La Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio nazionale (CSEC-N) ha proseguito la deliberazione di dettaglio del messaggio concernente la promozione della cultura negli anni 2012-2015 (11.020 s ; cfr. comunicato stampa del 19 agosto 2011). Questo messaggio definisce il finanziamento della promozione della cultura da parte della Confederazione per i prossimi quattro anni. I limiti di spesa stanziati per la Fonoteca nazionale svizzera e per il Museo nazionale svizzero non hanno sollevato alcuna opposizione: la Commissione si è attenuta alle decisioni del Consiglio degli Stati e dunque al progetto del Consiglio federale. Gli aiuti finanziari destinati all’Ufficio federale della cultura, invece, hanno suscitato un dibattito molto animato al termine del quale la Commissione ha seguito le decisioni del Consiglio degli Stati. Diverse minoranze auspicano che lo Stato versi sussidi per sostenere il Museo svizzero dello sport (sito a Basilea), i nomadi, il progetto «Succès Livre», il Museo alpino svizzero, le assicurazioni sociali degli operatori culturali nonché la formazione musicale dei bambini e dei giovani. Anche per quanto concerne il limite di spesa per la Fondazione Pro Helvetia, la maggioranza della Commissione ha approvato il progetto del Consiglio federale. Insieme al Consiglio degli Stati, una minoranza è favorevole a un aumento di 8, 6 milioni di franchi, proposta respinta nel quadro del voto sul freno alle spese. Un’altra minoranza propone che il 4 per cento di questo importo venga destinato alla cultura popolare. Nella votazione sul complesso, la Commissione ha approvato tutti i decreti federali con una maggioranza di almeno due terzi.
La CSEC-N ha anche depositato una mozione di commissione che incarica il Consiglio federale di adeguare la legge sul cinema in maniera tale che gli esperti che esaminano le domande di promozione non possano chiedere aiuti finanziari per i loro progetti fino alla scadenza del loro mandato. Il Consiglio nazionale esaminerà il messaggio sulla cultura negli anni 2012-2015 nel corso della prossima sessione autunnale.
Il 28 settembre 2010, il Consiglio nazionale aveva deciso, contro il parere del Consiglio federale, di raccomandare al popolo e ai Cantoni di accettare l’iniziativa popolare «gioventù + musica» (09.095). La CSEC del Consiglio degli Stati (cfr. comunicato stampa del 22 febbraio 2011) e il Consiglio degli Stati avevano approvato in seguito un controprogetto diretto raccomandando di respingere l’iniziativa. Nella sua seduta odierna, la CSEC-N ha respinto il testo del Consiglio degli Stati e ha presentato la propria versione in base alla quale «la Confederazione fissa, con la partecipazione dei Cantoni, i principi applicabili all’insegnamento delle musica nelle scuole, l’accesso dei giovani alla pratica musicale e alla promozione dei talenti musicali». Dato che questa versione era destinata a sostituire il testo dell’iniziativa, la maggioranza della Commissione raccomanda di accettare soltanto il controprogetto e di respingere l’iniziativa. Una minoranza intende tuttavia raccomandare i due testi fino a quando il Consiglio degli Stati non avrà approvato il controprogetto diretto del Consiglio nazionale. Infine, due altre minoranze propongono una formulazione leggermente modificata; la prima che esclude dal testo la menzione della scuola, la seconda che esclude la promozione dei talenti musicali. Il progetto sarà riesaminato nel corso della sessione invernale dal nuovo Parlamento.
Nel giugno del 2009, la Commissione aveva deciso di sospendere l’esame dell’Iv.Pa. Amherd. Base costituzionale per una legge federale sul promovimento dell'infanzia e dei giovani nonché sulla loro protezione (07.402 n) per attendere il progetto relativo alla legge sulla promozione delle attività giovanili extrascolastiche (10.087). Poiché i dibattiti concernenti quest’ultima erano quasi terminati, la CSEC-N si è occupata nuovamente dell’obiettivo cui mirava l’autore dell’iniziativa alla luce della nuova legge e del parere delle organizzazioni interessate. Essa ha concluso che la base costituzionale lacunosa impediva da sempre alla Confederazione e ai Cantoni di proteggere i giovani in maniera più efficace. Con 18 voti contro 0 e 5 astensioni, la Commissione ha pertanto deciso di istituire una sottocommissione incaricata di raccogliere le informazioni necessarie alfine di sottoporle, prima della sessione invernale, una proposta concreta circa il seguito della procedura.
L’Iv. Pa. «Ridurre le tasse dell'esame federale di medicina» (10.488), depositata dal consigliere nazionale Jacques Neirynck, intende sopprimere le tasse d’esame e di rilascio del diploma previste dalla legge sulle professioni mediche (art. 13 cpv. 1 lett. c). La CSEC-N ritiene che, trattandosi di tasse prelevate dallo Stato, gli studenti delle professioni mediche universitarie subiscano un trattamento discriminatorio e pertanto ha dato seguito all’iniziativa con 12 voti contro 6 e 2 astensioni.
Inoltre, la Commissione propone alla Camera, con 13 voti contro 5 e 2 astensioni di non dare seguito all’Iv. Pa. Zisyadis «Gioventù + gusto» (10.539). Questa iniziativa chiede alla Confederazione e ai Cantoni di promuovere la formazione al gusto e la formazione alle competenze della quotidianità, in particolare nella scuola dell’obbligo. Pur sostenendo l’obiettivo del progetto, la maggioranza della Commissione ritiene tuttavia che spetti ai Cantoni fissare gli obiettivi di formazione e di apprendimento. Essa sottolinea inoltre che nei programmi d’insegnamento della maggior parte dei Cantoni non si constata una svalutazione dell’importanza accordata all’economia domestica. Per parte sua, la minoranza propone alla Camera di dare seguito all’iniziativa.
Per quanto concerne l’Iv. Pa. Kaufmann «Gli operatori privati della formazione non devono subire distorsioni della concorrenza» (10.532), la Commissione propone alla Camera, con 15 voti contro 8 e un’astensione, di non darvi seguito. Secondo l’autore dell’iniziativa, la legge sulla formazione professionale (LFPr art. 11 cpv. 1) deve essere modificata affinché impedisca le distorsioni della concorrenza tra gli operatori della formazione professionale. L’articolo 11 in vigore, che favorisce la concorrenza, mira a evitare ogni distorsione «ingiustificata». La Commissione riconosce l’esistenza del problema, in particolare nel campo della formazione continua superiore, dove operatori sovvenzionati e operatori privati si affrontano. Essa è tuttavia del parere che il vigente articolo 11 autorizzi i Cantoni a elargire aiuti finanziari più mirati e adeguati ai bisogni.
La CSEC-N ha inoltre esaminato l’iniziativa del Cantone di Berna «Violenza nei media. Protezione completa di bambini e adolescenti» (10.313). Pur condividendo i timori per quanto concerne i media ai quali i giovani hanno accesso, essa è tuttavia conscia delle difficoltà nel realizzare il progetto. Ritenendo inoltre che l’elaborazione di una legge federale o l’istituzione di un organo di certificazione che disciplini i contenuti di Internet avrebbero poco effetto, la Commissione propone alla Camera, con 12 voti contro 4 e 3 astensioni, di non dare seguito all’iniziativa.
La CSEC-N si è anche occupata delle divergenze relative alla legge concernente la ricerca sull'essere umano (09.079). Con 11 voti contro 10, essa propone alla Camera di abrogare le disposizioni introdotte dal Consiglio degli Stati per l’istituzione di un organo di mediazione (art. 54a e 54b), che una minoranza vorrebbe invece mantenere in vigore. Per quanto concerne la responsabilità, e più precisamente il diritto all’indennizzo dei danni (art. 19 cpv. 2), la Commissione si attiene, con 13 voti contro 9, alla versione del Consiglio federale: contro il parere della sua minoranza, essa auspica che sia concessa al Consiglio federale la possibilità di prevedere, per quanto concerne i termini di prescrizione per le azioni di risarcimento nel caso di un danno, per alcuni settori della ricerca, un termine di prescrizione superiore a tre anni. Con 13 voti contro 7, essa intende inoltre mantenere la disposizione aggiunta dal Consiglio nazionale concernente il coinvolgimento, nella procedura di consenso, delle persone incapaci di discernimento (art. 20a). Infine, con 16 voti contro 7, la CSEC persiste anche nel prevedere, contro il parere del Consiglio degli Stati, un termine di due mesi dall’inoltro della domanda per il rilascio dell’autorizzazione da parte della commissione d'etica, termine che il Consiglio federale può ridurre in funzione dei rischi (art. 44 cpv. 2).
Inoltre, la CSEC-N ha accolto la direttrice della Biblioteca nazionale svizzera e il direttore dell’Ufficio federale dello sport, che le hanno presentato i mandati di prestazioni per gli anni 2012-2015. La Commissione sostiene i mandati di questi due uffici GEMAP.
Presieduta dal consigliere nazionale Lieni Füglistaller (UDC/AG), la Commissione si è riunita a Berna l’8 e il 9 settembre 2011. A parte della seduta era presente il consigliere federale Didier Burkhalter.
Berna, 9 settembre 2011 Servizi del Parlamento