Contributo di coesione della Svizzera alla Croazia

















La Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati (CPE-S) appoggia il Consiglio federale che intende attribuire un contributo autonomo di circa 45 milioni di franchi per ridurre le disparità economiche e sociali del nuovo Stato membro dell’Unione europea.

Il Consiglio federale ha chiesto il parere della CPE-S in merito all’estensione alla Croazia, futuro Paese membro dell’Unione europea, del contributo svizzero all'allargamento. La Commissione ritiene che la Svizzera abbia tutto l’interesse a che l’integrazione della Croazia nell’UE avvenga nel migliore dei modi ed è quindi favorevole, con 9 voti contro 1 e un’astensione, ad accordare un corrispondente contributo all’allargamento.

Lo scorso autunno, in occasione di un soggiorno a Zagabria, una delegazione della CPE-S aveva potuto farsi un’idea degli sforzi intrapresi dalla Croazia in vista dell’adesione all’UE e informarsi sulle conseguenze che questo cambiamento avrebbe comportato per le relazioni bilaterali con la Svizzera. La Commissione è convinta che il contributo all’allargamento sia uno strumento adeguato per sostenere lo sviluppo economico e istituzionale croato. In questo modo, il Paese beneficerebbe anche dello stesso aiuto di cui godono gli altri Paesi dell’Europa orientale che hanno aderito all’UE dal 2004. La richiesta di un credito di finanziamento corrispondente sarà quindi sottoposta al Parlamento contemporaneamente al progetto relativo all’estensione della libera circolazione alla Croazia.  

Convenzione tra la Svizzera e la Francia intesa a evitare i casi di doppia imposizione in materia d’imposte sulle successioni

La CPE-S si è di nuovo occupata delle negoziazioni tra la Svizzera e la Francia concernenti una convenzione volta a evitare i casi di doppia imposizione in materia di imposte sulle successioni. A questo proposito, durante la sua seduta odierna, ha sentito una delegazione della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle finanze (CDF) guidata dal consigliere di Stato Christian Wanner. Viste le questioni rimaste in sospeso, la CPE-S ha deciso di riesaminare e approfondire questo dossier in occasione di una sua prossima seduta. In quell’occasione è sua intenzione procedere a un raffronto tra la convenzione siglata dalla Svizzera con la Germania e quella in negoziazione con la Francia, prestando particolare attenzione, tra l’altro, ai campi di applicazione, ai termini e ai diritti e ai doveri connessi al domicilio. Per poter avere un quadro completo della problematica ha deciso di invitare rappresentanti romandi della CDF, dato che saranno proprio i Cantoni francofoni ad essere maggiormente toccati dalla convenzione in questione.

 

Berna, 11 aprile 2012 Servizi del Parlamento