La Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati (CPE-S) ha fatto il punto della situazione sulle relazioni tra la Svizzera e l’Unione europea (UE), cogliendo in tal modo l’occasione di passare in rassegna una serie di tematiche. In particolare ha esaminato i progressi delle discussioni esplorative, lo stato dell’accordo bilaterale nell’ambito dell’elettricità, il dossier degli aiuti di Stato e il rapporto del Consiglio federale sull’Europa attualmente in fase di elaborazione. A tal riguardo la CPE-S ha deciso, con 11 voti favorevoli e 1 astensione, di esigere che il Consiglio federale la consultati conformemente all’articolo 152 capoverso 5 della legge sul Parlamento

A suo avviso, il rapporto sull’Europa costituirà la prima posizione ufficiale del Consiglio federale sulle relazioni tra la Svizzera e l’UE dopo l’interruzione dei negoziati con quest’ultima sull’accordo quadro istituzionale. Con 9 voti favorevoli e 2 astensioni, la Commissione ha inoltre deciso di svolgere delle audizioni sulle divergenze tra le normative svizzere e quelle dell’UE, con particolare attenzione al diritto relativo alla libera circolazione delle persone. Per la seduta del 5 settembre inviterà l’ex segretario di Stato Mario Gattiker affinché presenti a grandi linee il suo rapporto al riguardo; i partner sociali e i Cantoni saranno anch’essi invitati a una prossima seduta.

Nell’ambito della sua analisi della politica europea, la CPE-S ha discusso con l’ambasciatore della Repubblica federale tedesca Michael Flügger sulle relazioni della Svizzera con la Germania e con l’UE.

Con 10 voti contro 1 la CPE-S ha deciso di rinviare a una prossima seduta l’esame della mozione 22.3012 «Misure urgenti a favore della piazza svizzera di ricerca, formazione e innovazione».

È stata altresì posticipata, con 12 voti contro 1, la decisione sull’iniziativa parlamentare 21.480 «Legge federale sulla continuazione e l’agevolazione delle relazioni tra la Confederazione Svizzera e l’Unione europea».

Consiglio di sicurezza ed Assemblea generale dell’ONU: le priorità della Svizzera

Il 9 giugno 2022, con 187 voti favorevoli, la Svizzera è stata eletta quale membro non permanente nel Consiglio di sicurezza dell’ONU per gli anni 2023/24. Il 25 maggio 2022 il Consiglio federale ha discusso le priorità della Svizzera per questo mandato e oggi ha consultato la CPE-S in merito ai quattro temi prioritari per questo biennio. Il rafforzamento dello Stato di diritto è stato al centro delle discussioni.

Il Consiglio federale propone le quattro priorità seguenti per il biennio di partecipazione della Svizzera: (i) promuovere la pace duratura (ii), proteggere la popolazione civile, (iii) affrontare la questione della sicurezza climatica e (iiii) rafforzare l’efficienza. Le priorità indicate per la partecipazione della Svizzera al Consiglio di sicurezza dell’ONU tengono debitamente conto della situazione politica mondiale, anche in considerazione dell’aggressione militare della Russia nei confronti dell’Ucraina. La Commissione sostiene di massima quanto proposto, ma chiede al Consiglio federale di tenere conto anche di quanto segue:

  • La Commissione chiede all’unanimità di rafforzare a livello istituzionale il mediatore per il regime delle sanzioni dell’ONU contro il terrorismo. In tal modo verrà potenziato l’impegno che la Svizzera mette costantemente in atto a favore del rafforzamento dello Stato di diritto nell’ambito del regime delle sanzioni dell’ONU.
  • La Commissione esorta all’unanimità il Consiglio federale a completare le priorità in modo tale che vengano esplicitate la fame nel mondo e la crisi alimentare mondiale.

In una fase successiva, il presidente della Confederazione Ignazio Cassis, capo del Dipartimento federale degli affari esteri, ha presentato alla Commissione le priorità della Svizzera per la 77a Assemblea generale delle Nazioni Unite, che si aprirà il 13 settembre 2022. La CPE-S approva le priorità all’unanimità. Per migliorare l’efficacia dell’ONU, la Commissione chiede all’unanimità al Consiglio federale di perseguire una riforma del diritto di veto in seno al Consiglio di sicurezza dell’ONU.

Ulteriori decisioni e temi

La Commissione ha inoltre avviato la discussione sulle ultime divergenze in merito alla revisione della legge sugli embarghi (19.085). Con 12 voti contro 0 e 1 astensione ha deciso di rinviare la decisione alla seduta del 5 settembre e di attendere in tal modo un corapporto della CPS-S sulle implicazioni che la disposizione controversa avrà dal profilo della politica in materia di sicurezza. Vista l’affinità tematica con la revisione della legge sugli embarghi ha deciso, con 7 voti contro 6, di rinviare alla prossima seduta anche la decisione sull’iniziativa parlamentare 19.501 «Introduzione di un fondamento giuridico per applicare sanzioni mirate in caso di gravi violazioni dei diritti dell’uomo e di atti di corruzione da parte di personalità politiche di alto livello».

La CPE-S si è informata sugli ultimi sviluppi della guerra in Ucraina. Si è in particolare interessata alla situazione umanitaria, alle previsioni militari o economiche e alle conseguenze di una catastrofe nucleare legata alla centrale di Zaporizhzhia. Ha inoltre discusso dei partenariati con le regioni e le città nonché dei mezzi volti a portare un aiuto rapido, decentralizzato e coordinato.

Conformemente all’articolo 152 capoverso 3 LParl la Commissione è stata consultata dal Consiglio federale sulla trasformazione dell’Ambasciata svizzera di Port-au-Prince (Haiti) in ufficio umanitario. Ha approvato il progetto all’unanimità.

La mozione 20.4559 «Misure contro i discorsi che incitano all’odio o alla violenza all’interno di ONG sovvenzionate dalla Svizzera» è stata respinta dalla Commissione con 9 voti contro 0 e 1 astensione.

Con 7 voti contro 0 e 1 astensione, la Commissione ha deciso di prolungare di nuovo di un anno il termine per l’adempimento della mozione 09.3719 «I fondamenti del nostro ordine giuridico scavalcati dall’ONU».