Con 16 voti contro 7, la CIP-N propone al Consiglio nazionale di raccomandare al Popolo e ai Cantoni di respingere l’iniziativa popolare «Elezione del Consiglio federale da parte del popolo» (12.056), depositata il 7 luglio 2011. Alla stregua del Consiglio degli Stati, la Commissione teme in effetti che introducendo l’elezione del Consiglio federale da parte del Popolo si abbiano conseguenze negative sul funzionamento del collegio governativo: i consiglieri federali sarebbero coinvolti in una campagna elettorale permanente con il rischio di pregiudicare il sistema collegiale. A livello dei Cantoni, dove le circoscrizioni elettorali sono relativamente omogenee, l’elezione da parte del popolo funziona. Per contro, a livello della Confederazione, gli elettori avrebbero probabilmente un quadro d’insieme più confuso. Occorrerebbe organizzare una campagna di ampiezza nazionale nelle diverse regioni linguistiche che richiederebbe un investimento maggiore in termini di tempo e denaro.
La minoranza della Commissione rileva che, anche nei Cantoni la cui composizione elettorale non è omogenea, l’elezione del Governo da parte del popolo funziona bene. Fare eleggere il Consiglio federale dal popolo permetterebbe, secondo la minoranza, di rafforzare la democrazia diretta a livello nazionale.
Con 14 voti contro 5 e 4 astensioni, la CIP-N respinge l’idea di opporre un controprogetto diretto all’iniziativa. Erano state avanzate due proposte in tal senso: una minoranza chiedeva di portare a nove il numero dei consiglieri federali e di inscrivere nella Costituzione l’obbligo di garantire una rappresentanza equa delle diverse regioni linguistiche in seno al Consiglio federale; l’altra minoranza, favorevole a un’elezione da parte del Popolo, chiedeva di portare il numero dei consiglieri federali a nove e di inscrivere nella Costituzione l’obbligo di pubblicare in maniera trasparente i dettagli del finanziamento della campagna elettorale.
Abrogazione della competenza del Consiglio federale in materia di applicazione provvisoria dei trattati internazionali
Nel 2010, il Consiglio federale aveva applicato a titolo provvisorio, contro la volontà delle Commissioni dei due Consigli, l’accordo di assistenza amministrativa con gli Stati Uniti nel quadro dell’affare UBS, accordo la cui approvazione spettava al Parlamento. Questa decisione aveva fatto rimettere in questione la competenza dell’Esecutivo in materia. Incaricato di attuare due mozioni che gli erano state trasmesse, il Consiglio federale ha proposto di introdurre una nuova procedura: il Governo conserverebbe la sua competenza, ma dovrebbe rinunciare all’applicazione provvisoria di un trattato internazionale se due terzi dei membri di ciascuna delle due commissioni parlamentari competenti vi si opponessero (12.069 Competenza di concludere trattati internazionali. Applicazione provvisoria e trattati di portata limitata).
Nessun membro della Commissione ha sostenuto la proposta del Consiglio federale, che avrebbe come corollario una ripartizione poco chiara delle competenze. Inoltre, la necessità di una maggioranza dei due terzi è problematica, sia dal punto di vista politico che giuridico. La maggioranza della Commissione auspica che la competenza in materia di applicazione provvisoria dei trattati internazionali venga delegata alle commissioni competenti. Una minoranza, la cui proposta è stata respinta con 14 voti contro 10, puntava all’abolizione dell’applicazione provvisoria; essa era pertanto favorevole all’attuazione di un’iniziativa parlamentare che andava in tal senso (10.457 Iv. Pa. Joder. Ridisciplinamento della conclusione e dell'approvazione dei trattati internazionali).
I crediti accordati al FMI non devono sottostare a referendum
Con 15 voti contro 7, la CIP N si è pronunciata contro l’introduzione di un referendum finanziario selettivo. La maggioranza della Commissione ritiene in effetti che i crediti accordati al FMI non devono sottostare a referendum, contrariamente a ciò che chiede un’iniziativa parlamentare depositata da Alfred Heer (V, ZH) [11.493 Iv. Pa. Referendum obbligatorio per i crediti del FMI ]. Qualora venisse introdotto un referendum per questo tipo di crediti specifici, bisognerebbe chiedersi perché crediti concernenti altri settori, ad esempio l’armamento o l’aiuto allo sviluppo, non sottostanno a referendum.
Nessuna modifica dei testi normativi concernenti le indennità dei deputati
Due iniziative parlamentari (11.497 Iv. Pa. Heer Alfred. Gli aumenti delle indennità parlamentari vanno sottoposti a referendum facoltativo; 12.410 Iv. Pa. Gruppo UDC. Indennità. Legge sulle indennità parlamentari) chiedono che tutti gli importi degli elementi che costituiscono i redditi e le indennità versati ai membri dell’Assemblea federale vengano iscritti in una legge, affinché sia possibile ricorrere al referendum quando questi importi vengono aumentati. La Commissione ha respinto quest’idea con 11 voti contro 10. Essa non vede alcuna necessità di legiferare su questo punto, in quanto la legge fissa già attualmente l’importo delle principali indennità interessate (reddito annuo, contributo annuo alle spese del personale e del materiale, indennità giornaliere).
La Commissione ha ugualmente respinto, con 12 voti contro 8 e 2 astensioni, un’iniziativa parlamentare (12.418 Iv. Pa. Aeschi Thomas. Legge sulle indennità parlamentari. Compensare il rincaro al termine del periodo di legislatura) secondo la quale l’adeguamento al rincaro delle indennità dei deputati, previsto dalla legge, venga emanato dal Parlamento uscente in modo da evitare che i nuovi eletti debbano, come prima cosa, definire le loro proprie indennità. La Commissione reputa che anche in questo caso non vi sia necessità di legiferare, dato che la procedura scelta dall’autore dell’iniziativa è quella che prevede già la legge in vigore. Essa richiama inoltre l’attenzione della Delegazione amministrativa, che è incaricata della preparazione di questo oggetto periodico, sull’esigenza di modificare la sua prassi attuale non conforme alla legge.
Presieduta dal consigliere nazionale Ueli Leuenberger (G, GE), la Commissione si è riunita il 15 e 16 novembre 2012 a Berna.
Berna, 16 novembre 2012 Servizi del Parlamento