La procedura per l'attestazione delle firme per le iniziative popolari e i referendum è stata recentemente oggetto di critiche a causa dei ritardi verificatisi nella trasmissione delle liste dai Comuni alla Cancelleria federale. La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N) si è dichiarata, di stretta misura, a favore del sistema attuale secondo cui tutte le firme attestate vanno inviate entro il termine prestabilito.  

Il 10 dicembre 2012 il Consiglio nazionale ha accolto ad ampia maggioranza una mozione della CIP-N che chiede di fissare nella legge un termine entro cui i Comuni sono tenuti a effettuare l'attestazione delle firme (12.3975 Mo. CIP-N. Fissare un termine per l'attestazione delle firme per i referendum e le iniziative popolari). Nel suo disegno di revisione della legge federale sui diritti politici il Consiglio federale ha rinunciato a fissare tale termine (13.103 n Legge federale sui diritti politici. Modifica) ma ha introdotto l'obbligo, nei confronti dei comitati d'iniziativa, di trasmettere costantemente le liste delle firme per essere attestate e non poco prima dello scadere del termine di raccolta con un invio unico. Questa modifica non è stata messa in discussione dalla Commissione. Con 10 voti contro 9 e 1 astensione è stata invece respinta di stretta misura una proposta partita dalle fila della Commissione stessa. Essa chiedeva di poter procedere alle attestazioni del diritto di voto anche una volta decorso il termine di raccolta delle firme in modo da consentire ai comitati d'iniziativa di sfruttare completamente il termine di raccolta previsto dalla Costituzione senza dover temere un eventuale mancato conteggio di alcune firme a causa di negligenze delle autorità comunali. La maggioranza ritiene invece che il termine di raccolta previsto dal costituente si riferisca alle firme attestate e non a quelle trasmesse. Essa è persuasa che i correttivi introdotti nel frattempo dalla Cancelleria federale e dai Comuni si dimostreranno efficaci.    

È stata discussa anche la regolamentazione proposta dal Consiglio federale che ammette il riconteggio delle schede delle votazioni popolari in presenza di risultati serrati solo in caso di indizi fondati di irregolarità in grado di influire sul risultato nazionale. Il Consiglio federale ha pertanto presentato un'attuazione dell'iniziativa parlamentare dal consigliere nazionale Rudolf Joder (V, BE), accolta dalla CIP-N il 18 ottobre 2012 (11.502 Votazioni ed elezioni. Riconteggio possibile soltanto in caso di indizi fondati di irregolarità). La Commissione ha approvato la soluzione proposta con 14 voti contro 8. Una minoranza avrebbe invece preferito sancire nella legge la possibilità di un riconteggio alla sola condizione della presenza di un risulato serrato, come stabilito dal Tribunale federale.

A seguito di una proposta, la Commissione ha deciso all'unanimità di prolungare da dieci a dodici mesi il termine entro cui sottoporre alla votazione del Popolo e dei Cantoni le iniziative popolari trattate dall'Assemblea federale. Dato che nel secondo semestre degli anni in cui sono previste elezioni federali, non è possibile mettere in agenda votazioni popolari, al Parlamento sarebbe preclusa la possibilità di procedere a votazioni finali concernenti iniziative popolari nelle sessioni primaverili degli anni interessati. 

Le altre modifiche proposte dal Consiglio federale sono anzitutto di natura tecnica e devono consentire nel 2015 il buon svolgimento delle elezioni del Consiglio nazionale. In occasione delle ultime elezioni è emerso che l'aumento del numero dei candidati, delle liste e delle congiunzioni di liste richiedevano alcune precisazioni normative. La CIP-N ha approvato il progetto, nella votazione sul complesso, con 15 voti favorevoli, 0 contrari e 5 astensioni.

 

Rinuncia a una regolamentazione sulla sponsorizzazione politica 
La Commissione rifiuta di sancire nella legge le condizioni sulla deducibilità fiscale dei contributi finanziari versati da imprese a partiti politici in forma di sponsorizzazione. Con 16 voti contro 7 e 1 astensione, la CIP-N ha respinto l'iniziativa parlamentare della consigliera nazionale Susanne Leutenegger Oberholzer (S, BL) che chiedeva di fissare nella legislazione fiscale le condizioni quadro della cosiddetta «sponsorizzazione politica» (12.488 n Sponsorizzazione politica. Limitare il margine discrezionale) così da limitare il margine discrezionale delle autorità fiscali, troppo ampio secondo l'autrice dell'iniziativa. La Commissione ritiene superflua una regolamentazione in questo campo: per la gestione fiscale della sponsorizzazione politica - che peraltro nella prassi non pone particolari problemi - le autorità competenti possono basarsi sulla pertinente prassi giudiziaria. Secondo la CIP-N questo tipo di finanziamento non va reso poco attrattivo a causa di una regolamentazione sulla trasparenza difficilmente applicabile. La minoranza della Commissione teme invece che l'assenza di un chiaro quadro giuridico per le autorità fiscali rischi di causare un'incertezza del diritto e una disparità di trattamento.   

 

Maggiori contribuiti fiscali a carico dei parlamentari
La consigliera nazionaleSusanne Leutenegger Oberholzer (S, BL) ha avuto più successo con l'iniziativa parlamentare che ha depositato per chiedere di tassare l'indennità di 33 000 franchi che i parlamentari ricevono a copertura delle spese di personale e di materiale (13.412 n Indennità parlamentari. Parità di trattamento fiscale di tutti i cittadini). Come l'autrice dell'iniziativa, anche la Commissione è dell'opinione che i deputati non debbano godere di un trattamento fiscale privilegiato rispetto al resto dei contribuenti e ha pertanto approvato l'iniziativa senza voti contrari.

 

Anche in futuro gli interventi parlamentari non potranno essere presentati da più parlamentari
Attualmente un'iniziativa o un intervento parlamentari possono essere depositati da un parlamentare, da un gruppo parlamentare o da una commissione. Dando seguito all'iniziativa della consigliera nazionale Jacqueline Fehr (S, ZH), con 13 voti contro 10 e 1 astensione, il 27 giugno 2013 la CIP-N ha approvato il principio secondo cui un intervento può essere presentato anche da più deputati (12.460 Rafforzamento del lavoro interpartitico) al fine di incentivare la collaborazione tra i partiti: richieste in grado di incontrare il consenso della maggioranza dovrebbero poter essere depositate congiuntamente da membri di diversi partiti. Tuttavia le modifiche al Regolamento del Consiglio nazionale elaborate per attuare l'iniziativa non hanno convinto la Commissione. La sua maggioranza ritiene che la collaborazione interpartitica non debba essere promossa mediante revisioni dei regolamenti. Nella votazione sul complesso ha quindi respinto il progetto con 13 voti contro 11 e ha proposto alla sua Camera di togliere dal ruolo l'iniziativa parlamentare.    

 

Iniziativa espulsione: l'iniziativa di attuazione potrebbe diventare superflua
Prima di procedere alla deliberazione di dettaglio della legge di attuazione dell'«Iniziativa esplusione» approvata dal Popolo e dai Cantoni (13.056 CP e CPM. Espulsione di stranieri che commettono reati), la Commissione ha sentito alcuni rappresentanti del comitato dell'iniziativa popolare «Per l'attuazione dell'espulsione degli stranieri che commettono reati (Iniziativa per l'attuazione), 13.091», nel frattempo pendente in Parlamento. Nel corso della seduta del 10 e dell'11 ottobre 2013, la CIP-N ha deciso di elaborare la legislazione per attuare l'«Iniziativa espulsione» rispettando alla lettera il suo tenore (cfr. comunicato stampa dell'11 ottobre 2013). In questo modo l'iniziativa per l'attuazione potrebbe diventare superflua. Durante la sua seduta odierna la CIP-N ha esaminato una variante del disegno del Consiglio federale elaborata dall'Amministrazione sulla base della decisione di fondo dell'ottobre scorso. La Commissione ha respinto, con 15 voti contro 10, una proposta alternativa che intendeva introdurre in questa variante una riserva concernente il rispetto del principio di proporzionalità. La decisione finale in merito alla scelta della variante (disegno del Consiglio federale o attuazione conformente al tenore dell'«Iniziativa per l'attuazione») non è stata ancora presa. La deliberazione di dettaglio proseguirà nel corso della prossima seduta della Commissione (13/14 febbraio 2014).  

Presieduta della consigliera nazionale Cesla Amarelle (S, VD), la Commissione si è riunita a Berna il 16 e 17 gennaio 2014.


Berna, 17 gennaio 2014 Servizi del Parlamento