La Commissione è entrata in materia
all’unanimità sul disegno del Consiglio federale di modifica della legge
federale sull’utilizzazione delle forze idriche (LUFI; 18.056). L’attuale
disciplinamento ha un limite temporale nella legge. Nel suo messaggio, il
Consiglio federale propone di mantenere per altri cinque anni a 110 franchi per
chilowatt lordo l’aliquota massima del canone annuo. È stata nettamente
respinta la riduzione a 80 franchi (limitata a tre anni) proposta durante la
procedura di consultazione.
La Commissione ha ponderato in modo
particolareggiato gli argomenti pro e contro una riduzione dei canoni per i
diritti d’acqua. Da un lato, una riduzione sgraverebbe i gestori di centrali
idroelettriche indigeni e comporterebbe una pressione minore sui posti di
lavoro nelle regioni di montagna, dall’altro, canoni per i diritti d’acqua
della giusta entità potrebbero assolutamente essere interpretati come un indennizzo
per lo sfruttamento delle risorse idriche e anche come un sostegno di politica
regionale a regioni periferiche strutturalmente deboli. Per finire, con 10 voti
contro 2 la Commissione ha deciso di seguire il Consiglio federale e di
lasciare il massimo a 110 franchi (art. 49 cpv. 1 LUFI). La Commissione rileva
come le indagini mostrino che anche nella difficile situazione di mercato per
molte aziende elettriche le perdite sono state inferiori al previsto. Inoltre,
i segnali indicherebbero una lenta ripresa dei prezzi dell’elettricità sul
mercato elettrico. Una minoranza propone una riduzione a 90 franchi adducendo
che la situazione finanziaria dei gestori di centrali idroelettriche rimane
tesa.
Con la sua decisione la maggioranza della
Commissione sottolinea l’intenzione di costituire una solida base di partenza
per i negoziati sulla normativa in materia di canoni per i diritti d’acqua dopo
il 2024. In quest’ottica, con 7 voti contro 5 la Commissione ha deciso una
modifica dell’articolo 49 capoverso 1bis LUFI. Essa incarica il Consiglio
federale di elaborare una normativa in materia di canoni per i diritti d’acqua
dopo il 2024, introducendo la novità di una parte fissa e una variabile.
Inoltre, secondo quanto auspica la Commissione, l’aliquota massima del canone
annuo va mantenuta a 110 franchi qualora il progetto di revisione della legge
sull’approvvigionamento elettrico con un modello di mercato dell’energia
elettrica basato sulle esigenze di quest’ultimo non entri in vigore nei termini
previsti. In questo punto specifico, una minoranza propone di seguire il
Consiglio federale. La Commissione ha approvato il resto del disegno senza
modifiche, accogliendolo infine con 11 voti contro 0 e un’astensione.
La Svizzera non deve procedere in solitaria nell’omologazione
dei biocidi
La Commissione ha respinto senza voti contrari
la mozione 16.3131 che chiede di omologare automaticamente anche in Svizzera i
biocidi la cui commercializzazione è consentita nei Paesi dell’Unione europea
(UE). La Commissione vuole mantenere la procedura esistente, disciplinata
mediante un accordo con l’UE. Come nel nostro Paese, anche negli Stati dell’UE
non c’è un automatismo: essi verificano le prime omologazioni prima di
adottarle o di adeguarle. Non ne risulta così alcuno svantaggio concorrenziale
per le imprese svizzere. Il riconoscimento automatico unilaterale chiesto dalla
mozione metterebbe invece a rischio l’accesso diretto al mercato dell’UE. La
Commissione ha avuto rassicurazioni dall’Amministrazione che gli emolumenti per
l’omologazione non saranno aumentati in un prossimo futuro, ciò che viene
incontro alle esigenze delle PMI.
Agevolare il deposito di legname tondo nelle foreste
Nell’ambito dell’esame dell’iniziativa
parlamentare 16.471 «Attuazione della Politica forestale 2020. Agevolazione
delle condizioni di dissodamento» la Commissione ha depositato una mozione
(18.3715) che incarica il Consiglio federale di costituire i presupposti legali
affinché diventino possibili i depositi di legname tondo nelle foreste per i
proprietari di queste ultime e le segherie. La Commissione rinuncia
esplicitamente a modificare la normativa per i dissodamenti contenuta nella
legge. Le possibilità vanno create a livello di ordinanza. La Commissione è
convinta di tenere così conto, nell’ambito della vigente legge forestale, di
quanto chiesto dall’iniziativa, che respinge con 9 voti contro 0 e 2
astensioni.
Smaltimento dei rottami elettronici
Per finire, la Commissione ha approvato
all’unanimità la mozione 17.3636 nella versione modificata dal Consiglio
nazionale. L’intervento parlamentare intende puntare a un futuro
cofinanziamento dello smaltimento dei rottami elettronici cui partecipino, in
linea di principio, tutti i partecipanti al mercato. La Commissione sostiene il
testo della mozione riformulato, secondo il quale occorre esaminare con tutti i
partecipanti vari approcci risolutivi e in seguito attuare un sistema di
riciclaggio ottimizzato per gli apparecchi elettrici ed elettronici.
Presieduta dal consigliere agli Stati Martin
Schmid (RL/GR), la Commissione si è riunita a Berna il 30 agosto 2018. A parte
della seduta era presente la consigliera federale Doris Leuthard.