Iniziativa sui salari minimi
Con 8 voti contro 4 la Commissione ha deciso di aderire alla proposta del Consiglio federale di raccomandare di respingere l'iniziativa sui salari minimi senza presentare un controprogetto. Opta così per il mantenimento dell'attuale sistema fondato sul partenariato sociale e su una politica liberale del mercato del lavoro che hanno sinora dato buoni frutti.

13.014 s Per la protezione di salari equi (Iniziativa sui salari minimi)

La Commissione ha proseguito l'esame dell'iniziativa sui salari minimi avviato nel mese di aprile. In particolare ha preso atto e discusso del rapporto sulla problematica dei salari bassi e sulle alternative alla determinazione di un salario minimo redatto dall'Amministrazione su suo incarico e successivamente pubblicato.
 
Secondo la maggioranza della Commissione, il rapporto illustra chiaramente che soltanto una piccola percentuale di lavoratori è interessata dal problema dei salari bassi e che spesso si tratta di un fenomeno passeggero legato all'avvio dell'attività lavorativa. Ritiene pertanto che non vi sia motivo di scostarsi dalla politica sinora adottata con successo, fondata su un forte partenariato sociale e su uno Stato che è assai cauto nel regolamentare il mercato del lavoro. Infatti è proprio grazie a questo modello che in Svizzera il tasso di disoccupazione è basso e il livello dei salari relativamente elevato. Inoltre il salario minimo richiesto dall'iniziativa ostacolerebbe soprattutto l'inserimento dei giovani e dei lavoratori poco qualificati nel mondo del lavoro e sarebbe estremamente elevato nel confronto internazionale. L'attuazione dell'iniziativa danneggerebbe di conseguenza anche la competitività della piazza finanziaria svizzera.
Sulla base di queste considerazioni, la Commissione ha deciso con 8 voti contro 4 di aderire alla proposta del Consiglio federale di raccomandare di respingere l'iniziativa sui salari minimi senza presentare un controprogetto.
 
Una minoranza della Commissione propone di raccomandare l'accettazione dell'iniziativa. Essa ritiene che i vantaggi procurati dall'iniziativa ai lavoratori saranno superiori alle eventuali ripercussioni negative. A suo avviso, la determinazione di un salario minimo non significa un allontanamento dalla politica seguita finora, ma costituisce un correttivo in un particolare settore, senza che i partner sociali ne risultino indeboliti. La minoranza teme inoltre che una rinuncia all'estensione della protezione dei lavoratori possa dare ulteriore slancio a future votazioni nel settore della politica migratoria.
 
Con la sua decisione di respingere l'iniziativa sui salari minimi, la Commissione si dice favorevole al mantenimento degli strumenti in vigore: tuttavia, essa ritiene che sia comunque necessario intervenire per rafforzarli e migliorarne l'applicazione. Ha deciso pertanto di depositare una mozione di commissione che incarica il Consiglio federale di esporre in modo dettagliato quali sono le lacune a livello di attuazione delle misure accompagnatorie nel settore del mercato del lavoro, di presentare un piano di misure per una rapida eliminazione di queste lacune a livello di Confederazione e di Cantoni e, infine, di presentare provvedimenti per accelerare le procedure in materia di contratti collettivi di lavoro e di contratti normali di lavoro.
 
 
11.3908 n Mo. Barthassat. Piano coordinato di protezione dei lavoratori dal dumping salariale
12.408 s Iv.pa. Jenny. Conferimento del carattere obbligatorio generale ai contratti collettivi di lavoro. Maggior peso ai lavoratori non affiliati ad organizzazioni di categoria
12.451 s Iv.pa. Fournier. Accelerare la procedura di conferimento del carattere obbligatorio generale ai contratti collettivi di lavoro
 
Al termine della discussione riguardante l'iniziativa sui salari minimi e la mozione di commissione, e anche in considerazione del fatto che, verosimilmente entro la fine dell'anno, il gruppo di lavoro per le misure accompagnatorie presenterà il suo rapporto, la Commissione ha deciso con 8 voti contro 2 e 2 astensioni di sospendere l'esame della mozione Barthassat (11.3908) e delle iniziative parlamentari Jenny (12.408) e Fournier (12.451).
 
 
13.3449 Mo. CET-CN (13.046). Risoluzione della controversia fiscale tra le banche svizzere e gli Stati Uniti d’America. Protezione dei collaboratori e dei terzi
 
La Commissione propone, senza voti contrari, di respingere la mozione accolta dal Consiglio nazionale nel quadro dell'esame del disegno di legge volto a risolvere la controversia fiscale con gli Stati Uniti (13.046). Nell'ambito delle decisioni che autorizzano le banche a cooperare con le autorità americane, il Consiglio federale ha infatti preteso che le banche garantiscano i diritti dei collaboratori e dei terzi nella stessa misura prevista dal disegno 13.046. La mozione può pertanto essere considerata adempiuta.
  
12.447 Iv.Pa. Maier Thomas / 12.454 Iv.Pa. Schmid Martin.
Ristrutturare il sistema fiscale. Promuovere l'innovazione. Rafforzare la piazza economica Svizzera
La Commissione sostiene in linea di principio la richiesta delle iniziative parlamentari del consigliere agli Stati Martin Schmid (12.454) e del consigliere nazionale Thomas Maier (12.447), dal tenore identico. Esse chiedono l'adozione di misure fiscali per rafforzare la piazza produttiva e la forza innovativa delle imprese affinché la Svizzera possa reggere la concorrenza internazionale. Questi interventi dovrebbero anche consentire di rispondere efficacemente all'UE nella controversia fiscale che oppone Berna a Bruxelles. La Commissione (con 8 voti contro 3 e un'astensione) intende sottoporre alla propria Camera una mozione che incarica il Consiglio federale di attuare le misure menzionate nelle iniziative nell'ambito della riforma III dell’imposizione delle imprese. Essa ritiene infatti che lo strumento della mozione faccia meglio al caso, dal momento che per una commissione parlamentare sarebbe assai difficile portare a termine il lavoro. Per questo motivo ha sospeso la trattazione delle due iniziative.
 
10.426 n Iv.pa. Gruppo V. Abolizione della tariffa doganale preferenziale per l'importazione di carne aromatizzata
Con 6 voti contro 0 e 7 astensioni la CET-S ha approvato la decisione del Consiglio nazionale di dar seguito all'iniziativa parlamentare. La maggioranza della Commissione considera che le crescenti importazioni di carne aromatizzata aumentano la pressione sui prezzi per i produttori svizzeri e scardinano sempre più il mercato della carne. Rileva inoltre che le possibilità d'importazione di carne aromatizzata a un tasso preferenziale vanifica gli sforzi del settore intesi a rifornire il mercato svizzero della carne in base ai bisogni effettivi e nel rispetto dei contingenti tariffari. Con la decisione della CET-S, la CET-N è ora incaricata di elaborare il relativo progetto.

 

Presieduta dal consigliere agli Stati Konrad Graber (PPD, LU) e alla presenza della consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf e del consigliere federale Johann Schneider-Ammann, la Commissione si è riunita a Berna il 27 agosto 2013.

 

Berna, 27 agosto 2013
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