unanimemente (con un’astensione) a favore della proroga fino al 31 dicembre 2014 della partecipazione svizzera (Swisscoy) alla forza multinazionale denominata «Kosovo Force» (KFOR) (10.098 s). L’effettivo massimo autorizzato di 220 persone potrà a breve termine essere aumentato di 80 persone per compiti specifici e per al massimo un anno. Questo dovrebbe in particolare consentire alla Svizzera di assumere funzioni quadro di livello più elevato. Secondo la Commissione, nell’immediato futuro la KFOR resta indispensabile per la stabilità del Kosovo. La CPS-S ritiene che la Svizzera abbia sempre un grande interesse al mantenimento della pace in Kosovo, sia per quanto concerne la politica di sicurezza che per la politica in materia di migrazione.

In un corapporto sul programma di consolidamento 2012-2013 all’indirizzo della Commis­sione delle finanze (10.075 s) la CPS-S ha proposto con 8 voti contro 1 e 3 astensioni di non entrare in materia sul progetto. La maggioranza della Commissione si oppone all’imposizione di nuovi pesanti tagli all’esercito, prima ancora che vengano definite la struttura e le dimensioni dello stesso nel quadro del rapporto sull’esercito 2010. Cosciente tuttavia che non si può smembrare il programma di consolidamento in singoli pezzi, la maggioranza della Com­missione ha chiesto di non entrare in materia.

La Commissione ha poi accolto all’unanimità una mozione della CPS-N (10.3625 n) che incarica il Consiglio federale di creare le basi legali per poter prendere misure efficaci per la salvaguardia e la difesa delle reti per la trasmissione di dati significative per la Svizzera e le sue istituzioni. In questo ambito, la CPS-S ha preso conoscenza delle misure varate di recente dal Consiglio federale, in particolare la creazione di un gruppo di progetto per la Cyber Defence. La Commissione è convinta che la protezione delle infrastrutture elettroniche del nostro Paese sia di primaria importanza e che sia un elemento della moderna difesa nazionale.

La Commissione è stata inoltre informata sullo stato dei lavori nell’ambito della ratifica della convenzione internazionale sulle bombe a grappolo e sulle conseguenti modifiche della legge federale sul materiale bellico. La CPS-S ha preso atto che il relativo messaggio sarà licenziato dal Consiglio federale al più tardi nel mese di maggio. Le Camere federali potran­no così occuparsene nelle sessioni autunnale e invernale 2011. La Commissione ha chiesto al Consiglio federale di esporre in modo chiaro le conse­guenze della ratifica e della modifica della legge federale sul materiale bellico per l’artiglieria dell’esercito svizzero (in particolare per quanto concerne le possibilità d’im­piego e d’azione nonché il ruolo in combattimento delle armi d’appoggio).


Presieduta dal consigliere agli Stati Bruno Frick (PPD, SZ), la Commissione si è riunita a Berna il 10 e 11 gennaio 2011. Micheline Calmy-Rey, presidente della Confederazione nonché capo del DFAE, Johann N. Schneider-Ammann, capo del DFF, e Ueli Maurer, capo del DDPS, hanno presenziato a parte della seduta.

 

Berna, 11 gennaio 2011 Servizi del Parlamento