Competenze del Parlamento in materia di politica estera
​La Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) ha dato seguito a due iniziative parlamentari che rafforzano il ruolo del Parlamento in materia di soft law.

​La Commissione si è anzitutto occupata dell’iniziativa parlamentare depositata da Marco Romano (14.474) che chiede di salvaguardare le competenze del Parlamento in materia di politica estera e di legislazione interna nel quadro dei processi internazionali di soft law. La CPE-N ha dato seguito all’iniziativa con 17 voti contro 6 e 1 astensione. La maggioranza della Commissione ritiene che, tenuto conto dei diritti del Parlamento, l’orientamento di questa iniziativa sia giustificato: da un lato spetta al Parlamento definire le competenze, dall’altro è necessario chiarire i rapporti tra il potere legislativo e il potere esecutivo. La minoranza ritiene invece che il Parlamento disponga già di diversi canali per esprimersi e che l’attuazione di questa iniziativa rischi di appesantire i meccanismi parlamentari, con la conseguenza di rallentare o bloccare i processi decisionali.

La CPE-N è poi passata all’esame dell’iniziativa parlamentare del consigliere nazionale Aeschi (14.433) che chiede di introdurre un obbligo d’informazione e di consultazione delle commissioni legislative competenti in merito alle raccomandazioni e alle decisioni dell’OCSE e delle sue agenzie specializzate. La Commissione ha dato seguito all’iniziativa con 17 voti contro 6 e 1 astensione. Secondo la maggioranza questa iniziativa persegue pressoché gli stessi obiettivi dell’iniziativa Romano e la sua adozione si giustifica quindi per motivi di coerenza.

La CPE-N ha infine deciso, con 12 voti contro 5 e 2 astensioni, di proporre alla propria Camera di non dare seguito all’iniziativa Portmann che chiede di determinare in che modo il Parlamento potrebbe influenzare maggiormente le attività svolte dall’OCSE negli ambiti in cui questa organizzazione mira a emanare normative internazionali (14.424). La maggioranza della Commissione ritiene eccessiva la proposta di istituire una delegazione ad hoc, mentre per la minoranza gli obiettivi di questa iniziativa permetterebbero di completare i progetti delle altre due.

 

Sviluppo sostenibile e lotta contro il cambiamento climatico

Alla vigilia della terza conferenza internazionale sul finanziamento allo sviluppo che si terrà ad Addis Abeba, la Commissione si è informata sull’avanzamento dei lavori circa il finanziamento dell’agenda post-2015 per lo sviluppo e la sostenibilità. Si è in seguito occupata delle sfide legate al finanziamento nel campo della lotta contro il cambiamento climatico sentendo tra l’altro il parere di rappresentanti dell’Amministrazione federale, di Alliance Sud e di Economiesuisse. Ha inoltre adottato all’unanimità (con 24 voti) un postulato che incarica il Consiglio federale di presentare in un rapporto i possibili contribuiti che la Svizzera sarà tenuta a versare a partire dal 2020 per finanziare sul piano internazionale la lotta contro i cambiamenti climatici e come tali contributi potranno essere finanziati.

 

Novità in materia di politica estera

Nel quadro di una consultazione la Commissione si è inoltre dichiarata contraria, con 11 voti contro 7 e 6 astensioni, alla chiusura dell’Ambasciata di Svizzera in Paraguay decisa dal Consiglio federale. La discussione è stata incentrata sulla ponderazione degli interessi tra le necessità della rete esterna e i mezzi a disposizione per questo scopo. La maggioranza della Commissione è dispiaciuta della decisione presa dal Governo e vorrebbe che la rappresentanza ad Asunciòn venisse mantenuta. La minoranza è invece dell’opinione che benché spiacevole questa misura di risparmio sia necessaria. È stato invece respinto, con 11 voti contro 7 e 6 astensioni, un progetto di mozione che chiedeva al Consiglio federale di risparmiare il DFAE dai tagli finanziari allo scopo di preservare la rete diplomatica e consolare.
La Commissione è stata inoltre consultata sul progetto di mandato per negoziare un accordo di libero scambio tra gli Stati dell’AELS e l’Ecuador. Essa si è dichiarata all’unanimità (con 21 voti) a favore delle direttici del mandato di negoziazione.

La Commissione si è infine informata in merito allo stato delle trattative tra la Svizzera e l’Unione europea (UE) in particolare per quanto concerne il futuro sviluppo della libera circolazione delle persone, le modalità di discussione in corso tra la Svizzera e l’UE e la situazione concernente il cambiamento di strategia del Consiglio federale annunciato la settimana scorsa.

La Commissione si è poi informata sulla situazione in Siria e in Iraq in relazione allo Stato Islamico.

 

 

Berna, 3 luglio 2015 Servizi del Parlamento