La Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) ha discusso le relazioni fra la Svizzera e l’Unione europea (UE) e si è occupata in particolare della situazione dei negoziati in vista di un accordo con l’UE concernente le questioni istituzionali.

​La Commissione si è occupata in modo approfondito delle sfide che si pongono attualmente nel settore della politica europea, alla presenza del capo del Dipartimento federale degli affari esteri Didier Burkhalter e della Segretaria di Stato Pascale Baeriswyl. La Commissione ha inoltre preso atto che la settimana scorsa il Consiglio federale ha concordato con l’UE di riprendere tutti i negoziati e le discussioni concernenti dossier pendenti che erano stati sospesi.

In particolare è stata esaminata la situazione dei negoziati con l’Unione europea in vista di un accordo quadro concernente il disciplinamento delle questioni istituzionali. La discussione approfondita è stata incentrata soprattutto sul meccanismo di composizione delle controversie e sulla ripresa dinamica della legislazione dell’Unione europea da parte della Svizzera. Sono inoltre stati affrontati gli elementi sui quali fra le Parti non è ancora stato raggiunto un consenso. La Commissione prende atto che il Consiglio federale intende proseguire i negoziati concernenti l’accordo quadro nell’ambito del mandato di negoziazione già definito e tenendo in considerazione i limiti già fissati. Non è stato elaborato un piano predefinito per la conclusione dei negoziati e la qualità dell’accordo costituisce il criterio determinante.

Trattandosi di una mera analisi la Commissione non ha preso decisioni in merito. Dopo la conclusione dei negoziati il Parlamento avrà la possibilità di esprimersi in merito ai risultati conseguiti. Nel corso delle discussioni si è però potuto osservare che una parte della Commissione condivide l’impostazione dei negoziati ed è convinta dell’importanza che l’accordo in questione riveste per il consolidamento e lo sviluppo della via bilaterale. Contemporaneamente, una parte della Commissione assume una posizione molto critica nei confronti di questo progetto e teme che l’accordo possa minare la sovranità del Paese e che la Svizzera potrebbe essere costretta a riprendere automaticamente la legislazione dell’UE e a sottostare alla sua giurisdizione.

Altri temi di discussione e decisioni

La CPE-N si è inoltre occupata della strategia della Svizzera per l’attuazione delle linee guida dell’ONU per l’economia e i diritti dell’uomo (Rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato 12.3503 Una strategia Ruggie per la Svizzera) e del terzo rapporto sullo stato d’attuazione delle raccomandazioni contenute nel rapporto di base sulle materie prime.

Poi la CPE-N ha respinto con 10 voti contro 9 e 2 astensioni una iniziativa commissionale presentata dalla CPE del Consiglio degli Stati volta a disciplinare l’invio di parlamentari a eventi dell’OCSE nell’ambito di una delegazione parlamentare permanente (17.403).