Dal 28 giugno al 2 luglio 2014 si è tenuta nella capitale dell’Azerbaigian, Baku, la sessione annuale dell’Assemblea parlamentare dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (AP-OSCE). Circa 300 parlamentari dei 57 Stati membri si sono dati convegno nella cittadina sul Mar Caspio per la 23esima sessione annuale.
Presidente dell’OSCE in carica, al presidente della Confederazione Didier Burkhalter è spettato l’onore di aprire con un suo discorso la sessione. Davanti all’Assemblea plenaria, egli ha parlato della situazione attuale nello spazio OSCE, concentrandosi in modo particolare sulla crisi in Ucraina. Burkhalter si è mostrato chiaramente sollevato per il rilascio di uno dei due gruppi di osservatori dell’OSCE rapito nell’Ucraina orientale (a quel momento, il secondo gruppo era ancora trattenuto). Per Burkhalter, i quattro osservatori rilasciati sono un simbolo dell’adoperarsi instancabile dell’Organizzazione al fine di contribuire a un ridimensionamento della crisi in Ucraina. Anche Ilham Aliyev, presidente della Repubblica dell’Azerbaigian, ha tenuto un discorso.
Il tema prioritario della sessione è stato il processo «Helsinki +40», che verte sul rinnovo dell’Atto finale di Helsinki (1975) e su riforme della cornice istituzionale dell’OSCE. Ognuna delle tre Commissioni permanenti ha elaborato in merito una risoluzione che dovrà contribuire ai processi di riforma. Gli sforzi in tal senso vanno visti nel segno dell’imminente 40esimo anniversario della firma dell’Atto finale di Helsinki, nel 2015.
La delegazione dell’Assemblea federale era costituita dal consigliere nazionale Andreas Aebi (presidente della delegazione, UDC/BE), dalla consigliera agli Stati Christine Egerszegi-Obrist (PLR/AG), dalla consigliera nazionale Ida Glanzmann (PPD/LU) e dalla consigliera nazionale Margret Kiener Nellen (PS/BE). Nell’anno della presidenza svizzera dell’OSCE, la delegazione si è impegnata con due proprie risoluzioni supplementari. Complessivamente, oltre alle tre risoluzioni principali, sono state trattate 14 risoluzioni supplementari, elaborate e presentate da singoli parlamentari prima della Conferenza. L’impegno della delegazione svizzera può essere giudicato un successo: non è ovvio che una delegazione relativamente esigua possa presentare due proprie risoluzioni alla sessione.
Il deputato Andreas Aebi ha presentato una delle due risoluzioni svizzere. Intitolata «Ernährungssicherheit, knappe Wasserressourcen und Stabilität im OSZE-Raum» (Sicurezza alimentare, scarse risorse idriche e stabilità nello spazio OSCE), sottolinea il fatto che la sicurezza alimentare rappresenta un perno della stabilità politica nello spazio OSCE. Nella risoluzione vengono sollevati anche temi quali il diritto all’alimentazione, il problema dell’aumento dei prezzi delle derrate alimentari di base o la penuria di acqua. Si fa appello ai Paesi membri affinché promuovano l’agricoltura, la formazione dei contadini e le buone tecnologie agricole e adottino provvedimenti atti a conservare la fertilità del suolo nei propri Paesi. Vanno incentivate soprattutto le piccole aziende, site in regioni meno sviluppate, delle quali si apprezza il contributo alla sicurezza alimentare. Nella risoluzione si afferma inoltre che le restrizioni all’importazione non sono un mezzo adeguato per migliorare la sovranità alimentare, poiché potrebbero causare carestie nei Paesi che dipendono dalle importazioni. Dopo un dibattito interessante, l’Assemblea parlamentare ha approvato senza riserve la risoluzione.
La seconda risoluzione svizzera, presentata dalla consigliera agli Stati Egerszegi-Obrist, trattava il tema della tortura, che continua a rappresentare un problema nello spazio OSCE. La risoluzione esorta gli Stati membri dell’OSCE a rispettare gli impegni assunti con la propria adesione invitando, fra l’altro, i Paesi dell’OSCE che non hanno ancora firmato il Protocollo facoltativo alla Convenzione contro la tortura a ratificarlo. Questa risoluzione si inserisce in una serie di sforzi per lottare contro la tortura intrapresi durante la presidenza svizzera dell’OSCE. La risoluzione presentata da Christine Egerszegi-Obrist è stata accolta senza voti contrari.
Durante la giornata finale dell’Assemblea vi è stata l’elezione del presidente dell’AP-OSCE; il presidente in carica, il montenegrino Ranko Krivokapic, si è ricandidato. Contro di lui si è presentato il finlandese Ilkka Kanerva. Con 111 voti contro 96 la scelta è caduta su quest’ultimo, che è stato così eletto nuovo presidente.
Berna, 3 luglio 2014 Servizi del Parlamento