La Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati (CPE-S) ha proseguito le discussioni iniziate in giugno sulla tematica del libero scambio e della politica svizzera in questo ambito. Ha inoltre approvato il mandato di negoziazione con l’Organizzazione mondiale del commercio (OMC).

​La Commissione ha chiesto al capo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR), il consigliere federale Johann N. Schneider-Ammann, di informarla sulle priorità della Svizzera in materia di accordi di libero scambio, nonché sui negoziati in corso al fine di elaborare nuovi accordi o di aggiornare e ampliare quelli in vigore. La CPE-S ha parimenti discusso sullo sviluppo della politica agricola svizzera dal profilo del libero scambio, nonché del rapporto della Commissione della gestione del Consiglio nazionale (CdG-N) concernente le ripercussioni degli accordi di libero scambio. A questo proposito sono state esaminate le raccomandazioni della CdG-N e il relativo parere del Consiglio federale.

Sulla scia di questo approfondimento concernente il libero scambio, la Commissione è stata consultata dal Consiglio federale sulla posizione della Svizzera in merito ai negoziati in vista dell’11a Conferenza ministeriale ordinaria dell’OMC che si terrà a Buenos Aires dal 10 al 13 dicembre 2017. Dopo avere esaminato una prima volta in ottobre questo mandato di negoziazione, la CPE-S vi ha dato il suo assenso con 6 voti contro 0 e 3 astensioni.

Sempre in tema di politica economica della Svizzera, la Commissione ha deciso di sostenere le linee direttrici del mandato di negoziazione relativo alla revisione dell’accordo di protezione degli investimenti concluso fra la Svizzera e la Slovacchia, sulle quali è stata consultata dal Consiglio federale.

La Commissione ha avuto per la prima volta uno scambio con il consigliere federale Ignazio Cassis, nuovo capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). In questa occasione ha affrontato diversi recenti sviluppi a livello europeo e internazionale. Fra i temi discussi in materia di politica europea vi sono stati la prossima visita in Svizzera del presidente della Commissione europea Jean-Claude Junker, il contributo svizzero alla coesione in seno all’Unione europea (UE) e l’evoluzione del processo di uscita del Regno Unito dall’UE. Per quanto concerne la politica internazionale la CPE-S è stata informata sull’attuale situazione in Medio Oriente, nonché sulla valutazione da parte del Consiglio federale delle crisi in corso nella regione, in particolare in Libano.

La CPE-S ha quindi esaminato la mozione 17.3098 del Consiglio nazionale, che incarica il Consiglio federale di aprire immediatamente un’Ambasciata in Eritrea. Con 9 voti contro 4 la Commissione ha deciso di modificare la mozione in modo tale che il Governo sia incaricato di rafforzare la presenza diplomatica in Eritrea. La maggioranza della Commissione ritiene che questa formulazione vada nel senso della mozione del Consiglio nazionale, poiché incoraggia il rafforzamento delle relazioni fra la Svizzera e l’Eritrea, pur preservando la coerenza della strategia del Consiglio federale nei confronti dell’Eritrea. Secondo la minoranza, invece, l’apertura di un’Ambasciata svizzera in Eritrea è giustificata dall’importante presenza di Eritrei in Svizzera e dalla necessità di rafforzare il dialogo fra i due Paesi.