Nell’ambito dell’esame del rapporto sulla politica economica esterna 2017 (18.008), la Commissione ha svolto un’analisi degli aspetti attuali e degli sviluppi della politica estera nell’anno in rassegna. In particolare, si è occupata del tema centrale del rapporto, ossia degli sviluppi in materia di protezione internazionale degli investimenti e dei provvedimenti adottati dalla Svizzera intesi a sviluppare ulteriormente gli accordi per la protezione degli investimenti. A tal proposito ha voluto sentire il parere di alcuni esponenti dell’economia e del mondo scientifico e ha discusso dell’importanza di tali accordi nella pratica, oltre che del loro potenziale di sviluppo.
La Commissione ha poi fatto il punto sullo stato dei negoziati di vari accordi di libero scambio, valutandone anche l’importanza per la politica agricola svizzera. Successivamente si è occupata delle questioni legate alle relazioni economiche con l’UE e delle sfide connesse alla «Brexit». La CPE-N ha preso atto del rapporto e propone alla propria Camera, senza voti contrari (19-0-1), di accogliere il decreto federale che approva le misure tariffali contenuto in detto rapporto.
Infine, la Commissione ha approvato senza voti contrari il mandato di negoziazione del Consiglio federale inerente alla modifica della lista d’impegni LIX-Svizzera-Liechtenstein concernente la carne aromatizzata, mandato per il quale era stata consultata.
Politica europea
Con il consigliere federale Ignazio Cassis, capo del Dipartimento federale degli affari esteri, e il nuovo segretario di Stato Roberto Balzaretti, la CPE-N ha fatto il punto sulle relazioni tra la Svizzera e l’Unione europea (UE) dopo che il Consiglio federale ha esaminato questo settore il 31 gennaio 2018. Fra gli argomenti trattati figuravano la risoluzione delle questioni istituzionali, l’accesso al mercato interno dell’UE e la questione della composizione delle controversie.
Successivamente, la Commissione ha approfondito la decisione dell’UE del 21 dicembre 2017 di riconoscere per un anno l’equivalenza della borsa svizzera. La discussione è stata incentrata sui dettagli di questa misura e sulle opzioni del Governo per affrontarla.
Altre decisioni
La CPE-N è stata consultata in merito ai progetti del Consiglio federale di chiudere i Consolati generali di Svizzera a Karachi (Pakistan) e a Los Angeles (Stati Uniti). Come l’omologa Commissione del Consiglio degli Stati, la CPE-N constata che l’Ambasciata di Svizzera a Islamabad e il Consolato generale di Svizzera a San Francisco assicurano attualmente le prestazioni consolari rispettivamente per il Pakistan e la California e che le attività svolte dai consolati generali di Karachi e Los Angeles sono relativamente limitate. Alcuni membri della Commissione hanno rilevato come lo sviluppo digitale permetta di ridurre le presenze fisiche là dove non sono indispensabili. La CPE-N non si oppone alla chiusura dei due consolati generali, ma propone al Consiglio federale, da un lato, di considerare l’eventualità di istituire un consolato onorario a Los Angeles e, dall’altro, di riaprire un consolato generale a Chicago, dove gli interessi economici svizzeri sono molto importanti.
La Commissione si è inoltre chinata sul tema delle relazioni bancarie degli Svizzeri all’estero. Con 11 voti contro 9, si è espressa contro la mozione «17.3511 s Mo. Consiglio degli Stati (Lombardi). Le banche di rilevanza sistemica devono garantire un conto bancario a tutti i cittadini svizzeri». Ha invece deciso (con 15 voti contro 4 e 1 astensione) di adottare una nuova mozione commissionale che incarica il Consiglio federale di fare in modo che le banche mettano a disposizione degli Svizzeri all’estero informazioni utili alle loro specifiche necessità (18.3007).
Altri argomenti
La CPE-N ha inoltre approfondito la questione riguardante il coordinamento fra il promovimento militare della pace e quello civile della Svizzera. Ha pure preso atto del rapporto di Swisscoy per il 2017. Infine, la CPE-N ha preso conoscenza dei recenti sviluppi nel Vicino Oriente, in particolare per quel che riguarda le azioni militari condotte nella regione di Afrin, gli attacchi a numerose strutture mediche nella provincia di Idlib, i pesanti bombardamenti nel Ghouta orientale e gli attacchi missilistici sull’agglomerato di Damasco. La Commissione ha espresso la propria seria preoccupazione per l’impennata di violenza e la drammatica situazione umanitaria.