La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale non intende modificare il ritmo delle sessioni delle Camere federali, che continueranno pertanto a riunirsi quattro volte all'anno in sessioni della durata di tre settimane. Ha infatti respinto la proposta di passare a un sistema che prevede sessioni più frequenti ma di durata inferiore.

Con 13 voti contro 11 e 1 astensione, la Commissione ha respinto l'iniziativa parlamentare con cui la consigliera nazionale Yvonne Feri (S, AG) chiedeva di modificare il ritmo delle sessioni così da migliorare la conciliabilità tra professione, famiglia e attività politica (13.410 n Iv. Pa. Valutare la conciliabilità del ritmo delle sessioni parlamentari con gli impegni legati alla professione, alla famiglia e all'attività politica). Pur comprendendo le difficoltà che incontrano i deputati, costretti ad assentarsi dal lavoro e dalla famiglia per tre settimane, la Commissione ritiene che gli impegni dei parlamentari siano talmente eterogenei da non permettere una soluzione soddisfacente per tutti. Alcuni deputati preferiscono ad esempio assentarsi per lunghi periodi ma con intervalli più lunghi tra una sessione e l'altra, anziché doversi riunire più spesso in sessioni di durata inferiore. Modificare il ritmo delle sessioni non avrebbe inoltre ripercussioni positive sula qualità dei lavori parlamentari.

La minoranza della Commissione ritiene invece che l'intensificazione del ritmo delle sessioni permetterebbe ai deputati di coordinare meglio i loro impegni. Un sistema che preveda sessioni più frequenti e più brevi potrebbe inoltre spingere fasce più ampie della popolazione - ad esempio giovani madri e padri o lavoratori dipendenti - a candidarsi per un seggio in Parlamento.

Promozione di interventi interpartitici

La Commissione ritiene insoddisfacente il fatto che un intervento parlamentare possa essere presentato unicamente da un deputato o da un gruppo. Con 13 voti contro 10 e 1 astensione, ha pertanto approvato l'iniziativa parlamentare della consigliera nazionale Jacqueline Fehr (S, ZH), che chiede di modificare le disposizioni pertinenti (12.460 n Iv. Pa. Rafforzamento del lavoro interpartitico). Quando un'istanza è condivisa da più schieramenti politici, è opportuno che ciò risulti anche dall'intervento parlamentare in questione, così da evitare che lo stesso intervento sia presentato da più parti, il che complica inutilmente i lavori parlamentari. È giusto che il sistema di concordanza svizzero trovi espressione anche negli interventi parlamentari: l'intervento presentato da deputati di partiti diversi avrà un peso maggiore nel processo parlamentare.
La minoranza della Commissione è invece dell'avviso che i necessari adeguamenti del sistema informatico comporterebbero spese ritenute eccessive, considerati i modesti benefici concreti che produrrebbe tale innovazione.

Presieduta dal consigliere nazionale Ueli Leuenberger (G, GE), la Commissione si è riunita a Berna il 27 giugno 2013.

Berna, 27 giugno 2013  Servizi del Parlamento