Biodiversità
La Commissione dell’ambiente, della
pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio degli Stati propone,
con 7 voti contro 4, di entrare in materia sul progetto di ratifica del
Protocollo di Nagoya. In tal modo sostiene l'obiettivo di una condivisione
giusta ed equa dei benefici derivanti dall'utilizzazione delle risorse
genetiche.

La Commissione è entrata in materia sul progetto del Consiglio federale inteso a ratificare il Protocollo di Nagoya ( 13.034 ), il quale si prefigge di agevolare e garantire a lungo termine l'accesso alle risorse genetiche.

La Commissione è intervenuta sul progetto effettuando alcune modifiche. Al fine di garantire un accesso rapido alle risorse genetiche in caso di minaccia per l'essere umano e la biodiversità intende escludere dal campo d'applicazione gli agenti patogeni o i parassiti. Inoltre, la maggioranza della Commissione vuole limitare l'onere amministrativo legato ai controlli imposti a coloro che utilizzano le risorse genetiche (obbligo di diligenza). Pertanto, propone di limitarsi a un controllo formale delle disposizioni che devono essere negoziate per garantire una condivisione giusta ed equa dei benefici. Delle minoranze si oppongono a queste due modifiche poiché vi ravvisano una considerevole limitazione del principio della condivisione giusta ed equa propugnato dal Protocollo. La Commissione concluderà l'esame del progetto nel corso del prossimo trimestre.
 

Condizioni di pagamento più flessibili per il Fondo di disattivazione e il Fondo di smaltimento

Con 6 voti contro 3 e 3 astensioni, la Commissione ha approvato una mozione della Commissione omologa (13.3285 «Agevolare la disattivazione volontaria delle vecchie centrali nucleari») che vuole consentire agli esercenti di impianti nucleari di versare i contributi rimanenti al Fondo di disattivazione e al Fondo di smaltimento in modo scaglionato. Le società madri degli esercenti degli impianti nucleari sono chiamate a fornire le necessarie garanzie.

La Commissione ha invece respinto la mozione 11.3479 «Per una più rapida alimentazione del fondo di disattivazione e del fondo di smaltimento per gli impianti nucleari» con 7 voti contro 4 e un'astensione. Questa mozione vuole obbligare gli esercenti di impianti nucleari a versare tutti i contributi ai fondi già dopo 40 anni di esercizio. La maggioranza della Commissione è convinta che gli elevati oneri finanziari che dovrebbero sopportare gli esercenti qualora la mozione fosse attuata ostacolerebbero gli investimenti nelle energie rinnovabili rallentando così l'attuazione della strategia energetica 2050. La maggioranza della Commissione ritiene inoltre che gli esercenti sarebbero già confrontati con contributi più elevati ai fondi se la prevista revisione dell'ordinanza sul Fondo di disattivazione e sul Fondo di smaltimento dovesse entrare in vigore. La minoranza chiede di accogliere la mozione sostenendo che quanto prima si alimenta interamente il Fondo di disattivazione e il Fondo di smaltimento e tanto prima si completerà la svolta energetica.
 

Promuovere lo sfruttamento del legname svizzero

Con 10 voti contro 2, la Commissione ha anche approvato l'elaborazione di un progetto di legge concernente l'utilizzazione del legname svizzero negli edifici pubblici da parte della Commissione omologa del Consiglio nazionale.

Con 6 voti favorevoli, 6 voti contrari e il voto determinante del presidente, la Commissione ha approvato il progetto 12.044 «Convenzione di Aarhus. Approvazione» conformemente alla decisione del Consiglio nazionale. Dopo che il Consiglio degli Stati era entrato in materia sul progetto nonostante il parere contrario della Commissione, quest'ultima ha proceduto alla deliberazione di dettaglio. Una minoranza propone di respingere il progetto in occasione della votazione sul complesso.

Presieduta dal consigliere agli Stati Didier Berberat (PS/NE), la Commissione si è riunita a Berna il 22 agosto 2013.


Berna 23 agosto 2013  Servizi del Parlamento