Dopo che nella sessione invernale del 2024 il Consiglio degli Stati ha approvato il decreto federale con 41 voti e 3 astensioni, la Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) ha proceduto all’esame del progetto (24.069). Dopo aver deciso, senza opposizioni, di entrare in materia, la CPE-N nella votazione sul complesso si è pronunciata, con 17 voti contro 3 e 5 astensioni, a favore dell’accordo di partenariato commerciale ed economico tra gli Stati dell’AELS e la Repubblica dell’India. Con 17 voti contro 8, ha invece respinto una mozione d’ordine che chiedeva che venisse elaborato un messaggio aggiuntivo prima della ripresa della deliberazione di dettaglio.

La Commissione ricorda che la Svizzera è un Paese che dipende dalle esportazioni e che l’India è oggi lo Stato più popoloso al mondo. La conclusione di un accordo di libero scambio con l’India permetterà pertanto di consolidare la competitività delle esportazioni svizzere nel Paese e di soddisfare nel contempo il bisogno della Svizzera di accedere a mercati diversificati.

La discussione si è incentrata sulle questioni riguardanti gli investimenti diretti esteri come mezzo per favorire la crescita economica, l’innovazione e la transazione ecologica, così come previsto nell’articolo 7.1 dell’accordo, e sulle loro ripercussioni sull’ambiente e sul clima. Si è discusso anche del commercio di materiale bellico e del relativo controllo.
L’entrata in materia sul disegno di decreto non è stata contestata. Con 17 voti contro 8, è stata respinta una mozione d’ordine che chiedeva al Consiglio federale di elaborare un messaggio aggiuntivo che chiarisse queste due questioni e, di conseguenza, di rinviare a una data successiva la deliberazione di dettaglio. La maggioranza della CPE-N reputa che le parti contraenti abbiano assunto solidi impegni per quanto attiene allo sviluppo sostenibile, i cui pilastri – lo sviluppo economico, lo sviluppo sociale e la protezione dell’ambiente – sono chiaramente ancorati nell’accordo. La minoranza ritiene invece che questi investimenti avranno forti ripercussioni sull’ambiente e potrebbero compromettere i progressi verso uno sviluppo economico equo e sostenibile. Nell’ambito della deliberazione di dettaglio, è stata respinta con 17 voti contro 8 una proposta intesa a disciplinare mediante ordinanza l’esclusione degli investimenti di cui all’articolo 7.1 dell’accordo e che causano danni sociali e ambientali. Nella votazione sul complesso, la Commissione ha infine approvato il decreto federale con 17 voti contro 3 e 5 astensioni.

24.076s Partecipazione della Svizzera all’aumento di capitale della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo a favore dell’Ucraina e l’approvazione della mod​ifica dell’articolo 1 dell’Accordo istitutivo della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo

Il messaggio del Consiglio federale chiede che venga approvato un credito d’impegno di 96,11 milioni di franchi per partecipare all’aumento di capitale della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS), aumento che sarà destinato principalmente alla ricostruzione dell’Ucraina. Chiede inoltre di estendere in modo incrementale la portata delle operazioni della Banca anche all’Africa subsahariana e all’Iraq.

Con 16 voti contro 8, la CPE-N è entrata in materia sul decreto federale sulla partecipazione della Svizzera all’aumento di capitale della BERS a favore dell’Ucraina e, con 16 voti contro 9, sul decreto federale che approva la modifica dell’articolo 1 dell’Accordo istitutivo della BERS. Così facendo, ha respinto una proposta di non entrata in materia sui due progetti.

La maggioranza della Commissione ritiene che il sostegno multilaterale sia di grande importanza per la politica economica estera e per la cooperazione internazionale della Svizzera, e che l’aumento di capitale consentirà alla BERS di fornire un sostegno efficace all’Ucraina. Aggiunge inoltre che l’estensione del mandato della Banca all’Africa subsahariana è giustificata dalla forte crescita economica del continente africano. Secondo la minoranza, la strategia di cooperazione internazionale della Svizzera rappresenta già uno strumento che consente di contribuire alla ricostruzione dell’Ucraina. Inoltre, un’estensione del mandato della Banca distoglierebbe l’istituzione dalle sue missioni principali. Nella votazione sul complesso, la CPE-N ha approvato con 16 voti contro 9 il decreto federale sulla partecipazione della Svizzera all’aumento di capitale della BERS a favore dell’Ucraina e, con 14 voti contro 11, il decreto federale che approva la modifica dell’articolo 1 dell’Accordo istitutivo della BERS.

Politica eur​opea

La CPE-N ha preso atto della conclusione materiale dei negoziati fra la Svizzera e l’Unione europea (UE). Diversi dei suoi membri hanno elogiato gli sforzi profusi dai negoziatori svizzeri, sottolineando che questa evoluzione rappresenta un passo importante verso l’istituzione di relazioni stabili con l’UE. La Commissione ha preso conoscenza dei principali risultati scaturiti dai colloqui condotti sulle questioni riguardanti gli aspetti istituzionali, il contributo della Svizzera alla coesione in seno all’UE o la libera circolazione delle persone, in questo caso con l’obiettivo di mantenere il livello svizzero di protezione dei salari. La Commissione è stata pure informata sull’attuazione dell’Accordo sul reciproco riconoscimento in materia di valutazione della conformità (MRA), sui vantaggi e gli svantaggi derivanti dall’accordo sull’elettricità e sulle prossime tappe in vista della conclusione formale dei negoziati.

Successivamente, la CPE-N ha respinto una proposta intesa a prorogare il termine impartito per la consultazione sui risultati dei negoziati con l’UE, nonché una proposta di mozione che intendeva incaricare il Consiglio federale di applicare la clausola di salvaguardia consensuale in caso di gravi difficoltà di ordine economico o sociale, conformemente all’articolo 14 paragrafo 2 dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALCP); entrambe le proposte sono state respinte con 16 voti contro 9.

La Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI) ha informato la Commissione sui dossier finanziari e fiscali internazionali. In particolare, la CPE-N ha esaminato i più recenti sviluppi relativi all’equivalenza delle borse dell’UE e alla misura di protezione dell’infrastruttura delle borse svizzere. Con 15 voti contro 9 e con lettera al Consiglio federale, la CPE-N raccomanda di abolire la misura di protezione delle borse e di avviare nuovamente insieme all’UE il dialogo sulla regolamentazione finanziaria subito dopo la parafatura di una serie di accordi volti a stabilizzare e sviluppare le relazioni tra la Svizzera e l’Unione europea. Inoltre, raccomanda di intensificare il dialogo sulla regolamentazione finanziaria con l’UE, di ottenere il riconoscimento dell’equivalenza e di garantire soluzioni di accesso al mercato. Infine, la Commissione ritiene che il dialogo sulla regolamentazione finanziaria dovrebbe consentire di sbloccare le restrizioni ancora esistenti e i riconoscimenti di equivalenza mancanti e di continuare a puntare a un migliore accesso al mercato dell’UE. Secondo la CPE-N, i risultati di questo dialogo rafforzato dovrebbero essere disponibili prima che l’Assemblea federale voti il pacchetto di accordi.

Altri oggetti e decisioni

La Commissione ha esaminato la situazione in Siria dopo la caduta del presidente Bashar al-Assad nel dicembre 2024. La discussione si è focalizzata sull’impegno della Svizzera nel contesto del rispetto dei diritti umani, della ricostruzione e della pace nel Paese, nonché delle sue attività diplomatiche. Sono state affrontate anche le prospettive future per le varie minoranze, in particolare quelle religiose.

La CPE-N ha inoltre chiesto informazioni sul decesso di un cittadino svizzero avvenuto di recente in una prigione iraniana.

Con 13 voti contro 8, la CPE-N ha respinto una proposta di postulato che incarica il Consiglio federale di presentare strategie intese a garantire la sicurezza nazionale e l’approvvigionamento riducendo la dipendenza del Paese da beni e servizi digitali provenienti da Stati autoritari.

Infine, con 12 voti contro 8 e 1 astensione, la Commissione non ha dato il proprio consenso alla petizione della Società per i popoli minacciati 24.2031 Nessun ulteriore sviluppo dell’Accordo di libero scambio con la Cina senza tutela dei diritti umani. La CPE-N ha infatti respinto una proposta di mozione che chiede di modernizzare l’accordo includendo un maggior numero di disposizioni che garantiscano che i prodotti interessati siano fabbricati nel rispetto dei diritti umani e che questa clausola sia soggetta a un meccanismo di composizione delle controversie.

La CPE-N è stata consultata dal Consiglio federale in merito agli emendamenti al Regolamento sanitario internazionale (RSI 2005) decisi dalla 75a Assemblea mondiale della sanità nel maggio 2022 e intesi a rafforzare il Regolamento sulla base degli insegnamenti tratti dalla pandemia di COVID‑19. Con 16 voti contro 8, la Commissione ha appoggiato gli emendamenti senza riserve. La proposta di sottoporli al Parlamento sotto forma di decreto federale è stata respinta con 16 voti contro 8, in considerazione della rilevanza giuridica del Regolamento.

Con 16 voti contro 8, la Commissione ha deciso di non dare seguito alla petizione della Sessione delle donne 2021 21.2041 Adesione della Svizzera al Wellbeing Economy Governments Partnership (WEGo). La CPE-N ha respinto una proposta di mozione che intendeva incaricare il Consiglio federale di adottare le misure necessarie per garantire l’adesione della Svizzera al Wego.