Ispezione «Collaboratori esterni dell’Amministrazione federale»
Il 24 marzo 2015 la Commissione della gestione del Consiglio degli Stati (CdG-S) ha esaminato il parere del Consiglio federale del 28 gennaio 2015 sul suo rapporto di ispezione «Collaboratori esterni dell’Amministazione federale». In seguito ha adottato un rapporto sintetico destinato al Consiglio federale. In questo documento la Commissione constata che se da un lato il Consiglio federale riconosce l’esistenza di problemi in alcuni settori e in parte ha già adottato una serie di misure, dall’altro deve approfondire ancora diversi aspetti.

Nel suo rapporto di ispezione del 7 ottobre 2014, basato su una valutazione del Controllo parlamentare dell’Amministrazione (CPA), la CdG-S aveva stabilito che in determinati casi il ricorso a collaboratori esterni da parte dell’Amministrazione federale era effettivamente opportuno. Parallelamente era però giunta alla conclusione che numerosi aspetti della prassi in uso erano contestabili. La Commissione aveva in particolare deplorato l’assenza di una strategia in materia da parte del Consiglio federale e una trasparenza insufficiente all’interno dell’Amministrazione come anche nei confronti del Parlamento. In effetti, i collaboratori esterni non figurano nelle statistiche del personale anche se lavorano per l’Amministrazione federale. Nel preventivo e nel consuntivo, i costi che li concerneno sono riportati solo marginalmente nella rubrica destinata alle spese per il personale, ciò che complica il censimento e la gestione di questa categoria di lavoratori.

Nel rapporto sintetico del 24 marzo 2015, la CdG-S si esprime in merito al parere del Consi-glio federale del 28 gennaio 2015 sul suo rapporto d’ispezione. Essa constata tra l’altro che il Consiglio federale riconosce i problemi legati al ricorso a collaboratori esterni in determinati ambiti e che in parte il Governo ha già adottato o avviato misure ad hoc. Il Consiglio federale aveva ad esempio rilevato una certa propensione in passato a ricorrere a «specialisti esterni» che, in certi casi, poteva apparire «sproporzionata» e aveva dichiarato di volervi porre rime-dio. Aveva inoltre precisato che sarebbe stato tra l’altro disposto a «definire criteri per l’impiego di collaboratori esterni», a ottimizzare la gestione di questa pratica e ad aumentare la trasparenza in materia.

Nel suo rapporto sintetico la CdG-S giunge tuttavia anche alla conclusione che il Consiglio federale debba ancora approfondire diverse constatazioni e raccomandazioni da essa formulate, tra cui la possibilità di istituire una base legale esplicita per la fornitura di personale a prestito. La Commissione ritiene inoltre che il Consiglio federale debba dimostrare maggiore trasparenza in merito all’impiego di collaboratori esterni già nel preventivo 2016; nella misura del possibile dovrebbe quindi far figuare questi costi nelle spese per il personale e non nei crediti per beni e servizi. 
Per la sua analisi la CdG-S si era basata sulla definizione di «collaboratori esterni» formulata nella valutazione del CPA summenzionata secondo cui «i collaboratori esterni sono persone legate a un’unità amministrativa da un rapporto di subordinazione personale e organizzativa senza che sia stato stipulato un contratto di lavoro di diritto pubblico ai sensi della legge sul personale federale.». Nel suo parere il Consiglio federale non aveva ripreso questa definizione ma ne aveva introdotta un’altra, senza peraltro precisarla, complicando il lavoro di valutazione della CdG-S. La Commissione chiede pertanto al Consiglio federale di attenersi alla definizione di collaboratori esterni utilizzata dalla CdG-S.

La Commissione invita il Governo a prendere posizione sulle constatazioni e sulle domande sollevate nel rapporto sintetico entro il 13 agosto 2015.

Presieduta dal consigliere agli Stati Hans Hess (PLR, OW), la Commissione si è riunita a Berna il 24 marzo 2015.

Berna,  26 marzo 2015 Servizi del Parlamento