La Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati (CPE-S) ha deliberato sul messaggio concernente la strategia di cooperazione internazionale (20.033) e ha deciso all’unanimità di entrare in materia sul progetto. La Commissione sostiene l’orientamento strategico e il quadro finanziario del disegno del Consiglio federale. Nella votazione sul complesso ha accolto il progetto con 11 voti contro 2.

La CPE-S si è occupata in modo approfondito del messaggio concernente la strategia di cooperazione internazionale 2021–2024, nel quale il Consiglio federale stabilisce l’orientamento strategico della cooperazione allo sviluppo, dell’aiuto umanitario, della promozione della pace e della sicurezza umana per i prossimi quattro anni.

Nel corso delle deliberazioni è stato discusso in particolare dell’ammontare adeguato dei crediti quadro, tenuto conto dello sviluppo economico difficilmente prevedibile e dell’elevato fabbisogno di aiuti umanitari a seguito della crisi. Dopo un’approfondita discussione, la Commissione ha deciso di seguire le decisioni prese dal Consiglio federale e dal Consiglio nazionale a questo riguardo. Con 9 voti contro 4 ha respinto un aumento del credito pari a 239 milioni di franchi, mediante il quale si intendeva raggiungere entro il 2024 una quota APS dello 0,5 per cento del RNL. Sempre con 9 voti contro 4 ha pure respinto un aumento ancora più consistente della quota APS allo 0,7 per cento del RNL.

Contrariamente alla decisione del Consiglio nazionale la Commissione ha respinto all’unanimità la proposta di stabilire un importo massimo annuo, basato sullo sviluppo economico e sul piano di riduzione dei debiti COVID.

Nel quadro del dibattito sulla strategia di cooperazione internazionale la Commissione ha inoltre preso le seguenti decisioni su due mozioni affini:

  • con 9 voti contro 3 e 1 astensione la Commissione ha seguito il Consiglio nazionale e ha accolto i punti 1-3 e 5 della mozione 18.4129 «Per una riforma della cooperazione allo sviluppo»;
  • con 11 voti contro 2 la Commissione ha depositato una mozione che incarica il Consiglio federale di dare la precedenza ai fornitori di prestazioni svizzeri con esperienza e competenze sufficienti per l’attuazione della strategia di cooperazione internazionale (20.3926).

Adesione ai Nuovi accordi di credito modificati del FMI (20.023)

Con questo messaggio il Consiglio federale chiede l’approvazione dell’adesione della Svizzera ai Nuovi accordi di credito modificati del Fondo monetario internazionale. La modifica riguarda in particolare il raddoppio delle risorse provenienti dai NAC al fine di preservare le risorse complessive del FMI. In presenza del consigliere federale Ueli Maurer la Commissione ha soprattutto sottolineato l’importanza dei nuovi accordi di credito in considerazione delle ripercussioni economiche e sociali della pandemia da coronavirus.

L’entrata in materia non ha sollevato obiezioni. Nella votazione sul complesso la Commissione ha adottato il disegno del Consiglio federale con 8 voti contro 0 e 3 astensioni.

Brexit: accordo con il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (19.069)

La Commissione ha esaminato l’Accordo tra la Svizzera e il Regno Unito sui diritti e i doveri dei cittadini in seguito alla Brexit e al recesso dall’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC), pronunciandosi all’unanimità in favore dell’entrata materia sull’oggetto. L’Accordo tutela i diritti che i cittadini svizzeri e britannici hanno acquisito o stanno acquisendo in virtù dell’ALC. Riprende le disposizioni dell’ALC senza ampliare i diritti che vi figurano né crearne di nuovi. Nella votazione sul complesso, la Commissione ha adottato il progetto all’unanimità.

Il 15 gennaio e il 1° febbraio 2019 le due CPE si erano occupate dell’Accordo nell’ambito di una consultazione secondo l’articolo 152 capoverso 3bis LParl e ne avevano approvato l’applicazione provvisoria.

Rinviata la decisione sulla legge sugli embarghi

La CPE-S ha inoltre iniziato la discussione sulla modifica della legge sugli embarghi (19.085), proposta dal Consiglio federale, che consente di mantenere il divieto di importare dalla Russia e dall’Ucraina armi da fuoco, relative parti e munizioni, come pure altri beni e di non più dovere ricorrere alla Costituzione per disciplinare casi di questo tipo. La Commissione ha deciso all’unanimità di procedere a ulteriori chiarimenti e di riprendere l’oggetto nel quarto trimestre.

Altre informazioni

La CPE-S si è informata sui recenti sviluppi relativi alla drammatica esplosione che la scorsa settimana ha devastato la capitale libanese, Beirut; la Commissione ha in particolare preso atto di quanto intrapreso dalla Svizzera e a livello internazionale per aiutare il Libano. Ha inoltre discusso del mancato rinnovo del mandato di Thomas Greminger in qualità di segretario generale dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE); la CPE-S, che si rammarica per il mancato rinnovo del mandato del diplomatico svizzero, ha preso atto delle ragioni che hanno portato a questa decisione. Si è inoltre occupata di cosa significhi dal profilo della politica estera il ritorno in Svizzera dei combattenti dello Stato islamico. Sulla questione la CPE-S è stata tra l’altro informata della valutazione del Consiglio federale sulla situazione in materia di sicurezza e delle caratteristiche della cooperazione interdipartimentale. In materia di politica europea, la Commissione si è occupata delle relazioni tra la Svizzera, l’Unione europea e il Regno Unito nonché dell’evoluzione dei principali dossier di queste relazioni bilaterali.

Dopo essere stata consultata, la Commissione ha approvato senza voti contrari le priorità della Svizzera per la 75a Assemblea generale dell’ONU, il cui inizio è previsto per il prossimo 15 settembre.