La Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati (CPE-S) ha preso atto dei rapporti 2016 sulla politica estera (17.009) e sulla politica economica esterna (17.008), che presentano una panoramica delle attività svolte l’anno scorso dalla Svizzera in materia di politica estera e di politica economica. La Commissione ha apprezzato l’approccio globale e strategico di entrambi i rapporti.

​17.009 s Rapporto sulla politica estera 2016

La Commissione ha innanzitutto sentito il consigliere federale Didier Burkhalter, capo del Dipartimento federale degli affari esteri, sui principali sviluppi in atto nel mondo per quanto riguarda l’ordine internazionale, il rispetto delle libertà e i conflitti soprattutto nella regione che si estende dalla Siria al Sahel. La CPE-S ha pure preso atto dello stato dell’attuazione degli indirizzi strategici della politica estera 2016-2019, tra i quali figurano le relazioni tra la Svizzera e l’Unione europea (UE) o i gli altri suoi principali partner mondiali.

In un secondo tempo, sono stati discussi vari temi d’attualità, fra cui la candidatura della Svizzera al Consiglio di sicurezza e le conseguenze di una sua partecipazione, l’evoluzione dell’aiuto svizzero allo sviluppo dal punto di vista dei bisogni crescenti nell’ambito della cooperazione allo sviluppo e l’aumento dei flussi migratori. A tale proposito, alcuni membri della Commissione hanno sottolineato che il divario tra gli sforzi profusi per attenuare gli effetti negativi della pressione migratoria e la determinazione con cui vengono attuati gli accordi di Dublino, rivela una triste mancanza di coerenza.

La disussione si è pure concentrata sullo stato della cooperazione con l’Eritrea, sul dialogo con la Cina in materia di diritti dell’uomo e sulle preoccupazioni relative ai progetti dell’amministrazione Trump in materia di tasse d’importazione. Si è infine anche parlato della rete delle rappresentanze svizzere all’estero.

17.008 s Rapporto sulla politica economica esterna 2016

La Commissione ha analizzato gli eventi e gli sviluppi di economia esterna illustrati nel rapporto 2016 e ha stilato un quadro delle future sfide.Si è in particolare occupata delle recenti tendenze mercantilistiche e protezionistiche dell’economica mondiale e delle loro ripercussioni per la Svizzera.

Durante la discussione sul rapporto, la Commissione si è espressa a favore dell’approvazione di un accordo di libero scambio tra gli Stati dell’AELS e le Filippine (con 8 voti contro 0 e 2 astensioni).Senza voti contrari, la CPE-S ha altresì chiesto alla propria Camera di accettare un accordo di libero scambio tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica Islamica dell’Iran, la lista LIX-Svizzera-Liechtenstein nel settore dei prodotti delle tecnologie dell’informazione e le misure tariffali adottate nel 2016.

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Infine, la Commissione ha proposto di non dare seguito alle iniziative parlamentari Romano (14.474) «Salvaguardare le competenze del Parlamento in materia di politica estera e legislazione interna» (con 9 voti contro 3 e 0 astensioni) e Aeschi Thomas (14.433) «Obbligo d’informazione e di consultazione delle commissioni legislative competenti in merito alle raccomandazioni e alle decisioni dell’OCSE e delle sue agenzie specializzate» (con 8 voti contro 3 e 1 astensione). La CPE-S ha invece presentato un’iniziativa volta a disciplinare l’invio di parlamentari a eventi dell’OCSE nell’ambito di una delegazione parlamentare permanente (11 voti contro 1 e 0 astensioni, 17.403).

Infine, alla stregua della Commissione omologa del Consiglio nazionale, la CPE-S è stata consultata sul mandato affidato alla delegazione svizzera per la Conferenza dell’ONU relativa alla negoziazione di un trattato internazionale per la messa al bando delle armi nucleari; l’ha approvato senza opposizioni.