La consigliera nazionale Graf-Litscher (PS, TG) chiede con la sua iniziativa parlamentare (11.455 Sottoporre le iniziative popolari più rapidamente al Popolo) che i termini posti al Parlamento per la trattazione delle iniziative popolari vengano ridotti. Attualmente il termine è fissato a due anni e mezzo e può essere prolungato di un anno qualora uno dei consigli adotti un controprogetto diretto o indiretto. È anche possibile prolungare il termine di un ulteriore anno se un controprogetto indiretto si trova ancora nella fase di eliminazione delle divergenze.
La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N) è dell’avviso che, a tutela dei diritti popolari, sia i cittadini sia le autorità debbano disporre di tempo sufficiente per approfondire il tema di un'iniziativa popolare. Le iniziative popolari riscuotono spesso un successo parziale, nel senso che fungono da spunto all'elaborazione di validi controprogetti con un dispendio di tempo non indifferente. La Commissione reputa comunque che il lancio di diversi controprogetti e la possibilità di prolungare per due volte il termine di trattazione possa dare l’impressione che la votazione popolare sia respinta per motivi tattici; l’iniziativa popolare «contro le retribuzioni abusive» ne è un esempio.
La CIP sta attualmente discutendo una modifica della LParl già decisa dal Consiglio degli Stati (10.440 Iv. pa. Miglioramento dell'organizzazione e delle procedure del Parlamento). Con 24 voti contro 0, la Commissione ha deciso di integrare in questo progetto le richieste dell’iniziativa parlamentare Graf-Litscher, segnatamente la soppressione del secondo prolungamento del termine. Le modalità
11.464 n Iv. pa. Borer. Votazione popolare. Semplificazione e trasparenza nelle procedure di voto riguardanti iniziative con controprogetto
Con 15 voti contro 8 e un’astensione, la Commissione propone di respingere un’iniziativa del consigliere nazionale Roland Borer (V, SO), che si prefigge di sopprimere la domanda sussidiaria risolutiva nelle votazioni su un’iniziativa e sul suo controprogetto diretto; nel caso di un duplice sì, dovrebbe piuttosto prevalere il progetto che ha ottenuto più voti. La Commissione ritiene che il sistema attuale, munito di domanda sussidiaria risolutiva, che permette ai cittadini di esprimere la loro opinione in maniera differenziata, non abbia mai suscitato problemi. Reputa inoltre che se l’iniziativa fosse attuata, i due progetti avrebbero meno possibilità di essere accettati in quanto si troverebbero in concorrenza diretta. Infine, i cittadini non sarebbero in grado di indicare chiaramente il loro ordine di preferenza: una persona favorevole sia all’iniziativa sia al controprogetto, ma con una preferenza per l’iniziativa, dovrebbe chiedersi fino a che punto deve dire no al controprogetto per non rischiare che quest’ultimo prevalga sull’iniziativa.
10.090 n Per il rafforzamento dei diritti popolari in politica estera (accordi internazionali: decida il popolo!). Iniziativa popolare.
Il 20 settembre 2011, il Consiglio degli Stati si è nettamente opposto, con 32 voti contro 2, a opporre un controprogetto diretto all’iniziativa popolare « Accordi internazionali: decida il popolo! »; con 21 voti contro 4, la CIP-N propone al Consiglio nazionale di allinearsi a questa decisione. Il 13 aprile 2011, il Consiglio nazionale si era pronunciato a favore del controprogetto con 115 voti contro 52. Dopo aver riconsiderato le argomentazioni del Consiglio degli Stati, secondo le quali sarebbe difficile evidenziare le differenze fra i testi del controprogetto e dell’iniziativa durante la campagna di voto, la Commissione è convinta che sia meglio sottoporre a votazione soltanto l’iniziativa popolare.
10.512 n Iv. pa. Glanzmann. È lecito esporre negli spazi pubblici simboli della cultura occidentale cristiana
Dopo il rifiuto della sua omologa del Consiglio degli Stati di approvare la decisione positiva che essa aveva preso nella fase dell’esame preliminare, la Commissione propone alla Camera, con 13 voti contro 9, di non dare seguito all’iniziativa parlamentare che intende iscrivere nella Costituzione una disposizione che autorizza l’esposizione negli spazi pubblici di simboli della cultura occidentale cristiana. Le argomentazioni addotte da favorevoli e avversari dell’iniziativa nel quadro dell’esame preliminare sono espressi nei comunicati stampa della CIP-N del 20 maggio e in quello della CIP-S del 14 ottobre 2011.
10.537 n Iv. pa. Zisyadis. Stop alla burocrazia!
Dopo il rifiuto della sua omologa del Consiglio degli Stati di approvare la decisione positiva che essa aveva preso nella fase dell’esame preliminare, la Commissione propone alla Camera, con 15 voti contro 4 e 2 astensioni, di dare seguito all’iniziativa parlamentare « Stop alla burocrazia ». L’iniziativa chiede, come l’iniziativa popolare dello stesso nome depositata dal PLR, che venga iscritto nella Costituzione il principio secondo il quale ogni cittadino ha diritto a leggi comprensibili e a un’esecuzione non burocratica della legislazione. Gli argomenti a favore e contro l’iniziativa possono essere consultati nei comunicati stampa della CIP-N del 20 maggio e della CIP-S del 14 ottobre 2011.
Berna, 18 novembre 2011 Servizi del Parlamento