Revisione del diritto sanzionatorio
La Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati ha approvato la revisione del diritto sanzionatorio. Rispetto al Consiglio nazionale ha introdotto numerose divergenze.

Con 11 voti a favore e 2 astensioni la Commissione ha approvato la revisione del diritto sanzionatorio che prevede una serie di modifiche del Codice penale, del Codice penale militare e del diritto penale minorile (12.046). La CAG-S è favorevole alla riduzione della pena pecuniaria a 180 aliquote giornaliere e, con 9 voti contro 4, propone di fissare l’importo minimo dell’aliquota giornaliera a 10 franchi, come nel disegno del Consiglio federale; una minoranza vorrebbe invece allinearsi alla posizione del Consiglio nazionale e fissare tale importo a 30 franchi (art. 34 CP). Per la riscossione della pena pecuniaria (art. 35 CP), la Commissione vorrebbe mantenere la possibilità di concedere la dilazione del pagamento e di procedere a un’eventuale esecuzione per debiti qualora il provvedimento appaia efficace.
La Commissione ha adottato una linea che si discosta dalle decisioni del Consiglio nazionale su tre punti: la pena detentiva di breve durata, la pena con la condizionale nonché la relazione tra  pena pecuniaria e pena detentiva (art. 40-42 D-CP). Secondo questa linea, nel caso di pene fino a sei mesi, la pena pecuniaria prevale di principio sulla pena detentiva. Il giudice può pronunciare una pena detentiva di al massimo 6 mesi, da scontare, se vi è da attendersi che una pena pecuniaria non potrà essere eseguita. Può preferire una pena detentiva quando sembra necessaria per trattenere l’autore dal commettere nuovi crimini o delitti; secondo la Commissione il fatto che sia adeguata per raggiungere questo scopo non basta e ha infatti deciso di respingere, con 6 voti contro 6 e 1 astensione, e con il voto preponderante del presidente, una proposta in tal senso. Con 9 voti contro 4 la CAG-S propone che la metà della pena pecuniaria sia per legge senza condizionale. Una minoranza si allinea invece alla proposta del Consiglio federale che vorrebbe eliminare la condizionale per le pene pecuniarie. I requisiti per poter beneficiare della pena condizionale solo gli stessi sia per la pena pecuniaria sia per la pena detentiva (nessuna prognosi sfavorevole). Le pene detentive con la condizionale possono essere associate a una pena pecuniaria senza condizionale o a una multa.
Per quanto concerne la semiprigionia (art. 77b D-CP), il lavoro di pubblica utilità (art. 79a D-CP) e la sorveglianza elettronica (art. 79b D-CP), la Commissione ha proceduto a una serie di modifiche in modo da garantire che le condizioni essenziali per l’esecuzione delle pene siano il più uniformi possibile. In particolare l’esecuzione della pena secondo queste disposizioni presuppone una richiesta in tal senso da parte del condannato.
Per quanto concerne il decreto d’accusa (art. 352 CPP), la Commissione propone di mantenere il diritto vigente, fatta eccezione per l’abrogazione prevista del capoverso 1er lettera c.

Lex Koller

Le mozioni 13.3975 e 13.3976 mirano a inasprire la legge federale sull’acquisto di fondi da parte di persone all’estero (lex Koller). La mozione 13.3975 chiede che gli immobili destinati all’esercizio di un’attività economica vengano nuovamente assoggettati all’obbligo di autorizzazione previsto dalla lex Koller e di vagliare nel contempo deroghe per l’acquisto di immobili alberghieri. La mozione 13.3976 vorrebbe abrogare i privilegi di cui godono le persone all’estero per l’acquisto di partecipazioni a fondi immobiliari e a società immobiliari quotate in borsa. La CAG-S propone alla propria Camera di respingere entrambe le mozioni: con 7 voti contro 6 la prima, con 7 voti contro 5 e 1 astensione la seconda. In entrambi i casi, una minoranza vorrebbe invece che venissero accolte. La maggioranza della Commissione ritiene che le due mozioni non sarebbero in grado di frenare l’aumento dei prezzi in atto sul mercato immobiliare svizzero e quindi nemmeno di risolvere i problemi che ne derivano. Una minoranza è invece dell’opinione che il mercato immobiliare interno sia fortemente mutato anche a causa di attori esteri e che quindi un intervento in questo campo da parte del Consiglio federale sia opportuno.

Grooming

Con 6 voti contro 5 e 2 astensioni la CAG-S ha deciso di non allinearsi alla decisione della sua omologa della Camera bassa che vorrebbe elaborare una nuova disposizione penale per perseguire il cosiddetto grooming (13.442). Stricto sensu si parla di grooming quando un adulto abborda un minore su un forum di discussione in Internet nell’intento di avviare una relazione sessuale e prende misure concrete in vista di un incontro. Questa forma di grooming è già penalmente perseguibile nel diritto svizzero. La Commissione ritiene che sarebbe eccessivo e impraticabile introdurre un inasprimento in questo ambito, rendendo punibili le (sole) conversazioni a sfondo sessuale in Internet.

Pubblicazione delle liberalità elargite ad attori politici

Con 7 voti contro 5 e 1 astensione, la Commissione non ha approvato la decisione della sua omologa del Consiglio nazionale di elaborare l’iniziativa commissionale 14.400. Con tale iniziativa la CAG-N vuole elaborare le basi legali necessarie affinché le società nelle quali la Confederazione o un altro ente pubblico ha una posizione dominante siano obbligate a dichiarare nei loro conti annuali tutte le liberalità elargite a singoli politici, partiti e organizzazioni. Con 7 voti contro 4 e 2 astensioni la Commissione propone invece alla propria Camera di dare seguito all’iniziativa parlamentare 12.499 che chiede in particolare alle società quotate in borsa o alle imprese sottoposte al controllo statale di dichiarare l’importo totale delle liberalità elargite ad attori politici. Si tratta di regole riguardanti la trasparenza delle imprese nei confronti dei loro azionisti.

Sorveglianza delle imprese di revisione e delle società di audit

La Commissione ha esaminato il progetto 13.066, che ha approvato all’unanimità nel voto sul complesso. Ha modificato leggermente il disegno del Consiglio federale per garantire la protezione del segreto professionale degli avvocati e dei notai. Attualmente le imprese di revisione e le società di audit sono sottoposte alla vigilanza di due autorità distinte. Questa ripartizione comporta svantaggi che è opportuno eliminare con il raggruppamento delle competenze in materia di vigilanza presso un’unica autorità.

Applicazione collettiva del diritto

Allineandosi alla proposta del Consiglio federale e alla decisione del Consiglio nazionale, la Commissione propone alla propria Camera, senza opposizioni ma con un’astensione, di accogliere la mozione 13.3931. Essa ritiene che sia giunta l’ora di permettere a numerose persone danneggiate in modo identico o simile di far valere congiuntamente le loro pretese dinanzi a un giudice.

La Commissione si è riunita a Berna il 3 e il 4 aprile 2014 sotto la presidenza del consigliere agli Stati Engler (PPD, GR).

Berna,  4 aprile 2014 Servizi del Parlamento