La CPE-N si è espressa, con 11 voti contro 0 e 13 astensioni, a favore della conclusione di un Accordo di libero scambio tra gli Stati dell’AELS e la Georgia. Ha quindi discusso della prassi di sottoporre gli accordi di questo tipo a referendum facoltativo.

​La Commissione condivide l’intenzione del Consiglio federale di sostenere, grazie a questo accordo, la Georgia nell’attuazione di riforme economiche e di portare avanti l’integrazione del Paese nelle strutture della cooperazione economica. Per contro, la Commissione non è d’accordo con l’intenzione del Consiglio federale di non sottoporre a referendum facoltativo i futuri accordi di questo tipo e con 23 voti contro 0 e 1 astensione aderisce alla decisione del Consiglio degli Stati di stralciare l’articolo 2 del decreto federale. La CPE-N ritiene che la questione relativa a una norma di delega di questo genere debba essere trattata in un disegno di atto normativo distinto. Nel rispetto della prassi vigente la Commissione ha comunque deciso, con 12 voti contro 10 e 2 astensioni, di non sottoporre l’accordo con la Georgia al referendum facoltativo. Con 16 voti contro 8 ha poi respinto una proposta di istituire un forum di rappresentanti della società civile con lo scopo di garantire la presentazione di un rapporto sull'attuazione delle disposizioni concernenti la sostenibilità.

Attualità di politica europea

Alla presenza del capo del Dipartimento federale degli affari esteri, il consigliere federale Didier Burkhalter, la Commissione ha fatto il punto sulle priorità e sull’agenda fissate dal Consiglio federale il 28 giugno in materia di relazioni fra la Svizzera e l’Unione europea (UE).

La Commissione ha preso atto della volontà del Consiglio federale di stabilizzare e di rafforzare la via bilaterale, nonché di chiarire le regole istituzionali di funzionamento, al fine di sviluppare relazioni bilaterali nel settore degli accordi di accesso al mercato. La CPE-N ha anche preso nota dei settori importanti da negoziare, nonché dei dossier di reciproco interesse per la Svizzera e l’UE, i cui negoziati dovrebbero essere rilanciati. È stata inoltre esaminata la questione di un nuovo contributo della Svizzera alla coesione dell’UE destinato a ridurre le disparità economiche e sociali in quest’ultima. A questo proposito la Commissione ha preso atto che il contributo alla coesione costituisce una misura autonoma da parte della Svizzera. Infine, la discussione si è focalizzata anche sul dialogo con i Cantoni in materia di Europa, sul risultato delle recenti elezioni legislative britanniche, che inaugura un periodo di incertezze per le relazioni fra l’UE e il Regno Unito, nonché sulla situazione delle relazioni fra quest’ultimo e la Svizzera.

Altre decisioni

Con 13 voti contro 11 la CPE-N propone alla propria Camera di accogliere la mozione 16.3289 del consigliere nazionale Imark (Impedire l'uso di denaro pubblico per scopi razzisti, antisemiti e di incitamento all'odio) nella versione decisa dal Consiglio degli Stati.

In un secondo tempo, la Commissione ha deciso, con 19 voti contro 0 e 1 astensione, di presentare una mozione (17.3626) che incarica il Consiglio federale di modificare l’ordinanza sulla posta, così da permettere agli Svizzeri all’estero di accedere ai servizi di PostFinance a condizioni analoghe a quelle garantite in Svizzera. Dato che La Posta, azionista di PostFinance, è di proprietà della Confederazione, la CPE-N ritiene che PostFinance abbia una particolare responsabilità nei confronti degli Svizzeri all’estero.

La Commissione ha quindi esaminato la questione del controllo di gruppi islamisti estremisti da parte di organizzazioni internazionali. Una mozione in tal senso è stata respinta con 11 voti contro 8 e 2 astensioni, poiché, in particolare, la sorveglianza dei gruppi attivi in Svizzera è di competenza delle autorità svizzere.