La Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) ha approvato nella votazione sul complesso i quattro decreti federali sulla cooperazione internazionale della Svizzera per gli anni 2017-2020 e il disegno di una nuova legge federale sulla cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est (16.022), aderendo a grandi linee a quanto proposto dal Consiglio federale.

Dopo che era entrata in materia su tutti gli oggetti nella seduta del 4/5 aprile 2016 respingendo due proposte di rinvio, la CPE-N si è oggi dedicata alla deliberazione di dettaglio.

Sulla base di una ponderazione fra gli obiettivi della Svizzera in materia di politica estera e di politica di sviluppo e la situazione delle finanze della Confederazione, la maggioranza della Commissione aderisce alla proposta del Consiglio federale di destinare all’aiuto pubblico allo sviluppo (APS) lo 0,48% (11,11 mia. fr.) del prodotto interno lordo (PIL) per gli anni 2017-2020. La questione relativa alla percentuale di PIL da devolvere alla cooperazione internazionale nei prossimi anni è stata anch’essa al centro del dibattito commissionale. Sia le proposte di aumento dell’aiuto allo sviluppo al fine di raggiungere – o perlomeno avvicinare – l’obiettivo dello 0,7 per cento fissato dall’ONU sia le proposte di riduzione non hanno tuttavia trovato alcuna maggioranza in seno alla Commissione.

Si è inoltre discusso della percentuale di costi dell’asilo da iscrivere quali costi per l’aiuto allo sviluppo. Una proposta volta a far rientrare tutti i costi dell’asilo nella percentuale destinata all’aiuto allo sviluppo è stata respinta con 19 voti contro 4 e 1 astensione.

La Commissione ha inoltre deciso con 12 voti contro 11 e 1 astensione che, per quanto possibile, nei programmi e progetti dell’aiuto svizzero allo sviluppo devono essere inseriti elementi di politica migratoria. La CPE-N chiede inoltre (con 15 voti contro 9) che il Parlamento sia informato ogni due anni in merito agli obiettivi raggiunti e all’efficacia dei provvedimenti adottati nell’APS. Sono state respinte le proposte intese ad aumentare gradualmente l’APS allo 0,7 per cento entro il 2024, a fissare al 60 per cento la quota minima della cooperazione bilaterale, a dotare la DSC e la SECO di mezzi di comunicazione propri in relazione alla politica svizzera di sviluppo e a subordinare il versamento dei finanziamenti previsti nei crediti alla condizione che il Paese beneficiario cooperi almeno a grandi linee con la Svizzera nell’ambito della politica migratoria e dell’asilo.

Da ultimo la Commissione ha approvato la legge federale sulla cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est con 15 voti contro 4 e 0 astensioni. È stata respinta con 14 voti contro 4 e 1 astensione una proposta di rinvio che chiede al Consiglio federale di affrontare la questione a livello multilaterale.

Altri oggetti

Per il resto, durante la seduta la Commissione ha approvato l’applicazione provvisoria della lista LIX adeguata dell’Accordo OMC sulle tecnologie dell’informazione e ha preso atto di una serie di rapporti.